Il debutto di Meghan Markle ad Ascot a fianco del principe Harry e della Regina

La duchessa di Sussex fa il suo debutto ad Ascot, dove arriva a bordo di una carrozza assieme al principe Harry, suo marito, e ai duchi di Wessex, ovvero il principe Edoardo e sua moglie Sophie.
Un battesimo importante per Meghan Markle perché quello all’ippodromo della cittadina del Berkshire è uno degli eventi più importanti dell’anno, nel Regno Unito, competizione sportiva ma anche di stile, poiché a tutte le signore presenti è richiesto di indossare un cappello (come vi raccontiamo nella nostra gallery sul tema). E i reali sono come sempre gli ospiti più attesi.
Per una tale occasione, ancora una volta Meghan sceglie un abito di Givenchy, maison francese guidata dalla fashion designer inglese Clare Waight Keller, cui già era stato affidato l’abito da sposa. Il vestito scelto per Ascot è bianco e molto castigato, abbinato a un copricapo di Philip Tracy, l’haute couturier di cappelli più amato da reali e nobili di tutto il mondo.
La carrozza su cui hanno viaggiato Meghan e Harry ha seguito quella della Regina, elegantissima in giallo accanto alla principessa Anna, ma al corteo hanno partecipato anche Carlo e Camilla e le principesse Eugenia e Beatrice, queste ultime con outfit degni dell’occasione: abito Osman, cappello Emily London e scarpe Valentino per la prima, e abito Claire Mischevani e cappellino di Juliette Botterill per Beatrice.
Grandi assenti sono il principe William, in visita ufficiale presso la James Place Foundation, e Kate Middleton, in congedo maternità.

 

Fonte: Repubblica.it

30, 40, 50, 60 anni: combatti la cellulite in base alla tua età

LA CELLULITE A 30 ANNI
Molto dipende dall’età d’esordio (che, per le influenze ormonali, spesso coincide con l’adolescenza), ma la cellulite di una trentenne non di rado è ancora relativamente “giovane”, ossia di primo stadio (edematosa), caratterizzata dalla tipica buccia d’arancia e da leggere increspature. Più spesso, però, è di tipo adiposo, ovvero una cellulite calda al tatto, compatta e associata al sovrappeso, anche lieve, che si manifesta con la tipica pelle “a materasso” su cosce, glutei, addome, fianchi. Il lato positivo: a livello biologico, la cute di una trentenne è ancora soda e, di conseguenza, capace di attenuare per un effetto ottico/contenitivo la buccia d’arancio.

La medicina estetica
Funzionano i trattamenti soft come l’Endospheres o microvibrazione compressiva, uno speciale e potente massaggio meccanico eseguito da un apparecchio con un manipolo dotato di sfere di gel di silicone rotanti, che viene fatto scorrere più volte dai piedi all’inguine. Le microvibrazioni riattivano non solo il microcircolo venoso e linfatico, ma anche la matrice connettivale, riducendo così il pannicolo adiposo e la linfa stagnante e tonificando la pelle. Occorrono almeno dieci sedute, da circa 80 euro l’una (www.endospheres.com).
Per la cellulite con componente adiposa prevalente, ma anche per la culotte de cheval e per il grasso localizzato su cosce e glutei, è indicata la criolipolisi: un freddo intenso (fino a -13 gradi), somministrato da speciali manipoli, innesca in modo totalmente indolore il processo di lipolisi, ovvero la distruzione delle cellule adipose (che vengono poi eliminate fisiologicamente dal corpo), senza danneggiare i tessuti circostanti e i vasi sanguigni. Tra le varie tecnologie oggi disponibili c’è Coolpro, che permette di ottenere una riduzione di grasso e cellulite del 20-30% dopo un solo trattamento. Può essere associato ad altre terapie, come le onde acustiche o la radiofrequenza, a seconda della problematica prevalente (tipo di cellulite, tessuti più o meno tonici). 3 sedute in media da circa 600 euro l’una.
Gli integratori
Per contrastare la buccia d’arancia della cellulite edematosa sono utili gli estratti botanici che drenano e stimolano il microcircolo, come ananas, ippocastano, ginkgo biloba, semi d’uva, corteccia di pino, ribes o altri frutti di bosco. Per la cellulite a prevalenza adiposa sono indicati, invece, i supplementi con estratti liporiducenti come il CLA (acido linoleico coniugato), che modula il deposito dei lipidi, ma anche il guaranà e il tè verde, che aumentano la termogenesi e favoriscono la lipolisi. In entrambi i casi il ciclo consigliato è di 2-3 mesi consecutivi.

Il fitness
Ideali tutte le attività aerobiche a basso impatto, in particolare la bicicletta o la cyclette reclinata (per 40 minuti), le camminate a ritmo intenso e la corsa leggera di almeno un’ora, 2-3 volte la settimana. Efficaci anche pattinaggio in-line, nuoto, acquagym.

LA CELLULITE A 40 ANNI
Dai 40 anni in su la cellulite, soprattutto se non trattata adeguatamente in età più giovane, può facilmente essere di tipo fibroso, uno stadio avanzato caratterizzato da piccoli granuli sottocutanei e indurimento dei tessuti e da cute fredda che duole al tatto. L’aspetto è una pelle a materasso con nodulini ben visibili su cosce, addome, fianchi e spesso anche sulle braccia. A evidenziare ancor di più l’inestetismo contribuisce anche il fisiologico calo ormonale (che influisce sulla genesi e sulla progressione della cellulite) e il cronoinvecchiamento, in particolare il rallentamento dell’attività dei fibroblasti che producono collagene, fibre elastiche e acido ialuronico: mancando l’effetto tensore e “contenitivo” della pelle, i “buchetti” dei tessuti fibrosi risultano ancor più evidenti.

