Cosa ci piace questa settimana: il colore purple

ai voglia di colore? Continua il successo di Ultra violet dopo che Pantone lo ha decretato colore dell’anno 2018. Moda, bellezza, arredamento hanno prontamente raccolto la sfida e declinato questa tinta in tutte le sfumature da quelle più intense a quelle più delicate. Ora che è estate e abbiamo il corpo bello abbronzato ci piace declinarlo nella sua tonalità più strong: il purple. Una sfumatura bella anche come colore per i capelli. Su instagram guarda l’hastag #purplehair troverai tutte le sfumature del viola più cool del momento.

Total look nei toni del viola, Emanuel Ungaro
Inutile storcere il naso il marsupio è tornato, ma per essere in pieno mood 2018 sceglilo con una tinta così glam. Puoi indossarlo legato in vita su abiti o gonne molto chic, o trasversale sul petto come usano fare le vip. Guarda altri suggerimenti per come indossarlo su instagram seguendo l’hastag #fannypack .

Profumo alla Lavanda, L’Erbolario
Lavanda e violetta hanno un sapore di casa, di pulito… di coccole. Perfetto quando fa tanto caldo e si vuole una sensazione di freschezza .

Fonte: Repubblica.it

L’abito da sposa di Chiara Ferragni: lungo, ricamato, color pastello. Ecco i look che potrebbero ispirarla

Man mano che la data del 1 settembre si avvicina, cresce la curiosità sull’abito da sposa di Chiara Ferragni. Ammettiamolo sarà questo il dettaglio principe di The social Wedding, la cerimonia tra l’imprenditrice-influencer di moda e il rapper Fedez, che si svolgerà il 1 settembre a Noto con una copertura social senza precedenti (tutti i dettagli li trovi qui). E così le illazioni circolano a ritmo serrato: se una delle poche cose certe è che non vestirà Dolce&Gabbana (tra gli stilisti e Chiara i rapporti sono glaciali), lei ha dichiarato in passato di sognare per il suo giorno più bello “un abito lungo fino a terra, ma semplice, con il corpetto ricamato”. Inoltre ha anche ammesso che il bianco non è la sua prima scelta, prediligendo i colori pastello, rosa in primis. E in fondo visto che Chiara e Fedez si sposeranno in comune con rito civile (location probabile Palazzo Ducezio), la sposa è davvero libera di scegliere la mise preferita, magari con una mini o con tante trasparenze come è nel suo stile. Altri indizi: la passione per lo stilista Giambattista Valli che sfila a Parigi e che con i suoi abiti vaporosi in colori incredibili, piace molto alle spose vip. Non a caso Chiara ha indossato e postato sul suo profilo due modelli rosa che sarebbero perfetti. E ancora il legame fortissimo con Alberta Ferretti, che spesso la veste per i red carpet importanti, e l’amore per Dior (ricordate le t-shirt Dior Addicted che indossava Chiara?) e che recentemente ha fornito alcuni degli abiti più belli tra quelli indossati dall’influencer. Infine mesi fa Chiara ha posato per un servizio fotografico con Pronovias, uno dei marchi più importanti del mondo bridal. Ma non finisce qui perché dopo la cerimonia Chiara e Fedez avrebbero organizzato una festa di tre giorni in stile Coachella. Un party non stop che dovrebbe svolgersi alla masseria Dimora delle Balze, secondo i rumors, e durante il quale Chiara sicuramente sfoggerà più di un abito, lei che ama i modelli scintillanti da festa. E allora abbiamo indagato tra il suo profilo Instagram e le immagini dei red carpet più importanti per vedere quali dei look scelti in passato da Chiara potrebbe darci gli indizi giusti per il suo abito da sposa e per quelli da ricevimento. Scopriamoli insieme.

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Beauty in viaggio: monodose, mini-size e travel kit

Ricordate ancora il beauty case da viaggio? Quella “scatola” con manico, spesso pesantissima e, nelle versioni più chic, coordinata al set di valigie o al borsone da viaggio? Archeologia per le più giovani, che probabilmente non ne hanno mai visto uno. Un oggetto rapidamente entrato a far parte della categoria “modernariato”, messo fuori gioco dalle norme aeroportuali entrate in vigore una quindicina di anni fa e diventate sempre più restrittive nel corso degli anni. Dal sito Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), infatti, apprendiamo le regole vigenti per il trasporto dei liquidi da portare in cabina e nel bagaglio a mano in generale: i liquidi devono stare in contenitori di capacità non superiore a 100 ml o equivalente, inseriti in un sacchetto di plastica trasparente e richiudibile di capacità non superiore ad un litro.

