Shorts: 20 pantaloncini per tutte le taglie

In fatto di shorts, oggi è praticamente inutile parlare di stagione perché si indossano tutto l’anno. In fatto di modelli, invece, vi consigliamo di puntare su un taglio preciso: con tasche ampie, cintura grande a fiocco e vita un po’ alta: sta bene davvero a tutte le donne. Ecco 20 modelli di pantaloncini su cui puntare. Per gli abbinamenti, invece, consigliamo sempre scarpe basse: più chic e disinvolte del tacco alto.

 

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7 cambi di look per una performance storica: Jennifer Lopez conquista i VMA

Un medley con 11 hit planetarie, un corpo di ballo che si è scatenato con lei sul palco, e 7 cambi di look (5 in scena) tutti firmati dall’amica Donatella Versace, e decisamente degni di una Regina: Jennifer Lopez aveva promesso di sbancare tutto alla notte degli VMA, gli MTV Music Video Awards che si sono svolti al Radio City Music Hall di New York, e ha mantenuto la promessa. Di più, si è superata con uno show che ha travolto il pubblico di colleghi pronti a ballare e intonare le sue canzoni. È proprio un periodo magico per la cantante e attrice, che dopo la vacanza romantica in Italia con Alex Rodiguez, che dal palco ha ringraziato definendolo “La mia anima gemella”, è venuta a ritirare due award, per la migliore collaborazione e il prestigioso Michael Jackson Vanguard Award, dimostrando dal palco che a 49 anni (li ha festeggiati il 24 luglio) è sempre una delle più grandi performer. Arrivata in scena con il primo look Versace, un caftano a stampa foulard, Jennifer lo ha poi lasciato cadere rivelando un body dorato con calze cosparse di brillantini e tronchetti stringati dorati. Una tenuta perfetta per ballare assieme a un gruppo di giovani ballerini a torso nudo. Il body è poi stato accompagnato da pantaloni sporty sempre dorati e da un bomber con cappellino e da un paio di polacchini glitterati. E poi ancora una lunga pelliccia bianca con strascico e un incredibile abito da sera in piume nei toni della notte. Sul red carpet, Jennifer ha scelto un abito argento fasciante dal profondissimo spacco, che le stava talmente bene da spingere Alex Rodriguez a trasformarsi in paparazzo per scattarle foto sul red carpet. Infine al grande party post evento Jennifer è arrivata con una aderentissima di Versace interamente a stampa foulard che finiva in un paio di stivali dal tacco altissimo. Insomma un vero campionario di look indimenticabili che l’hanno fatta eleggere la meglio vestita della serata. Ma il premio più ambito per Jennifer sono stati i baci che i gemelli di 10 anni, Emme e Max, seduti in prima fila, le hanno regalato a fine performance. “Due angeli sono entrati nella mia vita e tutto è cambiato. Dovevo essere migliore, più forte, e quell’amore incondizionato mi ha fatto arrivare qui più forte che mai. Sono sicura che il futuro è più luminoso che mai, grazie a voi” ha detto ai figli dal palco la diva.

 

Fonte: Repubblica.it

Cosa ci piace questa settimana: il colore purple

ai voglia di colore? Continua il successo di Ultra violet dopo che Pantone lo ha decretato colore dell’anno 2018. Moda, bellezza, arredamento hanno prontamente raccolto la sfida e declinato questa tinta in tutte le sfumature da quelle più intense a quelle più delicate. Ora che è estate e abbiamo il corpo bello abbronzato ci piace declinarlo nella sua tonalità più strong: il purple. Una sfumatura bella anche come colore per i capelli. Su instagram guarda l’hastag #purplehair troverai tutte le sfumature del viola più cool del momento.

Total look nei toni del viola, Emanuel Ungaro
Inutile storcere il naso il marsupio è tornato, ma per essere in pieno mood 2018 sceglilo con una tinta così glam. Puoi indossarlo legato in vita su abiti o gonne molto chic, o trasversale sul petto come usano fare le vip. Guarda altri suggerimenti per come indossarlo su instagram seguendo l’hastag #fannypack .

Profumo alla Lavanda, L’Erbolario
Lavanda e violetta hanno un sapore di casa, di pulito… di coccole. Perfetto quando fa tanto caldo e si vuole una sensazione di freschezza .