La medicina estetica
Per modellare, tonificare e snellire i cuscinetti di grasso e attenuare visibilmente la cellulite più avanzata (fibrosa) sono utili le tecnologie che sfruttano l’energia delle onde acustiche per “distruggere” i piccoli e grandi accumuli adiposi e i setti fibrosi, tipici della pelle a materasso. Ciclo di 8-10 sedute da circa 115 euro l’una.
Altra tecnica utile è CELLU M6® ALLIANCE by LPG, che sfrutta la sinergia rullo/aletta motorizzati e l’aspirazione sequenziale per eliminare grasso e stimolare neocollagene, elastina e acido ialuronico, con un effetto rassodante e levigante della pelle che attenua la buccia d’arancia (da 10 a 40 minuti da 25 a 90 euro; www.endermologie.com/it/).
Per rimodellare le braccia, efficace e rodata è la carbossiterapia: microiniezioni di anidride carbonica che drenano, ricompattano e sciolgono le cellule di grasso più superficiali (da 10-15 sedute; circa 100 euro l’una, www.carbossiterapia.it) da associare, se la pelle è molto rilassata, alla radiofrequenza monopolare che, grazie al calore controllato, accorcia le fibre della pelle e stimola il neocollagene (4-5 sedute da 150 euro circa l’una).
Gli integratori
La risposta rimodellante “in pillole” arriva da integratori che, oltre a contenere principi attivi drenanti e destoccanti dei grassi, ricompattino la pelle e che, in più, apportino sostanze antinfiammatorie, come gli Omega 3 e 6. Il collagene puro e la vitamina C, invece, aiutano a rassodare e a rinforzare le strutture di sostegno della pelle, così come l’acido alfalipoico, che neutralizza l’azione distruttiva dei radicali liberi su collagene ed elastina (cicli di 2-3 mesi).

Il fitness
Anche per la cellulite delle over 40 le attività sportive più mirate per contrastare la cellulite, soprattutto su fianchi e cosce, sono la corsa, lo step, il running, insieme agli esercizi aerobici di media-lunga durata che, oltre a drenare, inducono il corpo a utilizzare il metabolismo lipidico, aumentando il dispendio energetico e contrastando il deposito dei grassi. Un allenamento tipo è eseguire 5-6 esercizi intensi intervallati: ad esempio 1 minuto di cyclette o corsa veloce alternato a un minuto lento. Oppure saltare la corda mantenendo una frequenza elevata senza interruzioni.

LA CELLULITE A 50 – 60 ANNI
Dopo la menopausa, la buccia d’arancia tende a trasformarsi nella cosiddetta “cellulite da lassità”, dove l’inestetismo tende ad esacerbarsi visibilmente a causa dello slittamento dei tessuti cutanei e sottocutanei verso il basso e del marcato assottigliamento e perdita di elasticità dei tessuti. Un processo che si aggrava se i muscoli sono poco sviluppati e lasciano spazio alle cellule di grasso, infiltrate d’acqua, di costruire “il loro nido”.

La medicina estetica
Per un effetto lifting e una discreta riduzione della cellulite adiposa su braccia e pancia sono utili gli ultrasuoni focalizzati, che raggiungono il derma e il tessuto connettivo per approdare infine al grasso e al muscolo. L’effetto è duplice: stimolano il neocollagene, tonificando visibilmente la pelle, e hanno una leggera azione liporiducente. Da 3 sedute da 400 euro l’una.
Se la lassità dei tessuti è molto accentuata e la pelle a materasso decisamente evidente, gli ultrasuoni possono essere alternati alla radiofrequenza frazionata a microaghi d’oro. Consiste nell’applicazione, in più passaggi, di uno speciale manipolo dotato di una placca monouso su cui sono posti dei piccolissimi aghi d’oro. In sostanza, questa metodica sfrutta il calore della radiofrequenza e l’azione meccanica dei microaghi per stimolare la produzione di collagene, elastina e acido ialuronico, con un effetto ricompattante e liftante della zona trattata. Da 4 a 6 sedute o più; da circa 300 euro l’una.
Altra tecnica utile per la cellulite in età matura è l’Endo Light Lift: 2-3 sedute con un laser a diodi che, inserito sottocute in anestesia locale, attraverso una microfibra sottilissima crea una leggera lipolisi e stimola la retrazione dei tessuti, con un effetto snellente e rassodante. Circa 800 euro la seduta.

Gli integratori
Accanto ai mix di vitamine e minerali antiossidanti, sono utili i supplementi a base di aminoacidi come la carnosina, un dipeptide tonificante, antiage e antiglicante, o con centella asiatica, che controlla la formazione delle fibre cutanee e favorisce l’eliminazione dei liquidi e delle tossine. Da valutare insieme al medico anche l’assunzione di supplementi con soia o trifoglio rosso e echinacea, ricche di fitoestrogeni ad azione ricompattante ed elasticizzante.

Il fitness
Per tonificare e drenare: camminata sostenuta (minimo 30 minuti al giorno) ed esercizi a carico naturale come quelli di aerobica sia a basso che ad alto impatto, che stimolano la circolazione e allenano i grandi gruppi muscolari della parte inferiore del corpo (quadricipiti, abduttori, adduttori, glutei e ischiocrurali). Affiancare esercizi cardio e potenziamento per zona addominale, mentre per le braccia sono utili il body building con pesi leggeri e la waterboxing (tecnica fusion di acquagym e pugilato senza contatto). E poi il nuoto, il canottaggio o il vogatore domestico.

 

Fonte: Repubblica.it

L’obiettivo del 2018 è imparare a star bene con se stessa

ç’anno nuovo, si sa, porta con sé tanti buoni propositi. Per le persone che si sono lasciate da poco, o per le persone che sentono di essere dipendenti dal proprio partner, l’obiettivo del 2018 potrebbe essere imparare a stare da soli o, per dirla in modo migliore, imparare a star bene con se stessi. Un passo sicuramente non semplice ma che, con il giusto impegno e la giusta determinazione, può essere alla portata di tutti. Ne abbiamo parlato con Maria Elettra Cugini, psicoterapeuta di lunga data e autrice, tra gli altri, dei libri “Single con gioia. L’arte di star bene con se stessi” e “Trovare la giusta direzione nella propria vita”.

Perché stare da soli ci fa ancora paura?
La solitudine, di per sé, non è né una cosa positiva né negativa. Si tinge dei colori della propria personalità. In inglese esistono due termini: alone (solo) e lonely (sentirsi solo). Nella lingua italiana questa differenziazione non c’è. Tutto dipende da come noi viviamo questa solitudine.

Quali sono i fattori che rendono più difficile lo stare da soli?
Principalmente si tratta di tre fattori. In primo luogo un cattivo rapporto con se stessi, scarsa autostima e scarsa autonomia. Questo genera dipendenza affettiva, perché il non saper contare su se stesse rende le persone dipendenti dalle altre e, se queste vengono a mancare, fa star male. In questi casi si può avere anche la tendenza a considerare indispensabile la compagnia e il supporto degli altri e a non riuscire ad apprezzare la compagnia di se stessi, ad esempio leggendo, dedicandosi alle proprie passioni e a quello che può rendere piacevole la propria vita. In secondo luogo un cattivo rapporto con gli altri. Spesso succede perché non si ha la capacità di costruire rapporti maturi che arricchiscano la nostra esistenza senza creare dipendenze. In terzo luogo un cattivo rapporto con la propria vita, ossia la difficoltà di trovarle un significato, anche mutevole. Il significato chiaramente cambia da quando si è adolescenti, a quando si è maturi, fino a quando si è anziani. È necessario adeguarsi e accettare il cambiamento, trovando sempre un senso diverso alla propria esistenza.

