News

L’obiettivo del 2018 è imparare a star bene con se stessa

ç’anno nuovo, si sa, porta con sé tanti buoni propositi. Per le persone che si sono lasciate da poco, o per le persone che sentono di essere dipendenti dal proprio partner, l’obiettivo del 2018 potrebbe essere imparare a stare da soli o, per dirla in modo migliore, imparare a star bene con se stessi. Un passo sicuramente non semplice ma che, con il giusto impegno e la giusta determinazione, può essere alla portata di tutti. Ne abbiamo parlato con Maria Elettra Cugini, psicoterapeuta di lunga data e autrice, tra gli altri, dei libri “Single con gioia. L’arte di star bene con se stessi” e “Trovare la giusta direzione nella propria vita”.

Perché stare da soli ci fa ancora paura?
La solitudine, di per sé, non è né una cosa positiva né negativa. Si tinge dei colori della propria personalità. In inglese esistono due termini: alone (solo) e lonely (sentirsi solo). Nella lingua italiana questa differenziazione non c’è. Tutto dipende da come noi viviamo questa solitudine.

Quali sono i fattori che rendono più difficile lo stare da soli?
Principalmente si tratta di tre fattori. In primo luogo un cattivo rapporto con se stessi, scarsa autostima e scarsa autonomia. Questo genera dipendenza affettiva, perché il non saper contare su se stesse rende le persone dipendenti dalle altre e, se queste vengono a mancare, fa star male. In questi casi si può avere anche la tendenza a considerare indispensabile la compagnia e il supporto degli altri e a non riuscire ad apprezzare la compagnia di se stessi, ad esempio leggendo, dedicandosi alle proprie passioni e a quello che può rendere piacevole la propria vita. In secondo luogo un cattivo rapporto con gli altri. Spesso succede perché non si ha la capacità di costruire rapporti maturi che arricchiscano la nostra esistenza senza creare dipendenze. In terzo luogo un cattivo rapporto con la propria vita, ossia la difficoltà di trovarle un significato, anche mutevole. Il significato chiaramente cambia da quando si è adolescenti, a quando si è maturi, fino a quando si è anziani. È necessario adeguarsi e accettare il cambiamento, trovando sempre un senso diverso alla propria esistenza.

Come si fa a creare rapporti con gli altri che non siano di dipendenza?
Il primo passo è probabilmente dare un significato alla propria vita. Il fatto di riuscire a trovare una giusta direzione aiuta anche a stare da soli e a non cercare negli altri la risposta al senso della propria esistenza. Attenzione però: l’altro è e deve rimanere importante nella nostra vita, ma non deve essre indispensabile. Solo noi siamo indispensabili a noi stesse. Se una persona ha un buon rapporto con se stessa, una buona autostima, se conosce le proprie capacità e tendenze diventa autonoma e non più dipendente dall’altro.

Cosa può succedere quando non si punta su noi stessi?
Spesso vengono da me signore di una certa età che hanno puntato tutto sui figli e sul marito. Arriva però un momento in cui tutto questo può sciogliersi: i figli vanno via di casa, ci si separa o si perde il compagno. A questo punto queste donne si sentono perse, perché non hanno mai puntato su loro stesse, ma hanno sempre vissuto in funzione degli altri. È inevitabile che a quel punto si sentano sole e disperate.

A questo punto devono fare uno sforzo maggiore per uscire da questa situazione…
Esatto. Riscoprire se stessi può essere un compito difficile se non lo si è mai svolto. Molte persone vivono per forza di inerzia, si fidanzano e mettono al mondo figli senza chiedersi cosa amano davvero. Cercano affannosamente l’altro, senza il quale stanno male. La carenza di interessi rende aridi e infelici. Una donna, arrivata a questo punto, deve riscoprire cosa le piace, cosa la diverte, questo porta a stare bene da soli.

Come dicevamo prima, la solitudine di per sé non è negativa
La solitudine può appagare un bisogno grande che c’è in ognuno di noi, un bisogno di libertà. Diverse ricerche sottolineano che molte donne, soprattutto dopo i 45, sono assolutamente soddisfatte del loro status di single . Il bisogno di libertà però non deve essere portato all’estremo, perché poi si può arrivare a non voler mai stare con gli altri perché non si è in grado di relazionarsi con loro.

Altro che zitelle: le donne single sono felici, soprattutto dopo i 45 anni
LEGGI

Chi soffre maggiormente nell’essere single?
Sicuramente le persone che hanno sempre vissuto in coppia. A un certo punto sono costrette a riscoprire la capacità di muoversi autonomamente. Quando per la prima volta sono entrata in un cinema da sola mi sono quasi sentita una persona di serie b, poi però mi sono resa conto che il film lo vedevo benissimo anche da sola e che mi piaceva. Un’altra volta ero in vacanza con una mia amica e nel ristorante dell’hotel c’erano solo coppie. Finita la vacanza abbiamo scoperto che ci avevano soprannominato “quelle contente”, perché negli altri tavoli le coppie neppure si parlavano. Spesso semplicemente si è vittime degli stereotipi, si pensa che una donna che non ha una relazione sentimentale non sia né realizzata né serena. A volte però chi è single è molto più felice e gratificato di chi sta in coppia. È il modo di porsi con se stessi a fare la differenza. Chi sta da solo spesso è più padrone della sua vita e non deve sempre conciliare le sue esigenze con quelle degli altri.