Fonte: Repubblica.it

L’abito da sposa di Chiara Ferragni: lungo, ricamato, color pastello. Ecco i look che potrebbero ispirarla

Man mano che la data del 1 settembre si avvicina, cresce la curiosità sull’abito da sposa di Chiara Ferragni. Ammettiamolo sarà questo il dettaglio principe di The social Wedding, la cerimonia tra l’imprenditrice-influencer di moda e il rapper Fedez, che si svolgerà il 1 settembre a Noto con una copertura social senza precedenti (tutti i dettagli li trovi qui). E così le illazioni circolano a ritmo serrato: se una delle poche cose certe è che non vestirà Dolce&Gabbana (tra gli stilisti e Chiara i rapporti sono glaciali), lei ha dichiarato in passato di sognare per il suo giorno più bello “un abito lungo fino a terra, ma semplice, con il corpetto ricamato”. Inoltre ha anche ammesso che il bianco non è la sua prima scelta, prediligendo i colori pastello, rosa in primis. E in fondo visto che Chiara e Fedez si sposeranno in comune con rito civile (location probabile Palazzo Ducezio), la sposa è davvero libera di scegliere la mise preferita, magari con una mini o con tante trasparenze come è nel suo stile. Altri indizi: la passione per lo stilista Giambattista Valli che sfila a Parigi e che con i suoi abiti vaporosi in colori incredibili, piace molto alle spose vip. Non a caso Chiara ha indossato e postato sul suo profilo due modelli rosa che sarebbero perfetti. E ancora il legame fortissimo con Alberta Ferretti, che spesso la veste per i red carpet importanti, e l’amore per Dior (ricordate le t-shirt Dior Addicted che indossava Chiara?) e che recentemente ha fornito alcuni degli abiti più belli tra quelli indossati dall’influencer. Infine mesi fa Chiara ha posato per un servizio fotografico con Pronovias, uno dei marchi più importanti del mondo bridal. Ma non finisce qui perché dopo la cerimonia Chiara e Fedez avrebbero organizzato una festa di tre giorni in stile Coachella. Un party non stop che dovrebbe svolgersi alla masseria Dimora delle Balze, secondo i rumors, e durante il quale Chiara sicuramente sfoggerà più di un abito, lei che ama i modelli scintillanti da festa. E allora abbiamo indagato tra il suo profilo Instagram e le immagini dei red carpet più importanti per vedere quali dei look scelti in passato da Chiara potrebbe darci gli indizi giusti per il suo abito da sposa e per quelli da ricevimento. Scopriamoli insieme.

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Beauty in viaggio: monodose, mini-size e travel kit

Ricordate ancora il beauty case da viaggio? Quella “scatola” con manico, spesso pesantissima e, nelle versioni più chic, coordinata al set di valigie o al borsone da viaggio? Archeologia per le più giovani, che probabilmente non ne hanno mai visto uno. Un oggetto rapidamente entrato a far parte della categoria “modernariato”, messo fuori gioco dalle norme aeroportuali entrate in vigore una quindicina di anni fa e diventate sempre più restrittive nel corso degli anni. Dal sito Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), infatti, apprendiamo le regole vigenti per il trasporto dei liquidi da portare in cabina e nel bagaglio a mano in generale: i liquidi devono stare in contenitori di capacità non superiore a 100 ml o equivalente, inseriti in un sacchetto di plastica trasparente e richiudibile di capacità non superiore ad un litro.

LA BELLEZZA NON VA MAI IN VACANZA
Norme abbastanza restrittive, tano che viaggiare per lunghi periodi, attualmente, costringe a escogitare soluzioni di sofisticato pensiero e spesso di astuzia machiavellica, se non si vuole rinunciare, anche lontani da casa, all’abituale routine di bellezza e al personalissimo armamentario di creme, lozioni, shampoo e profumi. Perché questo è il tasto dolente: le norme di sicurezza sugli aerei (sacrosante, per carità!), paiono essere fatte apposta per svilire l’immagine di sé, per mettere alla prova anche le meno beauty addicted, le frequentatrici meno accanite di profumerie e affini. E soprattutto pare non tenere conto del fatto incontrovertibile che “la bellezza non va mai in vacanza!”. “Aiuto, cosa metto in valigia. E nel beauty case? Quali e quante cose posso portare?”. Sono infatti solo alcune delle domande che tutti ci poniamo prima di un viaggio, più o meno lungo che sia, condizionati dalle restrizioni dovute ai mezzi di trasporto (vedi l’aereo) o dall’ansia di dover portare tutto, anche quello che solitamente non utilizziamo semplicemente perché “magari mi potrebbe servire…”, il che evidentemente rende la preparazione del necessaire alquanto complicata. Anche perché, soprattutto se si viaggia in aereo, è d’obbligo alleggerirsi il più possibile, ottimizzando spazi e pesi, a razionalizzare e a portare il meno possibile, l’indispensabile e magari in formato mignon. Il che non è sempre facile, soprattutto per quelle di noi abituate a una certa routine e poco disposte a scendere a compromessi. O, ancora più difficile trovare una mediazione per coloro che invece fanno proprio fatica a “viaggiare leggero”.