Come si fa a creare rapporti con gli altri che non siano di dipendenza?
Il primo passo è probabilmente dare un significato alla propria vita. Il fatto di riuscire a trovare una giusta direzione aiuta anche a stare da soli e a non cercare negli altri la risposta al senso della propria esistenza. Attenzione però: l’altro è e deve rimanere importante nella nostra vita, ma non deve essre indispensabile. Solo noi siamo indispensabili a noi stesse. Se una persona ha un buon rapporto con se stessa, una buona autostima, se conosce le proprie capacità e tendenze diventa autonoma e non più dipendente dall’altro.

Cosa può succedere quando non si punta su noi stessi?
Spesso vengono da me signore di una certa età che hanno puntato tutto sui figli e sul marito. Arriva però un momento in cui tutto questo può sciogliersi: i figli vanno via di casa, ci si separa o si perde il compagno. A questo punto queste donne si sentono perse, perché non hanno mai puntato su loro stesse, ma hanno sempre vissuto in funzione degli altri. È inevitabile che a quel punto si sentano sole e disperate.

A questo punto devono fare uno sforzo maggiore per uscire da questa situazione…
Esatto. Riscoprire se stessi può essere un compito difficile se non lo si è mai svolto. Molte persone vivono per forza di inerzia, si fidanzano e mettono al mondo figli senza chiedersi cosa amano davvero. Cercano affannosamente l’altro, senza il quale stanno male. La carenza di interessi rende aridi e infelici. Una donna, arrivata a questo punto, deve riscoprire cosa le piace, cosa la diverte, questo porta a stare bene da soli.

Come dicevamo prima, la solitudine di per sé non è negativa
La solitudine può appagare un bisogno grande che c’è in ognuno di noi, un bisogno di libertà. Diverse ricerche sottolineano che molte donne, soprattutto dopo i 45, sono assolutamente soddisfatte del loro status di single . Il bisogno di libertà però non deve essere portato all’estremo, perché poi si può arrivare a non voler mai stare con gli altri perché non si è in grado di relazionarsi con loro.

Altro che zitelle: le donne single sono felici, soprattutto dopo i 45 anni
LEGGI

Chi soffre maggiormente nell’essere single?
Sicuramente le persone che hanno sempre vissuto in coppia. A un certo punto sono costrette a riscoprire la capacità di muoversi autonomamente. Quando per la prima volta sono entrata in un cinema da sola mi sono quasi sentita una persona di serie b, poi però mi sono resa conto che il film lo vedevo benissimo anche da sola e che mi piaceva. Un’altra volta ero in vacanza con una mia amica e nel ristorante dell’hotel c’erano solo coppie. Finita la vacanza abbiamo scoperto che ci avevano soprannominato “quelle contente”, perché negli altri tavoli le coppie neppure si parlavano. Spesso semplicemente si è vittime degli stereotipi, si pensa che una donna che non ha una relazione sentimentale non sia né realizzata né serena. A volte però chi è single è molto più felice e gratificato di chi sta in coppia. È il modo di porsi con se stessi a fare la differenza. Chi sta da solo spesso è più padrone della sua vita e non deve sempre conciliare le sue esigenze con quelle degli altri.

Allo stesso tempo, nella nostra società c’è un eccesso di egocentrismo
Sì è così. E questo rende difficile l’adattamento a un’altra persona. Oggi si tende a restare da soli pur di non affrontare lo sforzo di sintonizzarsi con l’altro, c’è la paura dell’altro. Neanche questo è positivo.

In ogni caso, la società si aspetta che tutti si sposino
Sì, è ancora prevalentemente così. A una single viene spesso chiesto quando troverà un compagno e si sposerà, come se questo epilogo fosse una cosa scontata. Bisogna uscire dalla ricerca della felicità in senso assoluto e cercare interessi, cose che facciano stare bene e che non si trovino necessariamente in un partner. Ci vuole fortuna ad incontrare qualcuno che ci rispecchi, non è facile. La propria realizzazione va cercata in ogni caso dentro se stessi, mai al di fuori. È importante non farsi condizionare dal giudizio degli altri e sapersi auto-valutare, sapersi dire “io sto bene così”.

La dipendenza dal giudizio degli altri è deleteria
Facciamo spesso l’errore di dare troppo potere al parere degli altri e di farci condizionare. È fondamentale capire che non andremo mai bene a tutti. C’è una celebre storiella che racconta di un anziano, un bambino e un asinello. All’inizio sull’asinello è seduto solo il bambino e, al loro passaggio, un gruppo di persone si lamenta perché l’anziano sta camminando a piedi mentre il bambino, che è più giovane, è sull’asinello; l’anziano fa scendere il bambino e sale sull’asinello, passano davanti a un altro gruppetto di persone che si lamenta dell’egoismo del nonno; il nonno allora mette il bambino sull’asino davanti a sé e passando davanti a un altro gruppetto vengono accusati di sfiancare l’asinello; i due scendono entrambi e, passando davanti a un altro gruppetto, di persone sentono dire “guarda quei due che fessi, hanno un asinello e vanno entrambi a piedi”. Se si punta sull’avere l’approvazione di tutti, li scontenteremo sempre. Il suggerimento è tapparsi le orecchie e andare avanti per la propria strada. Si deve capire da soli come si vuole camminare, dove si deve andare e non comportarsi in un determinato modo solo per compiacere gli altri: in quel modo ci si adegua alle aspettative degli altri e si perde se stessi.

Quali sono i suoi consigli per imparare a star bene da soli?
La cosa fondamentale è conoscere se stessi. Se uno non sa cosa gli piace e che significato vuole dare alla sua vita non può raggiungere la serenità. Deve guardare dentro se stesso, anche perché non sempre negli altri ci si può riconoscere. La maturità in fondo è questa: conoscersi e andare avanti per la propria strada. Un ottimo modo per vincere la frustrazione dello stare da soli è rendersi utili agli altri, perché ciò può dare un senso positivo alla nostra esistenza, facendoci sentire realizzati. Lo sanno bene i tanti volontari che oggi contribuiscono significativamente al benessere della nostra società nei campi più disparati, ma anche coloro che cercano semplicemente di guardarsi intorno per essere d’aiuto a chi ha bisogno di cure, di ascolto o di un po’ d’attenzione, anche nella propria famiglia. La solitudine infatti non deve diventare sinonimo di egocentrica ed arida chiusura al prossimo, o ci renderà necessariamente infelici.