LA BELLEZZA NON VA MAI IN VACANZA
Norme abbastanza restrittive, tano che viaggiare per lunghi periodi, attualmente, costringe a escogitare soluzioni di sofisticato pensiero e spesso di astuzia machiavellica, se non si vuole rinunciare, anche lontani da casa, all’abituale routine di bellezza e al personalissimo armamentario di creme, lozioni, shampoo e profumi. Perché questo è il tasto dolente: le norme di sicurezza sugli aerei (sacrosante, per carità!), paiono essere fatte apposta per svilire l’immagine di sé, per mettere alla prova anche le meno beauty addicted, le frequentatrici meno accanite di profumerie e affini. E soprattutto pare non tenere conto del fatto incontrovertibile che “la bellezza non va mai in vacanza!”. “Aiuto, cosa metto in valigia. E nel beauty case? Quali e quante cose posso portare?”. Sono infatti solo alcune delle domande che tutti ci poniamo prima di un viaggio, più o meno lungo che sia, condizionati dalle restrizioni dovute ai mezzi di trasporto (vedi l’aereo) o dall’ansia di dover portare tutto, anche quello che solitamente non utilizziamo semplicemente perché “magari mi potrebbe servire…”, il che evidentemente rende la preparazione del necessaire alquanto complicata. Anche perché, soprattutto se si viaggia in aereo, è d’obbligo alleggerirsi il più possibile, ottimizzando spazi e pesi, a razionalizzare e a portare il meno possibile, l’indispensabile e magari in formato mignon. Il che non è sempre facile, soprattutto per quelle di noi abituate a una certa routine e poco disposte a scendere a compromessi. O, ancora più difficile trovare una mediazione per coloro che invece fanno proprio fatica a “viaggiare leggero”.

BELLEZZA IN VIAGGIO
È proprio per venire incontro a queste esigenze (che spesso tolgono il sonno alle più precise), che sempre più aziende cosmetiche si stanno adattando offrendo comodi e pratici formati travel kit completi di tutto l’occorrente per la cura del viso e del corpo, per l’abbronzatura, per l’igiene personale. Oppure lavorano sui formati, riducendoli sempre più fino a farne dei mignon. Per non parlare dei monodose, soprattutto per quel che riguarda, ultimamente, le maschere di bellezza, le tanto cool sheet mask, perfette anche in sostituzione dell’abituale crema, quando si è in viaggio: sono monodose, piatte in comode bustine e invisibili nel peso. Si possono utilizzare non solo per il viso, ma anche per idratare o dare sollievo ai piedi e per le mani. Un’altra valida soluzione sono i flaconcini vuoti nei quali travasare la crema, lo shampoo, il profumo, il bagnoschiuma preferiti (Sephora è maestra nel genere). E poi palette per il trucco complete di tutto, la lacche per capelli formato mignon, kit per i denti e per le lenti a contatto, gel e salviettine igieniche e struccanti, mini-trousse con tutti i solari indispensabili e addirittura quelle con il necessaire per un perfetto bucato fuori casa, la mini-spazzola, le capsule monodose della crema preferita da portare contate, il mini phon e la piastra e… addirittura il mini-ferro da stiro, Nuvola di Imetec. Insomma innumerevoli soluzioni dalle più basic alle più sofisticate ed eleganti che sicuramente facilitano la vita della viaggiatrice che non vuole rinunciare alla bellezza.

 

Fonte: Repubblica.it

Jennifer Lopez compie 49 anni: l’incredibile metamorfosi della bomba latina in star mondiale. I look ieri e oggi