BELLEZZA IN VIAGGIO
È proprio per venire incontro a queste esigenze (che spesso tolgono il sonno alle più precise), che sempre più aziende cosmetiche si stanno adattando offrendo comodi e pratici formati travel kit completi di tutto l’occorrente per la cura del viso e del corpo, per l’abbronzatura, per l’igiene personale. Oppure lavorano sui formati, riducendoli sempre più fino a farne dei mignon. Per non parlare dei monodose, soprattutto per quel che riguarda, ultimamente, le maschere di bellezza, le tanto cool sheet mask, perfette anche in sostituzione dell’abituale crema, quando si è in viaggio: sono monodose, piatte in comode bustine e invisibili nel peso. Si possono utilizzare non solo per il viso, ma anche per idratare o dare sollievo ai piedi e per le mani. Un’altra valida soluzione sono i flaconcini vuoti nei quali travasare la crema, lo shampoo, il profumo, il bagnoschiuma preferiti (Sephora è maestra nel genere). E poi palette per il trucco complete di tutto, la lacche per capelli formato mignon, kit per i denti e per le lenti a contatto, gel e salviettine igieniche e struccanti, mini-trousse con tutti i solari indispensabili e addirittura quelle con il necessaire per un perfetto bucato fuori casa, la mini-spazzola, le capsule monodose della crema preferita da portare contate, il mini phon e la piastra e… addirittura il mini-ferro da stiro, Nuvola di Imetec. Insomma innumerevoli soluzioni dalle più basic alle più sofisticate ed eleganti che sicuramente facilitano la vita della viaggiatrice che non vuole rinunciare alla bellezza.

 

Fonte: Repubblica.it

Jennifer Lopez compie 49 anni: l’incredibile metamorfosi della bomba latina in star mondiale. I look ieri e oggi

Jenny from the block non abita più qui. Almeno a un primo sguardo. L’incredibile metarmofosi estetica e stilistica di Jennifer Lopez raggiunge il suo apice alla soglia dei 50 anni: la diva ne compie 49 (il 24 luglio) e va giustamente orgogliosa della sua vita, della sua carriera e della sua bellezza. Tutte costruite con una infaticabile caparbietà che dal 1990 a oggi ha visto JLo conquistare il mondo. Eppure le carte che aveva in mano alla nascita a New York non erano delle migliori: cresciuta in una famiglia portoricana di umili origini, in un quartiere difficile, Jennifer poteva fermarsi lì. Ma fin da bambina è determinata a uscire dai confini ristretti della sua comunità, anche se non la rinnegherà mai. Fin da piccola segue lezioni di danza e recitazione e quando, compiuti i 18 anni, se ne va di casa è decisa a sfondare. E ci riesce: prima partecipando a qualche video, poi in sit-com popolarissime come Living Color. E continuerà a dividersi tra musica e cinema diventando una delle personalità latino americane più influenti al mondo. Al grandissimo successo JLo affianca un fiuto da imprenditrice: fonda una casa cinematografica, ristoranti, una linea di moda, si lancia nel settore cosmetico, sempre tutto da sola. Gli uomini e i mariti sfilano al suo fianco ma non sono mai determinanti per la sua affermazione. Anzi, come nel caso di Puff Daddy o Ben Affleck, possono nuocerle: il primo la coinvolge in una sparatoria che rischia di mettere uno stop alla sua carriera mentre il secondo la convince a girare un film insieme, Gigli, che si trasforma in un flop catastrofico. Ma Jennifer si è sempre rialzata continuando la sua inesorabile marcia. Un esempio è l’abito iconico verde di Versace indossato proprio per un red carpet con Puff Daddy, agli MTV del 2000: l’abito in voile è uno dei più sexy di sempre ma soprattutto ha segnato uno spartiacque digitale. Nel 2000 Google pubblica la foto e la gente inizia a cliccare per cercare e ricercare l’immagine. I tipi di Google fiutano il successo e decidono di lanciare Google Images per facilitare la ricerca di questa foto. Una rivoluzione culturale che ha fatto entrare JLo nella storia digitale. Al successo di Jennifer si accompagna una vita sentimentale ricca ma meno felice. Nel febbraio 1997 Jennifer si sposa una prima volta con il cameriere cubano Ojani Noa, ma divorziano un anno dopo. Il 29 settembre 2001 sposa il ballerino Cris Judd, da cui divorzia ufficialmente nel giugno 2002. Tra i due ha vissuto la storia con Puff Daddy, mentre dopo il secondo divorzio inizia la relazione con Ben Affleck, che si chiude nel 2004, anno in cui la coppia si sarebbe dovuta sposare. In seguito Jennifer si avvicina all’amico d’infanzia Marc Anthony, stella della musica latina, che sposa nel giugno 2004. La coppia ha avuto due gemelli, Maximilian David e Emme Maribel, nati il 22 febbraio 2008, ma si separa nel luglio 2011 e divorzia ufficialmente nel giugno 2014. Poi si lega al ballerino Casper Smart, al cantante Drake e infine nel 2017 all’ex giocatore di baseball Alexander Rodriguez.