A livello pratico, da dove si può partire?
Ci si deve chiedere: “Come posso vivere bene la mia vita? Cosa voglio ottenere? Quali sono le mie fonti di svago?”. Spesso le persone senza un compagno vengono viste come frustrate, ma la frustrazione è dentro di noi. Per questa ragione il consiglio è centrarsi su se stessi, sui propri interessi, sulle proprie capacità di realizzazione. Ad esempio si può iniziare andando a vedere da soli un film al cinema, a prendersi un caffè, a fare una passeggiata da soli senza meta. In questo modo ci si coccola e ci si prende cura di se stessi. Quando una persona non è autonoma il rischio è che si accontenti del primo che passa. Stare da soli permette di acquisire la capacità di scelta. E questo discorso dovrebbe continuare a farlo anche chi è in coppia.

 

Fonte: Repubblica.it

Saldi invernali 2018: 5 segreti per non sbagliare un acquisto

La stagione dei saldi invernali 2018 inizia ufficialmente venerdì 5 gennaio 2018 nella maggior parte delle regioni italiane. Il periodo dei ribassi continuerà fino a marzo inoltrato mentre in Campania durerà fino al 2 aprile. Si tratta di circa tre mesi di offerte che vanno calibrate senza farsi prendere da inutili entusiasmi. Più di cosa comprare, infatti, conta come fare gli acquisti. Abbiamo così pensato a una guida breve ed efficace per fornirvi una sorta di bussola, un vademecum per non perderervi tra le molte offerte e soprattutto per non cadere in tentazioni che vi toglieranno tempo e denaro. Per questo, ecco 5 consigli cardine da tenere sempre a mente prima di fare shopping. Con le tendenze invernali che dureranno anche nei prossimi anni e i trend primaveri a cui ispirarvi per fare un acquisto lungimirante.

1) Fare shopping da sole
Contariamente a quanto si possa immaginare, durante i saldi è meglio andare da sole a fare acquisti. Il motivo è presto spiegato: nel caos dei ribassi, ci si muove con più agilità quando non si deve aspettare nessuno. E in fatto di tempo, poi, se ne risparmia molto quando non si deve attendere amiche, madri o figlie in fila alla cassa o in coda nei camerini. Può sembrare un po’ egoistico, è vero, però funziona.
Cindy Crawford e lo shopping in solitaria
Cindy Crawford e lo shopping in solitaria
2) Di moda sì, ma che sia unico
Nelle guide ai saldi, si legge spesso di non acquistare prodotti troppo di tendenza. A nostro parere, la regola è abbastanza sbagliata. Vale infatti la pena di investire su un abito, una borsa o un paio di scarpe figlie della moda del momento soltanto quando questi pezzi sono unici, rispecchiano la personalità di chi li acquista e quindi sono destinati a durare nel tempo.

Nell’armadio di una donna o di un uomo, infatti, non ci sono solo articoli classici (sarebbe troppo noioso) ma anche vestiti e accessori che danno carattere e stile proprio grazie alla loro unicità. Qualche esempio di pezzi unici?Le borse decorate dell’autunno/inverno, gli stivali glitter che hanno illuminato tanti red carpet ma anche le paillettes che saranno uno dei materiali più usati nella prossima primavera estate 2018.
Gli stivali più discussi (e desiderati) dell’anno sono questi di Saint Laurent
Gli stivali più discussi (e desiderati) dell’anno sono questi di Saint Laurent
3) Classico? No, continuativo.

 

Segnatevi questo vocabolo: continuativo. È un aggettivo che stilisti, marchi e maison utilizzano per descrivere quelle parti di collezione che troverete sempre nei loro punti vendita. Sono il nuovo classico e rappresentano la migliore reinterpretazione dei capi basici che tutti conosciamo (cappotti, tubini, stiletto, maglioni, T-shirt). Sono da preferire ai capi classici proprio perché hanno tagli, materiali e dettagli più contemporanei. I colori, poi, sono fondamentali: nero, blu (che poi è stato il colore protagonista dell’inverno 2017), grigio, cammello sono da tenere sott’occhio. Ma anche il rosso fuoco non è da sottovalutare: è un tono che praticamente funziona come un basico se accostato a cammello, grigio e blu. Ovviamente fate attenzione alle truffe: spesso si incontrano merci provenienti da anni precedenti e da stagioni passate. Se ritenete di essere state raggirate, non esitate a segnalare la questione al Codacons.
Blu, il colore dell’inverno 2018, tono destinato a durare per sempre. Qui un look di Dior
Blu, il colore dell’inverno 2018, tono destinato a durare per sempre. Qui un look di Dior
4) Mai e poi mai una taglia in meno (forse una in più)
La tentazione è forte: trovare l’oggetto del desiderio al 50% o 70% di sconto ma di una taglia in meno. Il paio di stiletto preferite. La giacca culto. O il cappotto caldissimo e dal grande carattere. Bene, lasciate perdere: le scarpe vi faranno male e gli abiti vi staranno malissimo. Se poi state per intraprendere una dieta e volete perdere una taglia, meglio aspettare di essere dimagrite. Comprate solo e soltanto i pezzi della vostra misura. Al contrario, si può azzardare una taglia in più per giacche e cappotti: l’effetto oversize, come impone l’ormai ricorrente Power-Dressing, continuerà ancora a lungo.

5) La strategia degli ultimi giorni
È vero: i primi giorni di saldi sono i più importanti di tutti, quelli dove si trovano le migliori occasioni della stagione. Allo stesso tempo, però, non vano sottovalutati gli ultimi giorni, quelli del ‘fuori tutto’. In questo lasso di tempo, infatti, i prezzi diventano davvero interessanti e potreste essere fortunate da trovare un capriccio, da togliervi uno sfizio che mai prima avreste potuto concedervi. Ritornare, quindi, nello stesso negozio alla fine dei ribassi è quindi un’abitudine da riprendere o da scoprire.

 

Fonte: Repubblica.it

Golden Globe: l’anno del nero e delle scollature. La vera protesta è la sensualità

Nero e scollature. Ovvero: un gesto di protesta e uno di rivendicazione. Una contraddizione in termini? No, al contrario: una dichiarazione d’intenti. Ovvero: puoi essere sensuale, bella e anche piuttosto nuda ma non per questo disponibile. Ciò che infatti più stupisce e deve far riflettere dell’abbigliamento scuro scelto dalle dive ai Golden Globe non è tanto il colore ma l’audacia delle scollature, dei décolleté drappeggiati e dei tagli asimmetrici sulle spalle nude. Come dire: possiamo essere fatali senza diventare sinonimo di preda sessuale. È il nuovo femminismo di Hollywood, o meglio, un nuovo femminile che non cerca più di vestirsi da uomo per rivendicare la propria forza o la parità dei sessi (come avvenuto in passato) ma sceglie di riscoprire forme, caratteristiche e simboli della femminilità che non possono più essere considerati come prima. Continua a Leggere..