Allo stesso tempo, nella nostra società c’è un eccesso di egocentrismo
Sì è così. E questo rende difficile l’adattamento a un’altra persona. Oggi si tende a restare da soli pur di non affrontare lo sforzo di sintonizzarsi con l’altro, c’è la paura dell’altro. Neanche questo è positivo.

In ogni caso, la società si aspetta che tutti si sposino
Sì, è ancora prevalentemente così. A una single viene spesso chiesto quando troverà un compagno e si sposerà, come se questo epilogo fosse una cosa scontata. Bisogna uscire dalla ricerca della felicità in senso assoluto e cercare interessi, cose che facciano stare bene e che non si trovino necessariamente in un partner. Ci vuole fortuna ad incontrare qualcuno che ci rispecchi, non è facile. La propria realizzazione va cercata in ogni caso dentro se stessi, mai al di fuori. È importante non farsi condizionare dal giudizio degli altri e sapersi auto-valutare, sapersi dire “io sto bene così”.

La dipendenza dal giudizio degli altri è deleteria
Facciamo spesso l’errore di dare troppo potere al parere degli altri e di farci condizionare. È fondamentale capire che non andremo mai bene a tutti. C’è una celebre storiella che racconta di un anziano, un bambino e un asinello. All’inizio sull’asinello è seduto solo il bambino e, al loro passaggio, un gruppo di persone si lamenta perché l’anziano sta camminando a piedi mentre il bambino, che è più giovane, è sull’asinello; l’anziano fa scendere il bambino e sale sull’asinello, passano davanti a un altro gruppetto di persone che si lamenta dell’egoismo del nonno; il nonno allora mette il bambino sull’asino davanti a sé e passando davanti a un altro gruppetto vengono accusati di sfiancare l’asinello; i due scendono entrambi e, passando davanti a un altro gruppetto, di persone sentono dire “guarda quei due che fessi, hanno un asinello e vanno entrambi a piedi”. Se si punta sull’avere l’approvazione di tutti, li scontenteremo sempre. Il suggerimento è tapparsi le orecchie e andare avanti per la propria strada. Si deve capire da soli come si vuole camminare, dove si deve andare e non comportarsi in un determinato modo solo per compiacere gli altri: in quel modo ci si adegua alle aspettative degli altri e si perde se stessi.

Quali sono i suoi consigli per imparare a star bene da soli?
La cosa fondamentale è conoscere se stessi. Se uno non sa cosa gli piace e che significato vuole dare alla sua vita non può raggiungere la serenità. Deve guardare dentro se stesso, anche perché non sempre negli altri ci si può riconoscere. La maturità in fondo è questa: conoscersi e andare avanti per la propria strada. Un ottimo modo per vincere la frustrazione dello stare da soli è rendersi utili agli altri, perché ciò può dare un senso positivo alla nostra esistenza, facendoci sentire realizzati. Lo sanno bene i tanti volontari che oggi contribuiscono significativamente al benessere della nostra società nei campi più disparati, ma anche coloro che cercano semplicemente di guardarsi intorno per essere d’aiuto a chi ha bisogno di cure, di ascolto o di un po’ d’attenzione, anche nella propria famiglia. La solitudine infatti non deve diventare sinonimo di egocentrica ed arida chiusura al prossimo, o ci renderà necessariamente infelici.

A livello pratico, da dove si può partire?
Ci si deve chiedere: “Come posso vivere bene la mia vita? Cosa voglio ottenere? Quali sono le mie fonti di svago?”. Spesso le persone senza un compagno vengono viste come frustrate, ma la frustrazione è dentro di noi. Per questa ragione il consiglio è centrarsi su se stessi, sui propri interessi, sulle proprie capacità di realizzazione. Ad esempio si può iniziare andando a vedere da soli un film al cinema, a prendersi un caffè, a fare una passeggiata da soli senza meta. In questo modo ci si coccola e ci si prende cura di se stessi. Quando una persona non è autonoma il rischio è che si accontenti del primo che passa. Stare da soli permette di acquisire la capacità di scelta. E questo discorso dovrebbe continuare a farlo anche chi è in coppia.

 

Fonte: Repubblica.it

Saldi invernali 2018: 5 segreti per non sbagliare un acquisto

La stagione dei saldi invernali 2018 inizia ufficialmente venerdì 5 gennaio 2018 nella maggior parte delle regioni italiane. Il periodo dei ribassi continuerà fino a marzo inoltrato mentre in Campania durerà fino al 2 aprile. Si tratta di circa tre mesi di offerte che vanno calibrate senza farsi prendere da inutili entusiasmi. Più di cosa comprare, infatti, conta come fare gli acquisti. Abbiamo così pensato a una guida breve ed efficace per fornirvi una sorta di bussola, un vademecum per non perderervi tra le molte offerte e soprattutto per non cadere in tentazioni che vi toglieranno tempo e denaro. Per questo, ecco 5 consigli cardine da tenere sempre a mente prima di fare shopping. Con le tendenze invernali che dureranno anche nei prossimi anni e i trend primaveri a cui ispirarvi per fare un acquisto lungimirante.

