Emporio Armani travolge Milano con una sfilata-evento che lascia il segno

È l’evento voluto da Giorgio Armani per dare nuova linfa alla sua linea più giovane, collezione fondata nel 1981 e oggi in cerca di nuovi significati e di ancor più efficacia dopo un anno di riorganizzazione aziendale e di marchi che ha visto impegnatissimo Re Giorgio e la sua azienda.
L’impulso dato da questo spettacolo senza precedenti (è la prima volta che l’aeroporto di Linate viene aperto a un evento di questo genere) funziona tanto per l’immaginario di Emporio quanto come simbolo dell’impresa privata e di una città, Milano, che quando si uniscono sono in grado di organizzare sinergie così forti da far brillare tutti, dall’industria alle istituzioni.

 

Fonte: Repubblica.it

La bellezza sfila a New York, tra rose, labbra surrealiste e pizzi tattoo

Sento che la moda si è in qualche modo persa un po’ ed è facile per tutti essere travolti da tendenze che hanno perso il contatto con la realtà, con ciò che donne e uomini vogliono indossare”. Con questa frase dello stilista Tom Ford si è aperta la settimana della moda newyorchese, dove le prime tendenze di bellezza per la prossima primavera e estate hanno cominciato a delinearsi e a prendere forma. Una New York a tratti sorprendente, che ha visto trucco e parrucco varcare la soglia della sperimentazione in maniera più prepotente rispetto al solito, dando concretezza al pensiero di Ford. Terreno, quello sperimentale, solitamente appannaggio di Londra che, sempre in ambito make up, regala solitamente poche idee portabili ma ricchi spunti che spesso prenderanno forma più concreta e definita nei mesi successivi. Sorprende che la pragmatica New York stia spostando l’attenzione verso il surreale, l’onirico a volte e spesso verso il gioco manieristico, anche se lo sguardo al reale è sempre fortissimo.

E se durante le scorse stagioni le passerelle sono state spesso teatro di protesta, una sorta di prolungamento di quello che stava accadendo nelle strade, dal movimento #metoo alle proteste anti-Trump, fino al nuovo empowerement femminile e alla protesta anti-armi di Everytown for Gun Safety e quella black di Black Lives Matter, questa volta il New York Magazine segnala che “la famiglia e le culture di accettazione ed esclusione sono state un tema forte in questa stagione” e soprattutto “che la famiglia non è dettata dal sangue e che c’è spazio per ogni individuo nella comunità della moda. Ci vuole una folla per distinguersi… È impossibile essere se stessi senza una comunità. I migliori stilisti della New York Fashion Week in questa stagione sembrano aver dato ascolto a questo consiglio. Ma hanno anche dimostrato che l’età non è necessariamente correlata a uno spirito giovanile; chiunque può averlo, anche Ralph Lauren, che ha 78 anni e ha festeggiato il 50esimo anniversario del suo brand”. Ma anche Jeremy Scott, che con la sua collezione ha voluto celebrare la sua carriera e i suoi ricordi, i riferimenti pop-culturali, l’iconografia di riviste e fumetti, l’incredibile tavolozza di colori, l’infanzia e i centri commerciali americani. Ecco dunque dominare il colore, i cui primi segnali si erano visti la scorsa stagione, una nuova idea di romanticismo ma senza dimenticare il classico, traducibile con trucco nude e smokey eyes, un po’ il marchio di fabbrica delle sfilate newyorchesi e, in generale, quello stile effortless chic fatto di acconciature semplici, naturali, ma solo all’apparenza.