Jenny from the block non abita più qui. Almeno a un primo sguardo. L’incredibile metarmofosi estetica e stilistica di Jennifer Lopez raggiunge il suo apice alla soglia dei 50 anni: la diva ne compie 49 (il 24 luglio) e va giustamente orgogliosa della sua vita, della sua carriera e della sua bellezza. Tutte costruite con una infaticabile caparbietà che dal 1990 a oggi ha visto JLo conquistare il mondo. Eppure le carte che aveva in mano alla nascita a New York non erano delle migliori: cresciuta in una famiglia portoricana di umili origini, in un quartiere difficile, Jennifer poteva fermarsi lì. Ma fin da bambina è determinata a uscire dai confini ristretti della sua comunità, anche se non la rinnegherà mai. Fin da piccola segue lezioni di danza e recitazione e quando, compiuti i 18 anni, se ne va di casa è decisa a sfondare. E ci riesce: prima partecipando a qualche video, poi in sit-com popolarissime come Living Color. E continuerà a dividersi tra musica e cinema diventando una delle personalità latino americane più influenti al mondo. Al grandissimo successo JLo affianca un fiuto da imprenditrice: fonda una casa cinematografica, ristoranti, una linea di moda, si lancia nel settore cosmetico, sempre tutto da sola. Gli uomini e i mariti sfilano al suo fianco ma non sono mai determinanti per la sua affermazione. Anzi, come nel caso di Puff Daddy o Ben Affleck, possono nuocerle: il primo la coinvolge in una sparatoria che rischia di mettere uno stop alla sua carriera mentre il secondo la convince a girare un film insieme, Gigli, che si trasforma in un flop catastrofico. Ma Jennifer si è sempre rialzata continuando la sua inesorabile marcia. Un esempio è l’abito iconico verde di Versace indossato proprio per un red carpet con Puff Daddy, agli MTV del 2000: l’abito in voile è uno dei più sexy di sempre ma soprattutto ha segnato uno spartiacque digitale. Nel 2000 Google pubblica la foto e la gente inizia a cliccare per cercare e ricercare l’immagine. I tipi di Google fiutano il successo e decidono di lanciare Google Images per facilitare la ricerca di questa foto. Una rivoluzione culturale che ha fatto entrare JLo nella storia digitale. Al successo di Jennifer si accompagna una vita sentimentale ricca ma meno felice. Nel febbraio 1997 Jennifer si sposa una prima volta con il cameriere cubano Ojani Noa, ma divorziano un anno dopo. Il 29 settembre 2001 sposa il ballerino Cris Judd, da cui divorzia ufficialmente nel giugno 2002. Tra i due ha vissuto la storia con Puff Daddy, mentre dopo il secondo divorzio inizia la relazione con Ben Affleck, che si chiude nel 2004, anno in cui la coppia si sarebbe dovuta sposare. In seguito Jennifer si avvicina all’amico d’infanzia Marc Anthony, stella della musica latina, che sposa nel giugno 2004. La coppia ha avuto due gemelli, Maximilian David e Emme Maribel, nati il 22 febbraio 2008, ma si separa nel luglio 2011 e divorzia ufficialmente nel giugno 2014. Poi si lega al ballerino Casper Smart, al cantante Drake e infine nel 2017 all’ex giocatore di baseball Alexander Rodriguez.

Gisele Bündchen, la super-top compie 38 anni

Secondo gli esperti è stata lei a cancellare in un colpo solo la tendenza verso “l’heroin chic”, vale a dire l’uso di modelle magrissime ed emaciate che ha tenuto banco per anni nel fashion business, riportando in auge un ideale di bellezza più sano e sexy.
Brasiliana di origini teutoniche, 5 sorelle, nasce in una cittadina nel sud del Paese il 20 luglio del 1980. Si fa notare sulle passerelle di New York nel 1996, e da allora non si ferma più. Diventa testimonial, tra gli altri, di Dior, Versace, Dolce&Gabbana, Chanel e Victoria’s Secret, conquista centinaia di copertine, si impegna nel volontariato (è anche Goodwill Ambassador delle Nazioni Unite), e si rivela anche un’ottima donna d’affari: grazie ai suoi brand di abbigliamento è da anni al vertice delle classifiche delle modelle più pagate, primato che non accenna a svanire nemmeno ora che ha dato l’addio ufficiale alle passerelle. Fidanzata per anni con Leonardo Di Caprio, dopo la rottura nel 2009 si sposa a Santa Monica con Tom Brady, campione di football americano, con cui ha due figli: Benjamin, nato nel 2009, e Vivian, nata nel 2012. Cui si aggiunge il primo figlio dello sportivo, John, 10 anni.
Nel febbraio 2018, per il nono anniversario di matrimonio, lo sportivo le dedica una bellissima dedica postando una foto inedita delle loro nozze: “La vita, le risate e l’amore.. e io amo te! Felice anniversario! Te Amo muito!!”. “Amo crescere con te, amore della mia vita”, controbatte lei.
Il 20 luglio Gisele compie 38 anni (di cui oltre 20 passati a fare la modella) e noi la “celebriamo” ripercorrendone la carriera per immagini, tra passerelle e red carpet, dal lontano 1990 a oggi

 

Fonte: Repubblica.it

A tutto volume: dall’Haute Couture di Parigi arrivano le pettinature super cotonate