Gisele Bündchen, la super-top compie 38 anni

Secondo gli esperti è stata lei a cancellare in un colpo solo la tendenza verso “l’heroin chic”, vale a dire l’uso di modelle magrissime ed emaciate che ha tenuto banco per anni nel fashion business, riportando in auge un ideale di bellezza più sano e sexy.
Brasiliana di origini teutoniche, 5 sorelle, nasce in una cittadina nel sud del Paese il 20 luglio del 1980. Si fa notare sulle passerelle di New York nel 1996, e da allora non si ferma più. Diventa testimonial, tra gli altri, di Dior, Versace, Dolce&Gabbana, Chanel e Victoria’s Secret, conquista centinaia di copertine, si impegna nel volontariato (è anche Goodwill Ambassador delle Nazioni Unite), e si rivela anche un’ottima donna d’affari: grazie ai suoi brand di abbigliamento è da anni al vertice delle classifiche delle modelle più pagate, primato che non accenna a svanire nemmeno ora che ha dato l’addio ufficiale alle passerelle. Fidanzata per anni con Leonardo Di Caprio, dopo la rottura nel 2009 si sposa a Santa Monica con Tom Brady, campione di football americano, con cui ha due figli: Benjamin, nato nel 2009, e Vivian, nata nel 2012. Cui si aggiunge il primo figlio dello sportivo, John, 10 anni.
Nel febbraio 2018, per il nono anniversario di matrimonio, lo sportivo le dedica una bellissima dedica postando una foto inedita delle loro nozze: “La vita, le risate e l’amore.. e io amo te! Felice anniversario! Te Amo muito!!”. “Amo crescere con te, amore della mia vita”, controbatte lei.
Il 20 luglio Gisele compie 38 anni (di cui oltre 20 passati a fare la modella) e noi la “celebriamo” ripercorrendone la carriera per immagini, tra passerelle e red carpet, dal lontano 1990 a oggi

 

Fonte: Repubblica.it

A tutto volume: dall’Haute Couture di Parigi arrivano le pettinature super cotonate

Le pettinatura più cool del prossimo inverno arrivano dall’Alta Moda di Parigi. E più precisamente dalle passerelle delle sfilate Haute Couture A/I 2018-19 delle Maison Valentino, Chanel, Fendi e Giambattista Valli (giusto per citarne alcune), che hanno creato grazie ai loro make hair stylist pettinature che sembrano opere d’arte. Unico comune denominatore il volume, a volte quasi teatrale con maxi acconciature che diventeranno un vero tormentone anche nelle sere d’estate (per chi gioca d’anticipo e non perde una tendenza). Ma vediamole nel dettaglio. Il maxi volume proposto per le acconciture della sfilata di Valentino sono davvero un sogno: massima cotonatura delle radici per ottenere un volume ad alto impatto, opera di Guido Palau, uno dei nomi più blasonati tra gli hair-stylist nel backstage delle sfilate. Molto interessante anche la versione dei capelli cotonati fermati da maxi fascia di seta proposta da Giambattista Valli. Sam McKnight, mago delle teste, per Chanel ha invece realizzato un ciuffo voluminoso che si avvicina molto al mood Rockabilly, quello dell’estetica anni Cinquanta. Per chi invece ha un’anima molto romantica la versione xxl dello chignon perbene viene da Fendi: chic e di grande impatto