1) Fare shopping da sole
Contariamente a quanto si possa immaginare, durante i saldi è meglio andare da sole a fare acquisti. Il motivo è presto spiegato: nel caos dei ribassi, ci si muove con più agilità quando non si deve aspettare nessuno. E in fatto di tempo, poi, se ne risparmia molto quando non si deve attendere amiche, madri o figlie in fila alla cassa o in coda nei camerini. Può sembrare un po’ egoistico, è vero, però funziona.
Cindy Crawford e lo shopping in solitaria
Cindy Crawford e lo shopping in solitaria
2) Di moda sì, ma che sia unico
Nelle guide ai saldi, si legge spesso di non acquistare prodotti troppo di tendenza. A nostro parere, la regola è abbastanza sbagliata. Vale infatti la pena di investire su un abito, una borsa o un paio di scarpe figlie della moda del momento soltanto quando questi pezzi sono unici, rispecchiano la personalità di chi li acquista e quindi sono destinati a durare nel tempo.

Nell’armadio di una donna o di un uomo, infatti, non ci sono solo articoli classici (sarebbe troppo noioso) ma anche vestiti e accessori che danno carattere e stile proprio grazie alla loro unicità. Qualche esempio di pezzi unici?Le borse decorate dell’autunno/inverno, gli stivali glitter che hanno illuminato tanti red carpet ma anche le paillettes che saranno uno dei materiali più usati nella prossima primavera estate 2018.
Gli stivali più discussi (e desiderati) dell’anno sono questi di Saint Laurent
Gli stivali più discussi (e desiderati) dell’anno sono questi di Saint Laurent
3) Classico? No, continuativo.

 

Segnatevi questo vocabolo: continuativo. È un aggettivo che stilisti, marchi e maison utilizzano per descrivere quelle parti di collezione che troverete sempre nei loro punti vendita. Sono il nuovo classico e rappresentano la migliore reinterpretazione dei capi basici che tutti conosciamo (cappotti, tubini, stiletto, maglioni, T-shirt). Sono da preferire ai capi classici proprio perché hanno tagli, materiali e dettagli più contemporanei. I colori, poi, sono fondamentali: nero, blu (che poi è stato il colore protagonista dell’inverno 2017), grigio, cammello sono da tenere sott’occhio. Ma anche il rosso fuoco non è da sottovalutare: è un tono che praticamente funziona come un basico se accostato a cammello, grigio e blu. Ovviamente fate attenzione alle truffe: spesso si incontrano merci provenienti da anni precedenti e da stagioni passate. Se ritenete di essere state raggirate, non esitate a segnalare la questione al Codacons.
Blu, il colore dell’inverno 2018, tono destinato a durare per sempre. Qui un look di Dior
Blu, il colore dell’inverno 2018, tono destinato a durare per sempre. Qui un look di Dior
4) Mai e poi mai una taglia in meno (forse una in più)
La tentazione è forte: trovare l’oggetto del desiderio al 50% o 70% di sconto ma di una taglia in meno. Il paio di stiletto preferite. La giacca culto. O il cappotto caldissimo e dal grande carattere. Bene, lasciate perdere: le scarpe vi faranno male e gli abiti vi staranno malissimo. Se poi state per intraprendere una dieta e volete perdere una taglia, meglio aspettare di essere dimagrite. Comprate solo e soltanto i pezzi della vostra misura. Al contrario, si può azzardare una taglia in più per giacche e cappotti: l’effetto oversize, come impone l’ormai ricorrente Power-Dressing, continuerà ancora a lungo.

5) La strategia degli ultimi giorni
È vero: i primi giorni di saldi sono i più importanti di tutti, quelli dove si trovano le migliori occasioni della stagione. Allo stesso tempo, però, non vano sottovalutati gli ultimi giorni, quelli del ‘fuori tutto’. In questo lasso di tempo, infatti, i prezzi diventano davvero interessanti e potreste essere fortunate da trovare un capriccio, da togliervi uno sfizio che mai prima avreste potuto concedervi. Ritornare, quindi, nello stesso negozio alla fine dei ribassi è quindi un’abitudine da riprendere o da scoprire.

 

Fonte: Repubblica.it

Golden Globe: l’anno del nero e delle scollature. La vera protesta è la sensualità

Nero e scollature. Ovvero: un gesto di protesta e uno di rivendicazione. Una contraddizione in termini? No, al contrario: una dichiarazione d’intenti. Ovvero: puoi essere sensuale, bella e anche piuttosto nuda ma non per questo disponibile. Ciò che infatti più stupisce e deve far riflettere dell’abbigliamento scuro scelto dalle dive ai Golden Globe non è tanto il colore ma l’audacia delle scollature, dei décolleté drappeggiati e dei tagli asimmetrici sulle spalle nude. Come dire: possiamo essere fatali senza diventare sinonimo di preda sessuale. È il nuovo femminismo di Hollywood, o meglio, un nuovo femminile che non cerca più di vestirsi da uomo per rivendicare la propria forza o la parità dei sessi (come avvenuto in passato) ma sceglie di riscoprire forme, caratteristiche e simboli della femminilità che non possono più essere considerati come prima. Continua a Leggere..