Le pettinatura più cool del prossimo inverno arrivano dall’Alta Moda di Parigi. E più precisamente dalle passerelle delle sfilate Haute Couture A/I 2018-19 delle Maison Valentino, Chanel, Fendi e Giambattista Valli (giusto per citarne alcune), che hanno creato grazie ai loro make hair stylist pettinature che sembrano opere d’arte. Unico comune denominatore il volume, a volte quasi teatrale con maxi acconciature che diventeranno un vero tormentone anche nelle sere d’estate (per chi gioca d’anticipo e non perde una tendenza). Ma vediamole nel dettaglio. Il maxi volume proposto per le acconciture della sfilata di Valentino sono davvero un sogno: massima cotonatura delle radici per ottenere un volume ad alto impatto, opera di Guido Palau, uno dei nomi più blasonati tra gli hair-stylist nel backstage delle sfilate. Molto interessante anche la versione dei capelli cotonati fermati da maxi fascia di seta proposta da Giambattista Valli. Sam McKnight, mago delle teste, per Chanel ha invece realizzato un ciuffo voluminoso che si avvicina molto al mood Rockabilly, quello dell’estetica anni Cinquanta. Per chi invece ha un’anima molto romantica la versione xxl dello chignon perbene viene da Fendi: chic e di grande impatto

 

Fonte: Repubblica.it

Valentino Haute Couture: standing ovation per Pierpaolo Piccioli

Il teatro degli Champs-Elysées dista poco più di un chilometro dall’Hotel Salomon De Rothschild, il palazzo che ha ospitato la collezione invernale dell’haute couture di Valentino. Nel primo, precisamente alla stessa ora dello stesso giorno, il Tanztheater Wuppertal metteva in scena lo spettacolo Néfes della grande e scomparsa coreografa tedesca Pina Bausch mentre nel secondo Pierpaolo Piccoli orchestrava l’atto finale della sfilata che chiude la quattro giorno di alta moda a Parigi. I due mondi, molto più lontani del chilometro che li separa, hanno in realtà un punto in comune: lo spettacolo travolgente, emozionale e senza filtri che regala chi impara a coniugare ispirazione, movimento e modernità sotto l’estro della libertà d’espressione di sé.

La modella Adut Akech in Valentino Haute Couture
Con uno show che ha scatenato una standing ovation (l’unica vista nella kermesse della couture a Parigi), Piccioli ha compiuto sulla passerella della moda quello che Bausch ha fatto col balletto contemporaneo: le ha dato un’espressività e una forza così umane e simboliche da lasciare tutti senza fiato. Come la coreografa, ha stravolto i movimenti, le perfezioni e le impostazioni dell’alta moda classica pescando dalla sua memoria, dalla sua tradizione per poi portarle altrove, lontano, in un territorio libero e senza freni.

Kaia Gerber in Valentino Haute Couture
Ogni look è puro teatro, come succede appunto con Pina Bausch: più che di abiti, si tratta di assoli, performance isolate senza un’ispirazione precisa, momenti di teatro che procedono in solitaria scrivendo capitoli diversi dentro un’unica storia. “Per la prima volta ho provato davvero a non pensare”, racconta Piccioli, “ho voluto procedere col cuore senza fissare un tema. Certo, ci sono la mitologia, il Rinascimento, il Settecento, i costumi di Piero Tosi, la Medea di Maria Callas e Pierpaolo Pasolini. Ma sono pezzi, memorie di un assembramento più ampio. A dire il vero, mi ha fatto molto pensare un video che abbiamo girato qualche mese fa in cui una nostra sarta ricordava di aver visto un abito fatto in atelier a una mostra al Victoria&Albert Museum di Londra. Disse che guardarlo era come vedere il padre che era scomparso proprio mentre lo realizzava, qualche anno prima. Ecco, io penso che la materia, soprattutto quella dell’alta moda ma più in generale di tutte le cose belle, assorba in qualche modo le emozioni e che queste in qualche modo la cambiano. La materia diventa così memoria e io mi sono sforzato proprio di ragionare in termini di memoria della couture e della bellezza, di come immaginiamo o ci ricordiamo della bellezza”.

Pierpaolo Piccioli
L’insieme dei circa sessanta look è esattamente così: un tributo alla bellezza della couture storica che non è didascalia o citazione, ma un punto di partenza che porta da tutt’altra parte. Il lavoro d’atelier è sbalorditivo: tutto è volume, delicatezza, colore, preziosità. È un teatro dove la tradizione incontra il glamour, l’invenzione la modernità. È come vedere gli insiemi di ballo di Pina Bausch, performance in cui un movimento qualunque, un gesto quotidiano diventano più potenti e più significativi di una pirouette o di un plié. Le pieghe trattenute, i plissé nascosti che diventano nuvole di seta, le cascate di paillettes color smeraldo, gli alveari di cashmere double, le decine di metri di satin che sembrano leggeri come una folata di vento, non hanno quindi la supponenza della sartoria ma l’inconsistenza dei sogni. Di più: trasformano l’eleganza in gesti naturali, in attitudine contemporanea. Ed è questo, forse, il grande pregio di Piccioli: aver ridato libertà al glamour e alla bellezza della couture senza lasciarla nel passato. Anzi: provando a scrivere nuovi capitoli e nuove direzioni per il suo significato.