Recupera le Energie dopo le Feste

Provate a considerare soltanto questi dati: calcolate il vostro apporto calorico giornaliero medio, aggiungete ulteriori 1500 calorie e otterrete quello che, si stima, ingeriamo durante le feste natalizie. A stabilirlo uno studio condotto dal sito In A Bottle che ha intervistato un pool di esperti in dietologia e nutrizione. La buona notizia è che in realtà più che di chili accumulati, si parla di eccesso di liquidi, dovuto al cambio di alimentazione e di stile di vita che sempre accompagnano questo periodo dell’anno. E non si tratta soltanto di peso eccessivo e liquidi da smaltire, perché anche la pelle risente dell’accumulo di tossine: se si consumano troppi grassi, prodotti zuccherati e troppo lavorati, è probabile che reagisca infiammandosi e diventando ruvida e opaca.

Per mantenerla giovane e luminosa è importante bere molta acqua, utile per eliminare le scorie accumulate e mantenere la giusta idratazione, oltre a consumare cibi ricchi di Omega 3, grassi essenziali per mantenere l’elasticità. Che fare invece per smaltire i chili in eccesso e il gonfiore? Costringere l’organismo a dire addio alle feste con un programma detossinante in grado di riportarlo al giusto equilibrio energetico e al peso ottimale. A tal proposito abbiamo intervistato un’esperta, la dott.ssa Mariangela Rucco, biologa nutrizionista presso lo studio dermatologico Rinaldi di Milano alla quale abbiamo chiesto cosa occorre eliminare dalla dieta e su cosa invece occorre puntare, qualche piccola astuzia spezza-fame per riabituare l’organismo alla minore introduzione di cibo e un semplice programma alimentare e detox da seguire per qualche giorno.

Quanta attività fisica è necessaria per smaltire i cibi delle festività?
LEGGI
Solitamente dopo le feste ci si ritrova con qualche chilo in più, con gonfiori generalizzati o più localizzati e, a volte, con un malessere generale dovuto al disequilibrio e allo shock alimentare cui l’organismo è stato sottoposto all’improvviso. Cosa occorre subito eliminare dalla dieta quotidiana?
«Anche quest’anno tra pranzi, cene, aperitivi, abbuffate di dolci natalizi, oltre a qualche chilo in più ci ritroviamo con una sensazione di pesantezza e gonfiore. Allora sarà bene eliminare insaccati, cibi confezionati e in scatola perché ricchi di additivi, dolciumi, fritture, cibi grassi in generale, salse, bibite gassate e alcolici».

Su cosa, invece occorre puntare?
«Dovremmo puntare su un regime alimentare che ci aiuti a recuperare l’energia ma che, nel contempo, ci permetta di smaltire i chili in più accumulati. Scegliamo allora tutti quegli alimenti con un basso apporto calorico e un basso contenuto di zuccheri, ma ricchi di vitamine e sali minerali. Quindi frutta e verdura di stagione come mela verde, papaia, cetrioli, broccoli, cavolfiore, sedano, tacchino e pollo per attivare il metabolismo dei grassi e permetterci di smaltirli più in fretta».

Per non subire troppo lo sbalzo feste e post-feste, ci può consigliare qualche piccola astuzia spezza-fame?
«Per spezzare la fame si potrebbe optare per un frutto fresco, che idrata e aiuta a fare il pieno di vitamine, oppure per i semi di zucca, ricchi di triptofano, precursore della serotonina, utile nel recupero di tutte le energie necessarie per affrontare gli impegni della giornata e riabituarci ai ritmi lavorativi».

Se si vuole seguire un semplice programma detox, cosa consiglia?
«Sicuramente bere tanta acqua e tisane che aiutano a depurare l’organismo da tutti gli eccessi e aiutano a drenare i liquidi in eccesso. Scegliere alimenti semplici come broccoli, ricchi di sostanze capaci di attivare enzimi, che agiscono nel processo di detossificazione dell’organismo, nonché aumentare il consumo di verdure a foglia verde poiché la clorofilla in esse contenuta aiuta a disintossicare dai metalli pesanti. Privilegiare infine i carciofi, che esercitano un’azione detossificante e depurativa nei confronti del fegato».

Ci può consigliare uno schema alimentare giornaliero?
«A colazione una tisana di rosa canina accompagnata da gallette con marmellata ai frutti rossi . Per lo spuntino consiglio una mela verde. A pranzo, riso con carciofi e petto di pollo ai ferri con contorno di finocchi. Per merenda dei semi di zucca e a cena una crema di patate e spinaci con crostini al rosmarino».

 

Fonte: Repubblica.it

Ecco i figli vip attesi nel 2018

T

ra i più attesi a livello mediatico ci sono il figlio di Chiara Ferragni e Fedez, Leone, e il royal baby numero tre, figlio di Kate Middleton e il Principe William.

Ma navigando sul web, e tra i post dei profili social di celebrities italiane e straniere, sono tantissime le mamme vip che mostrano orgogliose pancini e pancioni, in attesa del primo, secondo, terzo e per alcune perfino quarto figlio nel 2018.

 

A battere tutti sul tempo sono stati  il bebé di Jessica Alba – Hayes, nato il 31 dicembre 2017, il primo maschietto di casa dopo due bambine, Haven e Honor – e la bambina di Laura Freddi, Ginevra, nata il 3 gennaio “alle 9,33 con un peso di 3,670!!!”, come commenta orgogliosa la neo mamma.

Tra gli appassionati di sit com fa notizia la gravidanza di America Ferrara, alias Ugly Betty, che ha rivelato la notizia con un tenero post su Instagram, ma in attesa del primo bebé è anche l’attrice Kristen Dunst, 35 anni, che aveva rivelato di volere un figlio dal compagno Jesse Plemons e ancora non ha reso ufficiale la notizia, ed Eva Longoria, che a maggio darà alla luce il primo figlio, a 42 anni, “dono” del terzo marito José Antonio “Pepe” Bastón.