Recupera le Energie dopo le Feste

Provate a considerare soltanto questi dati: calcolate il vostro apporto calorico giornaliero medio, aggiungete ulteriori 1500 calorie e otterrete quello che, si stima, ingeriamo durante le feste natalizie. A stabilirlo uno studio condotto dal sito In A Bottle che ha intervistato un pool di esperti in dietologia e nutrizione. La buona notizia è che in realtà più che di chili accumulati, si parla di eccesso di liquidi, dovuto al cambio di alimentazione e di stile di vita che sempre accompagnano questo periodo dell’anno. E non si tratta soltanto di peso eccessivo e liquidi da smaltire, perché anche la pelle risente dell’accumulo di tossine: se si consumano troppi grassi, prodotti zuccherati e troppo lavorati, è probabile che reagisca infiammandosi e diventando ruvida e opaca.

Per mantenerla giovane e luminosa è importante bere molta acqua, utile per eliminare le scorie accumulate e mantenere la giusta idratazione, oltre a consumare cibi ricchi di Omega 3, grassi essenziali per mantenere l’elasticità. Che fare invece per smaltire i chili in eccesso e il gonfiore? Costringere l’organismo a dire addio alle feste con un programma detossinante in grado di riportarlo al giusto equilibrio energetico e al peso ottimale. A tal proposito abbiamo intervistato un’esperta, la dott.ssa Mariangela Rucco, biologa nutrizionista presso lo studio dermatologico Rinaldi di Milano alla quale abbiamo chiesto cosa occorre eliminare dalla dieta e su cosa invece occorre puntare, qualche piccola astuzia spezza-fame per riabituare l’organismo alla minore introduzione di cibo e un semplice programma alimentare e detox da seguire per qualche giorno.

Quanta attività fisica è necessaria per smaltire i cibi delle festività?
LEGGI
Solitamente dopo le feste ci si ritrova con qualche chilo in più, con gonfiori generalizzati o più localizzati e, a volte, con un malessere generale dovuto al disequilibrio e allo shock alimentare cui l’organismo è stato sottoposto all’improvviso. Cosa occorre subito eliminare dalla dieta quotidiana?
«Anche quest’anno tra pranzi, cene, aperitivi, abbuffate di dolci natalizi, oltre a qualche chilo in più ci ritroviamo con una sensazione di pesantezza e gonfiore. Allora sarà bene eliminare insaccati, cibi confezionati e in scatola perché ricchi di additivi, dolciumi, fritture, cibi grassi in generale, salse, bibite gassate e alcolici».

Su cosa, invece occorre puntare?
«Dovremmo puntare su un regime alimentare che ci aiuti a recuperare l’energia ma che, nel contempo, ci permetta di smaltire i chili in più accumulati. Scegliamo allora tutti quegli alimenti con un basso apporto calorico e un basso contenuto di zuccheri, ma ricchi di vitamine e sali minerali. Quindi frutta e verdura di stagione come mela verde, papaia, cetrioli, broccoli, cavolfiore, sedano, tacchino e pollo per attivare il metabolismo dei grassi e permetterci di smaltirli più in fretta».

Per non subire troppo lo sbalzo feste e post-feste, ci può consigliare qualche piccola astuzia spezza-fame?
«Per spezzare la fame si potrebbe optare per un frutto fresco, che idrata e aiuta a fare il pieno di vitamine, oppure per i semi di zucca, ricchi di triptofano, precursore della serotonina, utile nel recupero di tutte le energie necessarie per affrontare gli impegni della giornata e riabituarci ai ritmi lavorativi».

Se si vuole seguire un semplice programma detox, cosa consiglia?
«Sicuramente bere tanta acqua e tisane che aiutano a depurare l’organismo da tutti gli eccessi e aiutano a drenare i liquidi in eccesso. Scegliere alimenti semplici come broccoli, ricchi di sostanze capaci di attivare enzimi, che agiscono nel processo di detossificazione dell’organismo, nonché aumentare il consumo di verdure a foglia verde poiché la clorofilla in esse contenuta aiuta a disintossicare dai metalli pesanti. Privilegiare infine i carciofi, che esercitano un’azione detossificante e depurativa nei confronti del fegato».

Ci può consigliare uno schema alimentare giornaliero?
«A colazione una tisana di rosa canina accompagnata da gallette con marmellata ai frutti rossi . Per lo spuntino consiglio una mela verde. A pranzo, riso con carciofi e petto di pollo ai ferri con contorno di finocchi. Per merenda dei semi di zucca e a cena una crema di patate e spinaci con crostini al rosmarino».

 

Fonte: Repubblica.it

Ecco i figli vip attesi nel 2018

T

ra i più attesi a livello mediatico ci sono il figlio di Chiara Ferragni e Fedez, Leone, e il royal baby numero tre, figlio di Kate Middleton e il Principe William.