 

Fonte: Repubblica.it

Dior Haute Couture: la moda che reagisce alla semplicità dei populismi

“Sia chiaro: questi vestiti in foto non rendono niente”. Non ha mezze misure e non fa certo giri di parole Maria Grazia Chiuri, la stilista italiana a capo di Dior. “Non solo”, continua: “qui a Parigi mi devo spiegare in tre lingue di cui due non sono le mie”. È un fiume in piena e ogni collezione è un’esondazione. La nuova sfilata haute couture, poi, è forse la goccia che ha fatto traboccare il vaso. “Ho fatto una collezione che non si può giudicare dalle immagini e che non vuole essere appariscente, scontata, fotogenica. Al contrario: voglio riportare l’attenzione sui volumi e sulle costruzioni, non sulle superfici o sugli effetti speciali”. Praticamente una dichiarazione di guerra: perché a guardare ogni completo che arriva in passerella, tutto sembra piatto, un filo dèjà-vu, quasi minimalista. Invece è esattamente l’opposto.

Il punto di vista di Maria Grazia Chiuri
“Stiamo vivendo un’epoca in cui siamo troppo chiusi nel presente, in una successione frenetica di istanti e di immagini fuggenti. Ho pensato questa couture come una reazione a questo atteggiamento. Nella sua interezza, la collezione è pensata innanzitutto per riflettere sul valore della tradizione e sulla necessità di pensare, di sognare il futuro, non solo di vivere di presente. In secondo luogo, questo lavoro vuole essere un interrogativo su quanto è importante il tempo, su quanto tempo ci vuole per fare una cosa bella, per prendersi cura di sé. È ora di riportare l’attenzione dall’apparenza alla sostanza, soprattutto per l’alta moda. E la sostanza, in questo caso, vuol dire grande, grandissimo lavoro sui volumi, sulle costruzioni. Un impegno così grande e minuzioso da sparire, da diventare invisibile. Solo da vicino e solo per gli intenditori, quindi, questi abiti si mostrano in tutta la loro grandezza. È una sorta di didattica, di lezione di cultura e tradizione. E sì, penso che queste domande, questi valori rappresentino uno dei nodi più importanti per la contemporaneità”.
La collezione Dior Haute Couture Autunno/inverno 2018/19
Lo spettacolo silenzioso che si presenta in passerella è forse la collezione più bella e matura orchestrata da Chiuri nel suo percorso da Dior. Non ci sono furbizia, citazioni pretestuose e nemmeno slogan da stampare su una T-shirt. Non c’è decoro, funambolismo o copia/incolla da una corrente artistica o da un movimento contestatorio del passato. Il nuovo show celebra semplicemente e senza cliché la grandezza del lavoro di un atelier couture. Per farlo, cita addirittura un libro, ‘Atelier’ di Elisabetta Orsini, trattazione che rimette al centro il lavoro artistico degli atelier di grandi pittori e scrittori seguendo quanto indicato anche da Virginia Woolf nel piccolo capolavoro “Una stanza tutta per sé”. La prima manciata di look dice tutto: linea pura, tessuti studiati con le migliori aziende del mercato, materie prime piegate all’artigianato in modo da conferire leggerezza dove prima c’era pesantezza e modernità dove c’erano classicismo e spirito rétro.
Dior Haute Couture: la moda che reagisce alla semplicità dei populismi La seta doppia si scioglie prodigiosamente perdendo quella patina lucida che fa tanto antico. Il double di cashmere sembra più fresco e croccante del popeline di cotone. Le linee gloriose di tailleur e cappotto del più grande Dior diventano facili e scattanti come nessuna felpa potrebbe mai essere.
E c’è spazio anche per l’inclusività con una serie di creazioni colore pelle, o meglio nude, che in realtà sono pensate per adattarsi alle mille sfumature razziali di ogni donna che si potrà permettere questi capolavori.
Precisa, con pochi colori sapientemente calibrati al ribasso e soprattutto affilata come un coltello, la nuova collezione couture di Dior sferza un fendente alla moda furba, stilizzata, funambolica che spumeggia in superficie mentre muore e si inaridisce nella profondità del suo essere, ovvero nel ri-pensare volumi e costruzioni quindi abitudini e destinazioni d’uso. Al primo vero giorno di haute couture di Parigi è insieme una grande conquista e un monito a tornare a investire in complessità in un momento in cui anche lo stile si fa troppo facile e forse un filo populista.