Miranda Kerr,

Celebrities in dolce attesa: ecco i figli vip attesi nel 2018

Di sicuro c’è che il Principato di Monaco nel 2018 accoglierà ben due nuovi nati: Pierre Casiraghi e Beatrice Borromeosono di nuovo in dolce attesa mentre il loro Stefano compierà 1 anno il 28 febbraio, e così anche Andrea Casiraghi e Tatiana Santo Domingo, a quota tre dopo Alexandre (4) e India (2).
In casa Kardashian i festeggiamenti saranno perfino tre: l’ultima a rendere noto la gravidanza è Khloe Kardashian, dopo l’annuncio di Kim che assieme a Kanye West aspetta il terzo figlio (ma da madre surrogata) e quello di Kylie Jenner, in attesa di un bebè dal compagno Travis Scott. 

Secondogenito in arrivo anche per Adam levine, frontman dei Maroon 5, e l’angelo di Victoria’s Secret e Behati Prinsloo, già genitori di Dusty Rose (1 anno); per la modella Chrissy Teigen e il cantante John Legend (dopo la piccola Luna); e per l’attore premio Oscar Eddie Redmayne e la moglie Hannah Bagshawe.

Anche Andy Murray sarà di nuovo papà: la notizia è arrivata alla vigilia di Wimbledon, assieme alla moglie Kim Sears hanno già una bimba, Sophia, di un anno e mezzo. L’ex collega tennista Andy Roddick ha invece da poco stappato una bottiglia di champagne per l’arrivo del secondo maschietto, avuto dalla moglie Brooklyn Decker, supermodella e attrice americana.

Anche i due ex protagonisti di “Uomini e donne”, Francesco Arca e Irene Capuano aspettano un maschietto che farà compagnia a Maria Sole, nata 2 anni fa: “Sembriamo in tre ma siamo in quattro”, commenta lei una foto postata su Instragram.

Chiara Maci, food blogger, affida alla figlia Bianca (3 anni) il compito di ritrarla con il pancione: ex mamma single è ora in attesa del secondo figlio, Andrea, dal nuovo compagno, lo chef siciliano Filippo La Mantia.

Figlio numero tre per il calciatore Lionel Messi, che dalla moglie Antonella Rocuzzo ha già avuto Thiago e Mateo, e per Jack Osbourne (figlio del cantante) e sua moglie Lisa.

Infine, menzione speciale per le mamme vip in attesa del quarto figlio: si tratta di Barbara Berlusconi, che dopo Alessandro (8) ed Edoardo (6) nati dalla relazione con Giorgio Valaguzza e Leone (8 mesi) avuto dal compagno Lorenzo Guerrieri, aspetta un altro bebè per il  nuovo anno. Chissà se finalmente il fiocco sarà rosa…

BaldwinBabyBump4: così commenta il suo pancino tondo Hilaria Baldwin, seconda moglie dell’attore Alec Baldwin, già padre di due maschietti e di Ireland, nata dal matrimonio con Kim Basinger.

 

Fonte: Repubblica.it

7 modi per farsi nuovi amici dopo i 30 anni (e vivere felici)

L’amicizia da adulti? Una strada spesso in salita e a tratti tortuosa, ma non impossibile da percorrere se c’è la volontà. Chi non ricorda i tempi del liceo o dell’università quando bastavano un drink o una chiacchierata per diventare amici e stringere legami che sembrava sarebbero durati in eterno? Una facilità di relazione alimentata dalla voglia di conoscenza e di esplorazione e dalla condivisione di momenti ed esperienze, quando la vita sembrava un grande ed entusiasmante appuntamento al buio. D’altro canto, come diceva il filosofo Ralph Emerson, “l’unico modo per farti un amico è essere un amico”. Una capacità che però sembra venir meno con l’avanzare dell’età, con il rischio a un certo punto di ritrovarsi soli “nel mezzo del cammin di nostra vita”. Oppure nella situazione di avere un sacco di conoscenze, ma nessuno da chiamare nei fatidici momenti di crisi.

In molti si ritrovano soli quando capita di dover cambiare lavoro o città. “Spesso capita che trasferendosi si soffra per la lontananza degli amici conosciuti durante la scuola”, sottolinea Alessandra Cirulli, psicologa e psicoterapeuta a indirizzo sistemico-relazionale. “Le amicizie che nascono nei contesti scolastici, infatti, restano quasi indelebili perché da giovani si tende a esporsi di più ai rapporti e a stabilire relazioni più profonde. Mentre con l’ingresso nell’età adulta si adotta un’ottica più individualistica e spesso accade che il partner e i figli occupino il tempo una volta dedicato agli amici”. Non a caso, secondo uno studio dell’università di Stanford, le persone attorno ai 30 anni sviluppano una sorta di sveglia interna che le porta a lasciar perdere la fase dell’esplorazione e a concentrarsi sul qui e ora. Ossia tendono a focalizzarsi su quello che è emotivamente importante in quel momento e per molti questo si traduce con il trascorrere la maggior parte del tempo con coniuge e prole.
Con il passare degli anni, inoltre, il tempo a disposizione diventa sempre più scarso, le priorità cambiano e si diventa più esigenti verso le persone. E, secondo alcune teorie sociologiche, diventa difficile soddisfare le tre condizioni cruciali per farsi degli amici stretti: la vicinanza, le interazioni ripetute e non pianificate e un ambiente che incoraggia le persone ad abbassare la guardia e a confidarsi l’uno con l’altro, come ad esempio ai tempi della scuola.

Alcuni, poi, si rendono conto di aver trascurato l’amicizia solo dopo un evento che gli ha sconvolto la vita, come ad esempio un divorzio. “Mi sono separata da mio marito a 40 anni e a un certo punto ho realizzato di non avere più una cerchia di amicizie”, racconta Elisabetta, 46 anni, dirigente scolastico. “Durante gli anni del matrimonio mi ero infatti concentrata principalmente su carriera e famiglia. Una situazione con cui mi sono dovuta confrontare quando ho cercato di organizzare una festa per il mio compleanno e nello stilare la lista degli invitati ho notato che tutti i miei amici risalivano ai tempi del liceo e del mio primo lavoro, mentre negli ultimi anni avevo solo accumulato contatti virtuali su Facebook e follower su Twitter”.

Gli ostacoli di natura psicologica
Ma quali sono i principali ostacoli di natura psicologica che si possono incontrare nello stringere nuove amicizie in età adulta? “Ritengo che siano principalmente due”, osserva Cirulli. “Il primo è la diffidenza, ad esempio nel contesto lavorativo per il timore che il collega parli in giro dei nostri segreti o di aspetti intimi della nostra vita privata, mentre il secondo riguarda l’insicurezza, con la paura di essere giudicati, che porta a chiudersi oppure ad apparire sfuggenti”. Come racconta Sara, 34 anni, infermiera: “Per me e mio marito stringere amicizia con un’altra coppia è una sfida. Non solo devi preoccuparti se piaci all’altra donna, ma anche se piaci a suo marito, se a tuo marito piace lei e così via”. Creare nuovi legami anche da adulti è dunque una scommessa difficile, ma non impossibile da vincere per chi voglia tentare.