Ma navigando sul web, e tra i post dei profili social di celebrities italiane e straniere, sono tantissime le mamme vip che mostrano orgogliose pancini e pancioni, in attesa del primo, secondo, terzo e per alcune perfino quarto figlio nel 2018.

 

A battere tutti sul tempo sono stati  il bebé di Jessica Alba – Hayes, nato il 31 dicembre 2017, il primo maschietto di casa dopo due bambine, Haven e Honor – e la bambina di Laura Freddi, Ginevra, nata il 3 gennaio “alle 9,33 con un peso di 3,670!!!”, come commenta orgogliosa la neo mamma.

Tra gli appassionati di sit com fa notizia la gravidanza di America Ferrara, alias Ugly Betty, che ha rivelato la notizia con un tenero post su Instagram, ma in attesa del primo bebé è anche l’attrice Kristen Dunst, 35 anni, che aveva rivelato di volere un figlio dal compagno Jesse Plemons e ancora non ha reso ufficiale la notizia, ed Eva Longoria, che a maggio darà alla luce il primo figlio, a 42 anni, “dono” del terzo marito José Antonio “Pepe” Bastón.

Miranda Kerr,

Celebrities in dolce attesa: ecco i figli vip attesi nel 2018

Di sicuro c’è che il Principato di Monaco nel 2018 accoglierà ben due nuovi nati: Pierre Casiraghi e Beatrice Borromeosono di nuovo in dolce attesa mentre il loro Stefano compierà 1 anno il 28 febbraio, e così anche Andrea Casiraghi e Tatiana Santo Domingo, a quota tre dopo Alexandre (4) e India (2).
In casa Kardashian i festeggiamenti saranno perfino tre: l’ultima a rendere noto la gravidanza è Khloe Kardashian, dopo l’annuncio di Kim che assieme a Kanye West aspetta il terzo figlio (ma da madre surrogata) e quello di Kylie Jenner, in attesa di un bebè dal compagno Travis Scott. 

Secondogenito in arrivo anche per Adam levine, frontman dei Maroon 5, e l’angelo di Victoria’s Secret e Behati Prinsloo, già genitori di Dusty Rose (1 anno); per la modella Chrissy Teigen e il cantante John Legend (dopo la piccola Luna); e per l’attore premio Oscar Eddie Redmayne e la moglie Hannah Bagshawe.

Anche Andy Murray sarà di nuovo papà: la notizia è arrivata alla vigilia di Wimbledon, assieme alla moglie Kim Sears hanno già una bimba, Sophia, di un anno e mezzo. L’ex collega tennista Andy Roddick ha invece da poco stappato una bottiglia di champagne per l’arrivo del secondo maschietto, avuto dalla moglie Brooklyn Decker, supermodella e attrice americana.

Anche i due ex protagonisti di “Uomini e donne”, Francesco Arca e Irene Capuano aspettano un maschietto che farà compagnia a Maria Sole, nata 2 anni fa: “Sembriamo in tre ma siamo in quattro”, commenta lei una foto postata su Instragram.

Chiara Maci, food blogger, affida alla figlia Bianca (3 anni) il compito di ritrarla con il pancione: ex mamma single è ora in attesa del secondo figlio, Andrea, dal nuovo compagno, lo chef siciliano Filippo La Mantia.

Figlio numero tre per il calciatore Lionel Messi, che dalla moglie Antonella Rocuzzo ha già avuto Thiago e Mateo, e per Jack Osbourne (figlio del cantante) e sua moglie Lisa.

Infine, menzione speciale per le mamme vip in attesa del quarto figlio: si tratta di Barbara Berlusconi, che dopo Alessandro (8) ed Edoardo (6) nati dalla relazione con Giorgio Valaguzza e Leone (8 mesi) avuto dal compagno Lorenzo Guerrieri, aspetta un altro bebè per il  nuovo anno. Chissà se finalmente il fiocco sarà rosa…

BaldwinBabyBump4: così commenta il suo pancino tondo Hilaria Baldwin, seconda moglie dell’attore Alec Baldwin, già padre di due maschietti e di Ireland, nata dal matrimonio con Kim Basinger.

 

Fonte: Repubblica.it

7 modi per farsi nuovi amici dopo i 30 anni (e vivere felici)

L’amicizia da adulti? Una strada spesso in salita e a tratti tortuosa, ma non impossibile da percorrere se c’è la volontà. Chi non ricorda i tempi del liceo o dell’università quando bastavano un drink o una chiacchierata per diventare amici e stringere legami che sembrava sarebbero durati in eterno? Una facilità di relazione alimentata dalla voglia di conoscenza e di esplorazione e dalla condivisione di momenti ed esperienze, quando la vita sembrava un grande ed entusiasmante appuntamento al buio. D’altro canto, come diceva il filosofo Ralph Emerson, “l’unico modo per farti un amico è essere un amico”. Una capacità che però sembra venir meno con l’avanzare dell’età, con il rischio a un certo punto di ritrovarsi soli “nel mezzo del cammin di nostra vita”. Oppure nella situazione di avere un sacco di conoscenze, ma nessuno da chiamare nei fatidici momenti di crisi.