 

Fonte: Repubblica.it

Guida remise en forme: i consigli giusti per dimagrire, sgonfiarsi, combattere la cellulite e ritrovare le energie

OBIETTIVO 1: SGONFIARE
Cibi ricchi di fibre per la flora batterica
Mai come quando ci si prepara ad indossare il costume per il mare ci rendiamo conto che – al di là dei chili di troppo – siamo gonfie. Come mai? E soprattutto come rimediare? “Spesso il gonfiore è causato da un cattivo stato di salute della nostra flora batterica intestinale – spiega Nadia Gulluni, etnobotanica e biologa nutrizionista. Ecco perché è corretto anche consumare cibi ricchi di fibre che nutrono i batteri buoni della flora intestinale. Tra questi alimenti ci sono carciofi, cavoli e carote; tra la frutta, mele, pere e kiwi; legumi come ceci, lenticchie e piselli, e il topinambur

 

Cibi anti-gonfiore
Per sgonfiare pancia e gambe, poi, scegliamo finocchi, verdure a foglia verde, asparagi, cetrioli, insalata, pomodoro e barbabietola, mele, ananas e mirtilli. “La frutta – avverte Gulluni – è sempre bene mangiarla agli spuntini e non dopo i pasti proprio per evitare fenomeni di fermentazione intestinale che provocano gonfiore. Pesce magro come merluzzo, meglio cotto a vapore e carni bianche cotte sulla piastra o senza grassi aggiunti”. Tra i cereali prediligere l’orzo che facilita il transito intestinale evitando la formazione di processi fermentativi e conseguente gonfiore.

Gli alimenti da cui stare alla larga
Non è solo questione di cibi giusti da portare in tavola. Per evitare gonfiori ci sono anche alcuni
alimenti da evitare: “I dolcificanti come xilitolo, presenti in gomme da masticare e spesso causa di gonfiore addominale, ma anche di aumento del senso di fame, fritti e pasti troppo elaborati o con soffritti, difficili da digerire e che per questo rallentano il transito intestinale provocando gonfiore” spiega l’esperta. E i legumi? “Se non siamo abituati a consumarli è meglio iniziare a mangiare lenticchie arancioni che sono decorticate, quindi prive di quella pellicina responsabile del gonfiore. Oppure passarli al passaverdura”. Evitare anche acqua e bibite gassate, pane con la mollica o poco cotto e carboidrati troppo raffinati.

Tisane al finocchio
Molto utili poi, sono le tisane a base di frutti di finocchio, meglio ancora se abbinati a cumino, anice verde e carvi. “Hanno un’azione antifermentativa intestinale e antimeteorismo molto importante – spiega l’esperta. Si beve dopo i pasti e si possono aggiungere anche delle foglie di menta per renderla più dissetante e rinfrescante, soprattutto d’estate. Si può bere anche fredda”.
Per preparare questa tisana antifermentativa servono: 20 g di semi di finocchio; 10 g di semi di anice verde; 10 g di semi di cumino e 10 g di semi di carvi. In 250 ml di acqua fredda si aggiunge 1 cucchiaio di tisana, si copre e si porta a bollore per 2 minuti, si spegne il fuoco e si lascia sempre coperto, in infusione per 10 minuti. Si filtra e si beve, si possono aggiungere anche delle foglie di menta fresca per renderla più rinfrescante.

OBIETTIVO 2: DIMAGRIRE

Alimenti integrali per saziarsi prima
Se, invece, il problema non è solo il gonfiore ma proprio un eccesso di peso, allora bisogna mettere a punto un piano alimentare più completo. “Un aiuto importante nella perdita di peso ci arriva dagli alimenti integrali che favoriscono un maggior senso di sazietà, ma con un apporto calorico minore rispetto ai corrispettivi alimenti raffinati” spiega Gulluni. È il caso di pasta, pane e riso. Nella versione integrale, la presenza della fibra ci permette di consumare questi alimenti anche quotidianamente anche se siamo a dieta. “La fibra infatti, assorbe una parte degli zuccheri e grassi presenti normalmente negli alimenti e nei piatti che abbiamo preparato, zuccheri e grassi che verranno poi rilasciati gradualmente nell’arco della giornata, prolungando così il nostro senso di sazietà”.

Insalate di pasta integrale
Portiamo in tavola, quindi, pasta, pane e riso integrali e visto che è estate prediligiamone il consumo in insalate di pasta, riso o patate. In questo modo l’indice glicemico (il contenuto in zuccheri) di questi alimenti è più resistente alla digestione e quindi meno facilmente assimilabile. “Questo significa – precisa la nutrizionista – che riusciamo a tenere sotto controllo l’indice glicemico non solo di questi alimenti, ma anche dell’intero pasto. Tenere sotto controllo l’indice glicemico di un pasto è il primo passo per riuscire a perdere peso con maggiore facilità”. Tra i cereali prediligiamo quelli in chicco in versione integrale come orzo, farro o pseudocereali come quinoa e grano saraceno. È importante avere una buona massa magra (che fa dimagrire) e per questo possiamo consumare pesce, carni magre e in particolare carni bianche, uova, semi oleosi (mandorle, noci e nocciole), formaggi magri, tofu e legumi. I legumi sono un’ottima fonte proteica e di carboidrati, ma anche di fibre, ecco perché sono degli ottimi alleati nelle diete dimagranti.