NEW ROMANTIC
Femminile ma non stucchevole, intensa. Così è la visione romantica alla New York Fashion Week. Con il rosa che domina in soluzioni innovative, il golden rose utilizzato per le labbra metalliche di Jeremy Scott, gli chignon slim della sfilata Brock Collection, ispirati a una diciassettenne Liv Tyler protagonista del film del 1996, Stealing Beauty e le bocche delle modelle di Ulla Johnson, colorate di un rosa magenta brillante ma con finish smudge, come appena morsicate. Ad alzare l’asticella del new romantic, però, sono le teste “fiorite” viste da Rodarte, l’hair look del quale si è forse più parlato. Creato dall’hair stylist Odile Gilbert, è stato ispirato da un roseto e pensato per sembrare “romantico e sfatto nello stesso tempo, decadente”, ha spiegato Gilbert. Che ha creato un’acconciatura diversa per ogni modella, quindi onde lunghe e sottili con rose intrecciate, updo di ogni forma e perfino chiome afro, ma sempre accessoriate da fiori e accessori vari, tra i quali anche uccelli in metallo ispirati all’Art Déco. Delicatezza, invece, ispiravano i tattoo in pizzo apparsi sulla pelle delle modelle di Dionne Lee, così reali all’apparenza da confondersi con i pizzi veri del tessuto degli abiti, dai quali la make up artist Erin Parsons ha preso spunto.

SPERIMENTAL LIPS
Le labbra sono state oggetto di vera sperimentazione, con soluzioni forse non portabili se non in occasioni speciali, ma di sicuro e forte impatto. A cominciare dai glitter foil per le golden rose lips di Jeremy Scott, ovvero bocche metallizzate oro-rosa dettate dai ricordi anni ’80 dello stilista, il quale ha raccontato di essersi ispirato all’atmosfera anni ’80 del NYC Club Kid e del clubbing newyorchese in generale. “Ho preso ispirazione dalle vecchie Polaroid che ho realizzato dal 1996, sperimentando il trucco e le acconciature che ho creato su me stesso prima di portarle in passerella. C’è qualcosa in quell’effetto glamour del labbro che mi ricorda la mia gioventù selvaggia”. Effetto glamour che la make up artist Kabuki ha realizzato utilizzando dei fogli in lamina color oro-rosa da applicare sulle labbra con una speciale colla per ciglia. Lo stesso finish, ha spiegato la truccatrice, lo si può ottenere premendo dei glitter sul rossetto. Stesso mood sperimentale le marble lips di Eckhaus Latta, ovvero un effetto marmorizzato che la make up artist Kanako Takase ha “rubato” al trucco che i bambini amano farsi, multicolor e iper-lustry come “un acquerello”. Un trend che sicuramente catturerà la fantasia delle giovani instagrammer.

LO SMOKEY EYES NON TRAMONTA MAI
Di sicuro effetto se l’obiettivo è un look sofisticato, lo smokey eyes viene proposto a ogni stagione e spesso oggetto di sperimentazioni varie. A New York non è passato inosservato quello proposto dalla make up artist Diane Kendall per Tom Ford, intenso, una variazione sul tema dei toni beige, marrone e taupe con qualche riflesso d’oro che soddisfa in pieno il ritorno alle atmosfere seventies portate in passerella dallo stilista che lo ha definito come “il look più sensuale da diversi anni”. Una sorta di “cubo di Rubik” secondo la truccatrice, ricco di numerose sfumature e ottenuto grazie all’utilizzo di non meno di dieci prodotti, tra i quali ombretti in crema e in polvere, definiti da una linea di eyeliner lungo la rima ciliare e con un leggero effetto bagnato conferito dall’utilizzo di un balsamo per labbra al centro della palpebra e sfumato con un pennellino. “Questo trucco funziona meglio con l’eyeliner piuttosto che con l’ombretto, poiché è più pigmentato e più difficile da fondere da solo”, ha spiegato la Kendall.
WELCOME COLORS!
Il colore, che si è fatto strada nelle ultime due stagioni, ha trovato il modo per esplodere in tutta la sua ricchezza cromatica, tale da trasformare il viso in una tela pop ma anche in grado di stupire con la sua semplicità. Si passa dunque dalle labbra blu-nero di Christian Cowan ai tratti iper-grafici e glitterati che sembrano arrivare da un’altra galassia di Tadashi Shoji, nei toni argento, blu, rosso. Da Anna Sui, invece, Path McGrath ha utilizzato il colore con un effetto soft, sugli occhi ma anche sulle tempie e sulla fronte delle modelle, come un pastiche ad acquerello tra il giallo, il fucsia e l’arancione. La make up artist Bobbi Brown, invece, ha dato vita a un mood giocoso, con ciglia rivestite da uno spesso strato di mascara rosa, mentre le labbra avevano solo un tocco di colore al centro, come se le modelle avessero appena mangiato un ghiacciolo. I colori dei ritratti di Picasso sono stati invece l’ispirazione del make up Rodarte definito “grafico e delicatamente geometrico”, opera di James Kaliardos e ispirato da una visita alla mostra Picasso 1932 – Love, Fame, Tragedy, presso la Tate Modern. Ispirato dunque ai ritratti dell’artista spagnolo, il trucco vede impiegati tre colori, rosa, giallo e blu: “Non volevo che fosse effetto block o con bordi o linee nette, volevo un effetto saturo, una morbida geometria sul viso. Una forma rettangolare di colore ma che non assomigliasse a un ombretto Instagram”, ha spiegato Kaliardos. E mentre le rose nei capelli e i colori degli occhi variavano da modella a modella, tutte indossavano lo stesso colore di rossetto, un rosso scelto perché “sembra piuttosto grafico, come un dipinto di Salvador Dalí, che funziona su tutti”.