In molti si ritrovano soli quando capita di dover cambiare lavoro o città. “Spesso capita che trasferendosi si soffra per la lontananza degli amici conosciuti durante la scuola”, sottolinea Alessandra Cirulli, psicologa e psicoterapeuta a indirizzo sistemico-relazionale. “Le amicizie che nascono nei contesti scolastici, infatti, restano quasi indelebili perché da giovani si tende a esporsi di più ai rapporti e a stabilire relazioni più profonde. Mentre con l’ingresso nell’età adulta si adotta un’ottica più individualistica e spesso accade che il partner e i figli occupino il tempo una volta dedicato agli amici”. Non a caso, secondo uno studio dell’università di Stanford, le persone attorno ai 30 anni sviluppano una sorta di sveglia interna che le porta a lasciar perdere la fase dell’esplorazione e a concentrarsi sul qui e ora. Ossia tendono a focalizzarsi su quello che è emotivamente importante in quel momento e per molti questo si traduce con il trascorrere la maggior parte del tempo con coniuge e prole.
Con il passare degli anni, inoltre, il tempo a disposizione diventa sempre più scarso, le priorità cambiano e si diventa più esigenti verso le persone. E, secondo alcune teorie sociologiche, diventa difficile soddisfare le tre condizioni cruciali per farsi degli amici stretti: la vicinanza, le interazioni ripetute e non pianificate e un ambiente che incoraggia le persone ad abbassare la guardia e a confidarsi l’uno con l’altro, come ad esempio ai tempi della scuola.

Alcuni, poi, si rendono conto di aver trascurato l’amicizia solo dopo un evento che gli ha sconvolto la vita, come ad esempio un divorzio. “Mi sono separata da mio marito a 40 anni e a un certo punto ho realizzato di non avere più una cerchia di amicizie”, racconta Elisabetta, 46 anni, dirigente scolastico. “Durante gli anni del matrimonio mi ero infatti concentrata principalmente su carriera e famiglia. Una situazione con cui mi sono dovuta confrontare quando ho cercato di organizzare una festa per il mio compleanno e nello stilare la lista degli invitati ho notato che tutti i miei amici risalivano ai tempi del liceo e del mio primo lavoro, mentre negli ultimi anni avevo solo accumulato contatti virtuali su Facebook e follower su Twitter”.

Gli ostacoli di natura psicologica
Ma quali sono i principali ostacoli di natura psicologica che si possono incontrare nello stringere nuove amicizie in età adulta? “Ritengo che siano principalmente due”, osserva Cirulli. “Il primo è la diffidenza, ad esempio nel contesto lavorativo per il timore che il collega parli in giro dei nostri segreti o di aspetti intimi della nostra vita privata, mentre il secondo riguarda l’insicurezza, con la paura di essere giudicati, che porta a chiudersi oppure ad apparire sfuggenti”. Come racconta Sara, 34 anni, infermiera: “Per me e mio marito stringere amicizia con un’altra coppia è una sfida. Non solo devi preoccuparti se piaci all’altra donna, ma anche se piaci a suo marito, se a tuo marito piace lei e così via”. Creare nuovi legami anche da adulti è dunque una scommessa difficile, ma non impossibile da vincere per chi voglia tentare.

L’obiettivo del 2018 è imparare a star bene con se stessa
LEGGI
7 consigli per stringere amicizia dopo i 30 anni

1) Capire che tipo di rapporto si sta cercando
La prima mossa è cercare di comprendere qual è il tipo di amico che si desidera avere. Ad esempio, qualcuno sarà interessato a condividere hobby, serate o momenti dedicati allo shopping. Mentre qualcun altro potrebbe cercare un confidente o una spalla su cui piangere. Capire che tipo di amico si sta cercando renderà dunque più facile attivarsi tramite i canali giusti per trovarlo.

2) Frequentare posti dove si possono condividere interessi o passioni
Un buon modo per stringere nuovi legami è di aprirsi a nuovi incontri tramite corsi specifici dove poter condividere interessi e passioni. Sì quindi a corsi di fotografia, giardinaggio, di lingua, di cucina. Chi ha figli, invece, potrebbe instaurare relazioni con i genitori dei compagni di scuola dei propri bambini per condividere esperienze ed emozioni. “In questo caso, infatti, il timore di essere giudicati è più basso e ci si sente più compresi perché ci si trova nella stessa fase di vita”, commenta Cirulli. Meno consigliata, invece, la palestra “che risulta troppo dispersiva”, osserva l’esperta.

3) Uscire con i propri colleghi di lavoro
Sul posto di lavoro si passa la maggior parte della giornata. Quindi perché non provare a frequentare qualche collega anche fuori dall’ufficio? “Se una persona ci ispira in maniera particolare si può rischiare e provare a uscire insieme. E se si teme di aprirsi per paura che le proprie confidenze vengano tradite lo si può fare anche a piccole dosi per valutare se è possibile fidarsi o meno”, consiglia la psicologa.

4) Essere intraprendenti e curiosi
Se ci si lascia trasportare in un tunnel in cui i rapporti sociali mancano del tutto può essere difficile uscirne, per cui il consiglio è di essere intraprendenti e attivi cercando di spezzare la routine quotidiana “proponendo in prima persona occasioni di incontro a vicini di casa, eventuali compagni di corso o colleghi”.