Verdure crude come antipasto e frutta con la buccia
Per questo motivo è anche sempre bene iniziare il pasto con una porzione di verdure crude come finocchi, sedano (ricchi di fibre), ma anche rucola, carciofi, radicchio rosso e carote. “La frutta – prosegue Gulluni – è bene consumarla preferibilmente con la buccia (fonte di fibre) e in particolare pere, fragole, nespole, albicocche, ma anche kiwi per il loro elevato contenuto di acqua e basso apporto calorico”. Da limitare, invece, il consumo di frutta particolarmente zuccherina come fichi, uva e banane.

La ‘tisana saziante’ per gestire gli attacchi di fame
Spesso quando ci si mette a dieta, possiamo avere degli attacchi di fame nervosa e incontrollabile. Come uscirne senza fare danni e perdere i sacrifici fatti? Nel libro “Erbe da bere” (Editore Tecniche Nuove), la nostra esperta propone una tisana saziante con melissa e malva. “Lo scopo di questa tisana – ci spiega – non e? ovviamente quello di voler sostituire un pasto, ma di aiutare a tenere a bada la fame nervosa che spesso porta a mangiare in continuazione, senza nemmeno rendersene conto. Ha una funzione puramente meccanica, prolunga il senso di sazieta? perche? le mucillagini a contatto con l’acqua si gonfiano aumentando di volume e distendono le pareti dello stomaco come se fosse pieno di cibo (stimolo meccanico), prolungando cosi? il senso di sazieta?”. Servono 40 g di fiori e foglie di malva e 10 g di foglie di melissa che vanno miscelati insieme. Poi si prepara un infuso, mettendo 20 g (3 cucchiai abbondanti) di questo mix in 1 litro di acqua bollente. Si copre e si lascia in infusione per 20 minuti. Trascorso il tempo si filtra, non si dolcifica e si beve nell’arco della giornata tra un pasto e l’altro o piu? in generale lontano dai pasti. “Per renderla un po’ più estiva si può aggiungere la scorza di limone e servirla fredda con del ghiaccio” conclude Gulluni.

OBIETTIVO 3: CELLULITE SOTTO ATTACCO

Meno sale, più spezie
La cellulite è causata da diversi fattori, alcuni definiti primari come stress, squilibri ormonali ed ereditarietà e altri definiti secondari come un’eccessiva sedentarietà e una scorretta alimentazione, spesso troppo ricca in grassi e sale responsabili di ritenzione idrica e di accumulo di cuscinetti adiposi proprio su fianchi, cosce e sedere. “È importante innanzitutto ridurre il quantitativo di sale che introduciamo nella nostra alimentazione sia con gli alimenti che quello che utilizziamo per cucinare, in modo da ridurre la ritenzione idrica. Per cui prediligiamo l’uso di erbe e spezie per insaporire i nostri piatti al posto del sale e del classico dado da cucina” suggerisce Gulluni. Tra le erbe aromatiche possiamo utilizzare basilico, alloro, timo, maggiorana e rosmarino, mentre tra le spezie zenzero, curcuma e curry. Prediligere verdure iposodiche (ovvero verdure con un basso contenuto di sodio che favoriscono la diuresi): peperoni, pomodori, asparagi, bietole, verdure amare come cicoria, tarassaco, indivia e melanzane e radicchio.

Frutta e verdure ricche di potassio
È importante anche mantenere un buono stato di idratazione non solo bevendo acqua, ma anche consumando frutta ricca di acqua come angurie, meloni, fragole, nespole, ma anche ortaggi come cetrioli e zucchine. “Preferire alimenti ricchi di potassio che ci aiutano sempre a contrastare la ritenzione idrica: spinaci, albicocche, kiwi, legumi e in particolare i fagioli, banane e patate” prosegue la nutrizionista.

I nemici della culotte de cheval
Oltre al sale, ai dadi e ai vari insaporitori per alimenti (spesso ricchi di sale), vanno evitati anche la salsa di soia, ma anche carni e pesce in scatola o affumicati, insaccati e formaggi stagionati sempre per il loro eccessivo contenuto di sale. “Anche i prodotti da forno come crackers, grissini, brioches sono fonti nascoste di sale e grassi, soprattutto grassi trans più difficili da smaltire per il nostro organismo” ribadisce Gulluni. Evitare anche alcolici e superalcolici, così come succhi di frutta (è sempre meglio preferire frutta fresca) e dolci con creme per l’elevato contenuto di zuccheri, fritti e burro perché fonti di grassi saturi e come i grassi trans più difficili da smaltire.