L’obiettivo del 2018 è imparare a star bene con se stessa
LEGGI
7 consigli per stringere amicizia dopo i 30 anni

1) Capire che tipo di rapporto si sta cercando
La prima mossa è cercare di comprendere qual è il tipo di amico che si desidera avere. Ad esempio, qualcuno sarà interessato a condividere hobby, serate o momenti dedicati allo shopping. Mentre qualcun altro potrebbe cercare un confidente o una spalla su cui piangere. Capire che tipo di amico si sta cercando renderà dunque più facile attivarsi tramite i canali giusti per trovarlo.

2) Frequentare posti dove si possono condividere interessi o passioni
Un buon modo per stringere nuovi legami è di aprirsi a nuovi incontri tramite corsi specifici dove poter condividere interessi e passioni. Sì quindi a corsi di fotografia, giardinaggio, di lingua, di cucina. Chi ha figli, invece, potrebbe instaurare relazioni con i genitori dei compagni di scuola dei propri bambini per condividere esperienze ed emozioni. “In questo caso, infatti, il timore di essere giudicati è più basso e ci si sente più compresi perché ci si trova nella stessa fase di vita”, commenta Cirulli. Meno consigliata, invece, la palestra “che risulta troppo dispersiva”, osserva l’esperta.

3) Uscire con i propri colleghi di lavoro
Sul posto di lavoro si passa la maggior parte della giornata. Quindi perché non provare a frequentare qualche collega anche fuori dall’ufficio? “Se una persona ci ispira in maniera particolare si può rischiare e provare a uscire insieme. E se si teme di aprirsi per paura che le proprie confidenze vengano tradite lo si può fare anche a piccole dosi per valutare se è possibile fidarsi o meno”, consiglia la psicologa.

4) Essere intraprendenti e curiosi
Se ci si lascia trasportare in un tunnel in cui i rapporti sociali mancano del tutto può essere difficile uscirne, per cui il consiglio è di essere intraprendenti e attivi cercando di spezzare la routine quotidiana “proponendo in prima persona occasioni di incontro a vicini di casa, eventuali compagni di corso o colleghi”.

5) Combattere la timidezza e mostrarsi aperti
Spesso può capitare di non riuscire ad avvicinarsi agli altri e di sentirsi esclusi. Ad esempio, in occasione dei ritrovi con i genitori dei compagni di scuola dei proprio figli o all’interno di una comitiva dove non si conosce nessuno. “In questi casi è bene però fare un po’ di autocritica su come ci comportiamo; il nostro atteggiamento potrebbe infatti far trasparire il desiderio di tenersi a distanza. Bisogna invece cercare di combattere la timidezza e mostrarsi aperti agli altri anche con la postura e le espressioni del volto”, sottolinea Cirulli.

6) Raccontare qualcosa di sé
Per chi cerca amicizie non superficiali e occasionali una buona mossa è raccontare qualcosa di intimo su di sé. “Può trattarsi anche di una piccola confidenza che però fa sentire l’altro lusingato ed emotivamente coinvolto permettendo di costruire relazioni significative”, spiega la psicologa.

7) No a tirchi e invidiosi
Infine, anche se la voglia di fare nuove amicizie è tanta, è bene restare selettivi. Ad esempio, evitando persone negative o ipercritiche che porterebbero solo stress e pesantezza o ancora chi è troppo votato all’adulazione e chi alla seconda uscita vi guarda con malcelata gelosia. Semaforo rosso anche per chi si mostra troppo avaro, considerato che, come dice un antico proverbio, chi è “stretto di mano lo è in genere anche di cuore”.

 

Fonte: Repubblica.it

15 idee per il ritorno alla normalità dopo le vacanze

nomi sono suggestivi: Christmas blues, post vacation blues, ma il concetto è semplice, parliamo di quella lieve depressione che ci coglie al rientro dalle vacanze (ma già qualche giorno prima) o nel post feste, in situazioni insomma in cui dovremmo essere immensamente felici. E che rischia di vanificare i benefici di quei giorni di libertà. Cosa possiamo fare per rimediare? Invece di guardare indietro, il trucco è guardare avanti con entusiasmo. Non è detto, infatti, che questo appuntamento in agenda debba essere una strada in salita. “Quello che cambia le cose è il modo in cui ci si rapporta a una situazione di stress”, assicura la dottoressa Pauline Wallin, psicologa e autrice del saggio: “Taming your inner brat: a guide for transforming self-defeating behavior” (Addomestica il tuo io viziato: una guida per trasformare i comportamenti controproducenti). “Lamentarsi, infatti, fa soltanto sentire peggio e, soprattutto, non aiuta a risolvere il problema”. Ma quali sono le soluzioni per gestire al meglio la transizione? La strategia, suggerisce l’esperta, comincia da un passo molto semplice: guardare avanti. Ecco, dunque, quindici idee per giocare d’anticipo e prepararsi al rientro.

1. Accetta l’idea
Invece di ruminare sulle emozioni negative associate alla fine delle vacanze, guarda alla ripresa come a un nuovo inizio. In parte, infatti, è di questo che si tratta. Perché tornare al lavoro o rimettersi sui libri è una necessità che “incrocia” i buoni propositi del rientro o del nuovo anno. “Fra questi, perché no, potrebbero esserci nuovi obiettivi professionali: un cambio di lavoro, di carriera, un corso di formazione, un aumento di stipendio o anche una migliore gestione del proprio tempo e dell’attività professionale”, suggerisce Wallin.

2. Preparati al cambiamento
Se durante le vacanze hai potuto gestire il tempo a piacimento, è chiaro che le cose stanno per cambiare. Non sarà più possibile, per esempio, dormire a lungo al mattino o riposare nel pomeriggio. Per evitare di svegliarsi assonnati e di pessimo umore il primo giorno di lavoro, comincia ad affrontare il “social jet lag” qualche giorno prima del rientro, risincronizzando l’orologio biologico con quello della vita che ti aspetta e dandoti una mossa.

3. Vai a letto prima
Altrettanto importante è far scorta di sonno. Speculare al consiglio precedente, anticipa ogni sera l’ora per andare a letto. Come in tutte le situazioni di stress, la percezione della realtà è influenzata in maniera inversamente proporzionale dalla quantità e qualità del sonno. La buona notizia, in questo caso, è che si tratta di una variabile che puoi controllare interamente. Figli permettendo.