5) Combattere la timidezza e mostrarsi aperti
Spesso può capitare di non riuscire ad avvicinarsi agli altri e di sentirsi esclusi. Ad esempio, in occasione dei ritrovi con i genitori dei compagni di scuola dei proprio figli o all’interno di una comitiva dove non si conosce nessuno. “In questi casi è bene però fare un po’ di autocritica su come ci comportiamo; il nostro atteggiamento potrebbe infatti far trasparire il desiderio di tenersi a distanza. Bisogna invece cercare di combattere la timidezza e mostrarsi aperti agli altri anche con la postura e le espressioni del volto”, sottolinea Cirulli.

6) Raccontare qualcosa di sé
Per chi cerca amicizie non superficiali e occasionali una buona mossa è raccontare qualcosa di intimo su di sé. “Può trattarsi anche di una piccola confidenza che però fa sentire l’altro lusingato ed emotivamente coinvolto permettendo di costruire relazioni significative”, spiega la psicologa.

7) No a tirchi e invidiosi
Infine, anche se la voglia di fare nuove amicizie è tanta, è bene restare selettivi. Ad esempio, evitando persone negative o ipercritiche che porterebbero solo stress e pesantezza o ancora chi è troppo votato all’adulazione e chi alla seconda uscita vi guarda con malcelata gelosia. Semaforo rosso anche per chi si mostra troppo avaro, considerato che, come dice un antico proverbio, chi è “stretto di mano lo è in genere anche di cuore”.

 

Fonte: Repubblica.it

15 idee per il ritorno alla normalità dopo le vacanze

nomi sono suggestivi: Christmas blues, post vacation blues, ma il concetto è semplice, parliamo di quella lieve depressione che ci coglie al rientro dalle vacanze (ma già qualche giorno prima) o nel post feste, in situazioni insomma in cui dovremmo essere immensamente felici. E che rischia di vanificare i benefici di quei giorni di libertà. Cosa possiamo fare per rimediare? Invece di guardare indietro, il trucco è guardare avanti con entusiasmo. Non è detto, infatti, che questo appuntamento in agenda debba essere una strada in salita. “Quello che cambia le cose è il modo in cui ci si rapporta a una situazione di stress”, assicura la dottoressa Pauline Wallin, psicologa e autrice del saggio: “Taming your inner brat: a guide for transforming self-defeating behavior” (Addomestica il tuo io viziato: una guida per trasformare i comportamenti controproducenti). “Lamentarsi, infatti, fa soltanto sentire peggio e, soprattutto, non aiuta a risolvere il problema”. Ma quali sono le soluzioni per gestire al meglio la transizione? La strategia, suggerisce l’esperta, comincia da un passo molto semplice: guardare avanti. Ecco, dunque, quindici idee per giocare d’anticipo e prepararsi al rientro.

1. Accetta l’idea
Invece di ruminare sulle emozioni negative associate alla fine delle vacanze, guarda alla ripresa come a un nuovo inizio. In parte, infatti, è di questo che si tratta. Perché tornare al lavoro o rimettersi sui libri è una necessità che “incrocia” i buoni propositi del rientro o del nuovo anno. “Fra questi, perché no, potrebbero esserci nuovi obiettivi professionali: un cambio di lavoro, di carriera, un corso di formazione, un aumento di stipendio o anche una migliore gestione del proprio tempo e dell’attività professionale”, suggerisce Wallin.

2. Preparati al cambiamento
Se durante le vacanze hai potuto gestire il tempo a piacimento, è chiaro che le cose stanno per cambiare. Non sarà più possibile, per esempio, dormire a lungo al mattino o riposare nel pomeriggio. Per evitare di svegliarsi assonnati e di pessimo umore il primo giorno di lavoro, comincia ad affrontare il “social jet lag” qualche giorno prima del rientro, risincronizzando l’orologio biologico con quello della vita che ti aspetta e dandoti una mossa.

3. Vai a letto prima
Altrettanto importante è far scorta di sonno. Speculare al consiglio precedente, anticipa ogni sera l’ora per andare a letto. Come in tutte le situazioni di stress, la percezione della realtà è influenzata in maniera inversamente proporzionale dalla quantità e qualità del sonno. La buona notizia, in questo caso, è che si tratta di una variabile che puoi controllare interamente. Figli permettendo.