 

Fonte: Repubblica.it

Valentino Haute Couture: standing ovation per Pierpaolo Piccioli

Il teatro degli Champs-Elysées dista poco più di un chilometro dall’Hotel Salomon De Rothschild, il palazzo che ha ospitato la collezione invernale dell’haute couture di Valentino. Nel primo, precisamente alla stessa ora dello stesso giorno, il Tanztheater Wuppertal metteva in scena lo spettacolo Néfes della grande e scomparsa coreografa tedesca Pina Bausch mentre nel secondo Pierpaolo Piccoli orchestrava l’atto finale della sfilata che chiude la quattro giorno di alta moda a Parigi. I due mondi, molto più lontani del chilometro che li separa, hanno in realtà un punto in comune: lo spettacolo travolgente, emozionale e senza filtri che regala chi impara a coniugare ispirazione, movimento e modernità sotto l’estro della libertà d’espressione di sé.

La modella Adut Akech in Valentino Haute Couture
Con uno show che ha scatenato una standing ovation (l’unica vista nella kermesse della couture a Parigi), Piccioli ha compiuto sulla passerella della moda quello che Bausch ha fatto col balletto contemporaneo: le ha dato un’espressività e una forza così umane e simboliche da lasciare tutti senza fiato. Come la coreografa, ha stravolto i movimenti, le perfezioni e le impostazioni dell’alta moda classica pescando dalla sua memoria, dalla sua tradizione per poi portarle altrove, lontano, in un territorio libero e senza freni.

Kaia Gerber in Valentino Haute Couture
Ogni look è puro teatro, come succede appunto con Pina Bausch: più che di abiti, si tratta di assoli, performance isolate senza un’ispirazione precisa, momenti di teatro che procedono in solitaria scrivendo capitoli diversi dentro un’unica storia. “Per la prima volta ho provato davvero a non pensare”, racconta Piccioli, “ho voluto procedere col cuore senza fissare un tema. Certo, ci sono la mitologia, il Rinascimento, il Settecento, i costumi di Piero Tosi, la Medea di Maria Callas e Pierpaolo Pasolini. Ma sono pezzi, memorie di un assembramento più ampio. A dire il vero, mi ha fatto molto pensare un video che abbiamo girato qualche mese fa in cui una nostra sarta ricordava di aver visto un abito fatto in atelier a una mostra al Victoria&Albert Museum di Londra. Disse che guardarlo era come vedere il padre che era scomparso proprio mentre lo realizzava, qualche anno prima. Ecco, io penso che la materia, soprattutto quella dell’alta moda ma più in generale di tutte le cose belle, assorba in qualche modo le emozioni e che queste in qualche modo la cambiano. La materia diventa così memoria e io mi sono sforzato proprio di ragionare in termini di memoria della couture e della bellezza, di come immaginiamo o ci ricordiamo della bellezza”.

Pierpaolo Piccioli
L’insieme dei circa sessanta look è esattamente così: un tributo alla bellezza della couture storica che non è didascalia o citazione, ma un punto di partenza che porta da tutt’altra parte. Il lavoro d’atelier è sbalorditivo: tutto è volume, delicatezza, colore, preziosità. È un teatro dove la tradizione incontra il glamour, l’invenzione la modernità. È come vedere gli insiemi di ballo di Pina Bausch, performance in cui un movimento qualunque, un gesto quotidiano diventano più potenti e più significativi di una pirouette o di un plié. Le pieghe trattenute, i plissé nascosti che diventano nuvole di seta, le cascate di paillettes color smeraldo, gli alveari di cashmere double, le decine di metri di satin che sembrano leggeri come una folata di vento, non hanno quindi la supponenza della sartoria ma l’inconsistenza dei sogni. Di più: trasformano l’eleganza in gesti naturali, in attitudine contemporanea. Ed è questo, forse, il grande pregio di Piccioli: aver ridato libertà al glamour e alla bellezza della couture senza lasciarla nel passato. Anzi: provando a scrivere nuovi capitoli e nuove direzioni per il suo significato.

 

Fonte: Repubblica.it