4. Stila un elenco/1
Elenca le ragioni del tuo malessere e gestisci ogni voce separatamente. Il sovraccarico emotivo, infatti, può essere il risultato di una sommatoria di elementi. Il micro-managing – cioè la gestione di ogni singola variabile – dà la sensazioe di avere un maggiore controllo della situazione, senza contare il fatto che può essere l’occasione per implementare delle soluzioni a medio e lungo termine.
5. Stila un elenco /2
“Non pensare solo alle cose negative: elenca anche le cose che ti fanno felice a proposito del ritorno alla normalità”, propone la psicologa. “Nella lista ci possono essere i colleghi che sono diventati amici, il fatto di condividere i racconti delle vacanze o anche, più semplicemente, la possibilità di avere un impiego e uno stipendio, mentre altre persone cominciano l’anno mettendosi alla ricerca di un lavoro”.
6. Fai spazio
Riordinare la casa e il proprio posto di lavoro è un modo per ripartire con più energia. Il decluttering, inoltre, può essere utilizzato come una vera e propria forma di self-help, perché è un invito a liberarsi di quello che non serve, a intervenire nel proprio ambiente e modificarlo con un occhio attento all’armonia. Avere una scrivania in ordine, inoltre, mette nella miglior disposizione d’animo per lavorare.
7. Fai sport
Potrebbe benissimo trattarsi di una risoluzione del nuovo anno, ma vale anche nel post vacanze estive. Dedicarsi a un’attività sportiva aiuta a scaricare la tensione e a fare scorta di ormoni del buon umore. Con il vantaggio aggiuntivo che l’esercizio fisico aumenta la motivazione, libera la mente e regala un corpo più tonico a cui ci si può dedicare anche in vista della bella stagione.

8. Fai qualcosa di buono per qualcuno
Oltre a beneficiare chi li riceve, gli atti di generosità gratuita sono uno straordinario “mood booster”. Dunque, fai qualcosa di speciale per una persona che sai essere in un momento di difficoltà. Non occorre nulla di straordinario, bastano un gesto, un aiuto, un piccolo dono inatteso.
9. Organizza le finanze
Passata la bulimia dei regali, per chi ha esagerato con la carta di credito, arriva il momento di tirare le somme. Prenditi del tempo per analizzare la tua situazione finanziaria e per valutare quali sono gli spazi per migliorare le cose nel nuovo anno. “L’importante è non focalizzarsi sulle dimensioni del proprio budget, perché questo contribuisce ad aumentare lo stress, ma cercare un modo proattivo per gestire il conto economico”, propone Wallin.
10. Fai qualcosa di buono per te
In particolare durante le feste si corre il rischio di pensare più agli altri che a se stessi. Terminata la frenesia del momento, potrebbe esserci l’occasione per farsi un piccolo regalo. Ma anche per ritagliarsi del tempo per sé, per leggere un libro, vedere un film, visitare una mostra, sedersi a meditare per un quarto d’ora la sera, prima di andare a letto.
11. Sorridi
Anche se all’inizio il sorriso può essere forzato, è il miglior alleato per ridurre lo stress e per sentirsi più felici, perché sorridere (è provato) stimola la produzione delle endorfine. In pratica, il cervello reagisce al sorriso deliberato come se fosse un sorriso naturale.
12. Ripianifica la giornata
Una fra le ragioni di maggior stress è la mancanza di tempo. Il ritorno alla normalità può essere l’occasione per re-ingegnerizzare, magari con il partner, le tue giornate e immaginare se e come trovare un equilibrio fra le varie voci in agenda. “Non dimenticate che la routine ha il vantaggio di ridurre il numero di scelte che vanno compiute nel corso della giornata e questo, se sotto un certo punto di vista è un limite, sotto altri è un indiscutibile aiuto”.

13. Programma la settimana
Per la prima settimana di lavoro, metti in agenda qualcosa che ti fa felice e a cui guardi con entusiasmo: un pranzo con una collega o un caffè con un’amica, una cena a due o un weekend fuori città. Insomma, programma qualcosa di speciale che contribuisca a farti guardare avanti con entusiasmo.

14. Cambia le parole
“Invece di dire: “Detesto l’idea di tornare al lavoro”, usa per esempio “Sono contenta di riprendere in mano il progetto che ho interrotto”. È molto importante fare attenzione al nostro dialogo interiore e scegliere le parole che possono metterci nella migliore disposizione d’animo”, suggerisce Wallin.

15. Riscopri la gratitudine
Comincia la giornata pensando a tre cose per cui ti senti grata. Possono riguardare il passato, il presente o qualcosa che ti aspetti dal futuro: l’importante è trovare tre buone ragioni ogni giorno, prima di alzarsi dal letto, per affrontare i propri impegni con entusiasmo. La stessa regola si può applicare anche per rispondere (mentalmente) alle contrarietà che possono capitare nella quotidianità.

 

Fonte: Repubblica.it

I must have beauty da comprare con i saldi

Saldi, anche in bellezza! Il 5 gennaio partono gli sconti di stagione che, già da qualche tempo, interessano non soltanto abbigliamento e accessori, ma anche l’universo beauty, con promozioni che arrivano a sfiorare anche il 50 e 70 per cento, in profumeria, farmacia e, sempre più, online. In attesa di scoprire quali saranno le occasioni di stagione da cogliere al volo, possiamo cominciare a fare un punto su tutto quello che abbiamo visto nel 2017 a proposito di make up, skin care, profumi e trattamenti per il corpo, per capire anche se abbiamo soddisfatto ogni desiderio oppure abbiamo dovuto rinunciare a qualcosa.

Due novità in ambito profumi, ad esempio, sono da segnalare: il nuovo profumo Chanel, Gabrielle, dedicato proprio a Mademoiselle e il primo profumo Tiffany, ovviamente racchiuso in una scatola dall’iconico colore. Per i trattamenti viso, invece, segnaliamo, prodotti anti-ossidanti alla vitamina C, ad esempio il trattamento Clinique Fresh Pressed illuminante della durata di una settimana e anti-inquinamento, con estratti di curcuma e attivi riparatori. In ambito make up, il 2017 ha visto labbra in primo piano, con rossetti e gloss di nuova generazione, dalla consistenza sempre più confortevole e dalla durata sempre più lunga. Una novità speciale anche per lui: l’olio da barba Gucci Absolute Beard Oil che profuma come l’omonima fragranza. Infine, da segnalare i 30 anni di una linea viso iconica: Skin Caviar di La Prairie, che festeggia l’evento con un nuovo prodotto, Skin Caviar Absolute Filler che ridona compattezza al volto.

Continua a Leggere..