Capelli: le 5 tendenze dell’autunno e inverno, tra vintage mood, raccolti easy, onde e trecce
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CAPELLI: SEMPLICITÀ “OUT OF BED” ED EFFETTI WET
Se il messaggio degli hair styling della scorsa stagione, a New York, è stato “semplice ma non noioso”, questa volta i capelli si prendono una rivincita con hairdo più elaborati e scenografici, ispirati agli anni ’80, che convivono comunque con hair look simply chic in versione naturale. In passerella, dunque, si è visto di tutto: dai bun raffinati alle vivaci e colorate parrucche, fino a raccolti effetto beehive, sfidanti la forza di gravità. Il look naturale, poco costruito, si materializza nelle acconciature “Inwoke up like this” create dall’hair stylist Kien Hoang per Nicole Miller, con onde e ricci non strutturati, come per evidenziare il fatto che ci si trova nella “città che non dorme mai”. Effortless chic il mood visto da Milly by Michelle Smith, dove Odile Gilbert ha utilizzato un ferro arricciacapelli per dare ai capelli “una texture naturale”, quindi ha lavorato le onde con le punte delle dita per il perfetto look “out of bed”. Tutta americana, invece, l’allure delle modelle di Brandon Maxwell messe a punto da James Pecis, mentre l’effetto wet, tipicamente estivo, ha trovato piena realizzazione da Calvin Klein, dove la parola d’ordine è stata “clean” tradotta in teste bagnate, dalla doccia o dal mare, realizzate da Guido Palau, l’hair stylist per il quale nei backstage nulla è dato per scontato e che per realizzare le sue visioni non esita a tagliare e colorare chiome seduta stante. L’ispirazione è stata al film Jaws e le acconciature prevedevano capelli asciutti e vaporosi in cima e gocciolanti sulle punte. Su alcune modelle, le scollature sono state truccate con dei prodotti lucidi per dare la sensazione di umido, come se fossero appena uscite dall’oceano, all’insegna del ricercato realismo. Semi-wet invece l’hair look di Prabal Gurung, con un raccolto destrutturato effetto legermente web dal mood sporty chic.

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Il blow-dry è tornato”, ha dichiarato l’hairstylist Anthony Turner dai backstage di New York. Ma non solo messe in piega e look definiti, perché le tendenze capelli emerse dalle passerelle autunno e inverno 2018-19 parlano anche di occhiate lanciate al passato, in ordine sparso e con punte di rivisitazione che toccano anche eccessi, come volumi extra e chiome grunge e ribelli, nonché il recupero di accessori che pensavamo ormai dimenticati, approcci minimali che danno nuova definizione al naturale e raccolti che prediligono chignon effetto beehive e top knot, ma anche le intramontabili ponytail. Queste, in sintesi, le “teste” che vedremo la prossima stagione, secondo quanto emerso dai backstage delle sfilate.