Fango drenante all’equiseto
Molto utili in caso di cellulite sono sicuramente le tisane drenanti, ma c’è una ricetta casalinga che possa migliorare l’aspetto della nostra pelle donandogli un aspetto più compatto ed elastico? “Si possono usare dei fanghi preparati con argilla verde ed equiseto in polvere ricco di silicio che conferisce una maggiore elasticità alla nostra pelle – suggerisce Gulluni. A questi fanghi si può anche aggiungere una tintura madre o ancor meglio dell’olio essenziale di betulla per aggiungere anche un’azione drenante”. Si prepara miscelando 2 cucchiai di equiseto in polvere con 2 cucchiai di argilla verde. Aggiungere l’olio di sesamo, circa 2 cucchiai, amalgamare e poi aggiungere dell’acqua, circa 100 ml e 5 gocce di olio essenziale di betulla, 5 gocce di olio essenziale di limone e 5 gocce di olio essenziale di ginepro. “L’argilla favorisce l’eliminazione di scorie e tossine dalla pelle aumentando l’azione drenante, mentre gli oli essenziali hanno la funzione di favorire la circolazione e aumentare la diuresi. Miscelare il tutto, fino ad ottenere una pasta di consistenza cremosa facilmente spalmabile sulla pelle” suggerisce l’esperta. Distendere l’impasto ottenuto direttamente con le mani sulla pelle (se l’impasto risultasse troppo duro aggiungere dell’altro olio di mandorle dolci o sesamo) dalle caviglie fino ai glutei. Si avvolgono le gambe con la pellicola fino ai glutei e si lascia così in posa 20 minuti. A questo punto, ci si mette in doccia e con l’acqua si inizia a togliere i fanghi utilizzando però una spugna e praticando un massaggio circolare dalle caviglie fino ai glutei. Il massaggio deve esercitare una certa pressione in modo da stimolare l’effetto drenante.

OBIETTIVO 4: RECUPERARE ENERGIE

A caccia di Sali minerali
Spesso una scarsa idratazione accompagnata da un’eccesiva perdita di sali minerali (d’estate con il caldo sudiamo di più e perdiamo più sali minerali) ci può far sentire più stanchi e meno energici, così come anche un maggior accumulo di scorie metaboliche (prodotti di scarto normalmente prodotti dal nostro organismo), dovuto ad una lentezza da parte del nostro fegato nello smaltirle. “In questi casi – spiega Gulluni – può essere utile un’alimentazione che ci permetta il corretto reintegro di sali minerali come magnesio, potassio, calcio e ferro, ma anche che aiuti il nostro fegato a smaltire più facilmente le scorie metaboliche accumulate. Assolutamente sì, quindi a frutta e verdura in generale, per il loro elevato contenuto di acqua e sali minerali, in particolare carote, ciliegie, rucola, agretti, cavolo rosso, agrumi, ravanelli (questi esercitano un’importante azione depurativa sul nostro fegato) e barbabietole che proprio per il loro elevato contenuto in sali minerali (calcio, ferro, potassio, magnesio) ci aiutano a sentirci meno stanchi e più energici”.

Semi di zucca, pistacchi e banane
Sì anche a semi di zucca, girasole e sesamo per l’elevato contenuto di magnesio così come albicocche secche, datteri e fichi. Tra le proteine preferire carni bianche in particolare pollo, e legumi. “Importanti poi, sono gli alimenti ricchi di vitamine del gruppo B, vitamine importanti nel combattere la stanchezza: riso integrale, quinoa, germe di grano, pappa reale, pistacchi, verdure a foglia verde, yogurt, banane (ricche anche di potassio), pesce come il salmone, uova e yogurt” prosegue l’esperta.

L’estratto remineralizzante
Per fare il pieno di energia con vitamine e sali minerali il modo migliore è sicuramente il consumo di frutta e verdura fresca, ma se vogliamo abbinare anche un’azione depurativa e vogliamo essere sicuri di estrarre tutte le vitamine e sali minerali presenti in questi alimenti, l’estratto è un’ottima soluzione. “Inoltre – aggiunge l’esperta – l’estratto ci permette anche di consumare alimenti dal sapore più pungente, ma non da tutti apprezzato come quello dei ravanelli importanti per disintossicare il fegato”. Un estratto o una centrifuga remineralizzante e depurativa si prepara con 1 barbabietola, 2 ravanelli, 1 fettina di circa 1 cm di zenzero e 3 carote a cui aggiungere alla fine semi di zucca e girasole. Da bere a colazione oppure a metà mattina come spuntino.