APPROCCIO MINIMALE EFFORTLESS CHIC
Non tramonta lo stile naturale, quello che necessita di pochi interventi di styling e che si caratterizza con onde e chiome naturalmente mosse. Ispirato a una perfetta french girl, ad esempio, è l’hair look di Chloé opera dell’hair stylist Paul Hanlon, che ha voluto richiamare lo spirito seventies con onde morbide e frange, mosse e micro. Anche se il massimo dell’effortless chic appartiene a Valentino e alle sue ragazze “sofisticate e femminili”, come le ha definite Guido Palau, che in collaborazione con Pierpaolo Piccioli ha creato due eleganti acconciature, perfette anche per il mondo reale: una coda bassa, indossata dalla maggior parte delle modelle, con leggero effetto messy conferito da ciuffi che scendevano lungo il volto, per rendere il raccolto meno severo e chiome sciolte ricoperte in parte da sontuose sciarpe e foulard. In alternativa, onde super-lisce che seguivano i movimenti del corpo e con texture naturali come da Isabel Marant.

RACCOLTI, TRA TRECCE E TOP KNOT
Da quello alto a quello tradizionale, ritorto o elegante, gli chignon continuano ad essere presenti sulle passerelle. Dal top knot, che dopo aver dominato i raccolti d’estate è riproposto anche in inverno, insieme a knot e raccolti più discreti. Tra i look più interessanti, quello leggermente messy visto in passerella da Chanel, top bun leggermente spettinati e come improvvisati, secondo il volere dell’hair stylist Sam McKnight. Anche le ponytail e le trecce restano una scelta diffusa, dalle code basse ed eleganti di Valentino a quelle effetto undone di Paul Costelloe. Per le trecce, invece, si passa dallo stile minimale messo a punto da Eugene Souleiman per Jil Sander, con trecce che si libravano letteralmente nell’aria, sospese e lucide, come se fossero state investite da una folata improvvisa di vento, a quelle “fetish” di Alexander McQueen, subito definite “dominatrix braid”. Lunghe trecce iper-lucide e precise, messe a punto dall’hair stylist Guido Palau nell’intento di riprodurre un frustino sado-maso e che così ha descritto: “Penso sempre che i capelli così lunghi di una donna richiamino una certa idea di perversione”.
VINTAGE E VOLUME XL
Chiome beehive e look very ladylike. Come da Miu Miu, che riporta in passerella lo chignon iper-voluminoso e da Moschino, che ha fatto sfilare replicanti di Jackie Kennedy, con tanto di bob bouffant e che riportano in primo piano le acconciature bon ton anni ’60 e che, secondo il pensiero dello stilista Jeremy Scott, volevano simboleggiare la sublimazione del fake portata ai massimi livelli nell’era Trump: “Trump ci sta sommergendo con teorie cospirative e notizie false, quindi sto riportando alla madre di tutte le teorie cospirazionali: la morte di Marilyn e JFK più la credenza che il presidente abbia condiviso il segreto governativo dell’esistenza degli alieni con la star”. Il volume, invece, è stato riproposto in versione esasperata da Guido Palau per la sfilata haute couture Fendi, con chiome lunghissime supportate da parrucche iper-cotonate alle radici. Sempre volume, ma più contenuto ed effetto crespo per le teste eighteen di Sonya Rikyel, che propongono il ritorno agli anni ’80. “I capelli anni ‘80 stanno vivendo un vero ritorno”, spiega Zoe Irwin, ghd UK ambassdor, che per il look di Lulu Guinness si è ispirata alla Madonna di Cercasi Susan disperatamente, con un riccio pieno, morbido e voluminoso.

 

Fonte: Repubblica.it