4. Stila un elenco/1
Elenca le ragioni del tuo malessere e gestisci ogni voce separatamente. Il sovraccarico emotivo, infatti, può essere il risultato di una sommatoria di elementi. Il micro-managing – cioè la gestione di ogni singola variabile – dà la sensazioe di avere un maggiore controllo della situazione, senza contare il fatto che può essere l’occasione per implementare delle soluzioni a medio e lungo termine.
5. Stila un elenco /2
“Non pensare solo alle cose negative: elenca anche le cose che ti fanno felice a proposito del ritorno alla normalità”, propone la psicologa. “Nella lista ci possono essere i colleghi che sono diventati amici, il fatto di condividere i racconti delle vacanze o anche, più semplicemente, la possibilità di avere un impiego e uno stipendio, mentre altre persone cominciano l’anno mettendosi alla ricerca di un lavoro”.
6. Fai spazio
Riordinare la casa e il proprio posto di lavoro è un modo per ripartire con più energia. Il decluttering, inoltre, può essere utilizzato come una vera e propria forma di self-help, perché è un invito a liberarsi di quello che non serve, a intervenire nel proprio ambiente e modificarlo con un occhio attento all’armonia. Avere una scrivania in ordine, inoltre, mette nella miglior disposizione d’animo per lavorare.
7. Fai sport
Potrebbe benissimo trattarsi di una risoluzione del nuovo anno, ma vale anche nel post vacanze estive. Dedicarsi a un’attività sportiva aiuta a scaricare la tensione e a fare scorta di ormoni del buon umore. Con il vantaggio aggiuntivo che l’esercizio fisico aumenta la motivazione, libera la mente e regala un corpo più tonico a cui ci si può dedicare anche in vista della bella stagione.

8. Fai qualcosa di buono per qualcuno
Oltre a beneficiare chi li riceve, gli atti di generosità gratuita sono uno straordinario “mood booster”. Dunque, fai qualcosa di speciale per una persona che sai essere in un momento di difficoltà. Non occorre nulla di straordinario, bastano un gesto, un aiuto, un piccolo dono inatteso.
9. Organizza le finanze
Passata la bulimia dei regali, per chi ha esagerato con la carta di credito, arriva il momento di tirare le somme. Prenditi del tempo per analizzare la tua situazione finanziaria e per valutare quali sono gli spazi per migliorare le cose nel nuovo anno. “L’importante è non focalizzarsi sulle dimensioni del proprio budget, perché questo contribuisce ad aumentare lo stress, ma cercare un modo proattivo per gestire il conto economico”, propone Wallin.
10. Fai qualcosa di buono per te
In particolare durante le feste si corre il rischio di pensare più agli altri che a se stessi. Terminata la frenesia del momento, potrebbe esserci l’occasione per farsi un piccolo regalo. Ma anche per ritagliarsi del tempo per sé, per leggere un libro, vedere un film, visitare una mostra, sedersi a meditare per un quarto d’ora la sera, prima di andare a letto.
11. Sorridi
Anche se all’inizio il sorriso può essere forzato, è il miglior alleato per ridurre lo stress e per sentirsi più felici, perché sorridere (è provato) stimola la produzione delle endorfine. In pratica, il cervello reagisce al sorriso deliberato come se fosse un sorriso naturale.
12. Ripianifica la giornata
Una fra le ragioni di maggior stress è la mancanza di tempo. Il ritorno alla normalità può essere l’occasione per re-ingegnerizzare, magari con il partner, le tue giornate e immaginare se e come trovare un equilibrio fra le varie voci in agenda. “Non dimenticate che la routine ha il vantaggio di ridurre il numero di scelte che vanno compiute nel corso della giornata e questo, se sotto un certo punto di vista è un limite, sotto altri è un indiscutibile aiuto”.

13. Programma la settimana
Per la prima settimana di lavoro, metti in agenda qualcosa che ti fa felice e a cui guardi con entusiasmo: un pranzo con una collega o un caffè con un’amica, una cena a due o un weekend fuori città. Insomma, programma qualcosa di speciale che contribuisca a farti guardare avanti con entusiasmo.

14. Cambia le parole
“Invece di dire: “Detesto l’idea di tornare al lavoro”, usa per esempio “Sono contenta di riprendere in mano il progetto che ho interrotto”. È molto importante fare attenzione al nostro dialogo interiore e scegliere le parole che possono metterci nella migliore disposizione d’animo”, suggerisce Wallin.

15. Riscopri la gratitudine
Comincia la giornata pensando a tre cose per cui ti senti grata. Possono riguardare il passato, il presente o qualcosa che ti aspetti dal futuro: l’importante è trovare tre buone ragioni ogni giorno, prima di alzarsi dal letto, per affrontare i propri impegni con entusiasmo. La stessa regola si può applicare anche per rispondere (mentalmente) alle contrarietà che possono capitare nella quotidianità.

 

Fonte: Repubblica.it

I must have beauty da comprare con i saldi

Saldi, anche in bellezza! Il 5 gennaio partono gli sconti di stagione che, già da qualche tempo, interessano non soltanto abbigliamento e accessori, ma anche l’universo beauty, con promozioni che arrivano a sfiorare anche il 50 e 70 per cento, in profumeria, farmacia e, sempre più, online. In attesa di scoprire quali saranno le occasioni di stagione da cogliere al volo, possiamo cominciare a fare un punto su tutto quello che abbiamo visto nel 2017 a proposito di make up, skin care, profumi e trattamenti per il corpo, per capire anche se abbiamo soddisfatto ogni desiderio oppure abbiamo dovuto rinunciare a qualcosa.

Due novità in ambito profumi, ad esempio, sono da segnalare: il nuovo profumo Chanel, Gabrielle, dedicato proprio a Mademoiselle e il primo profumo Tiffany, ovviamente racchiuso in una scatola dall’iconico colore. Per i trattamenti viso, invece, segnaliamo, prodotti anti-ossidanti alla vitamina C, ad esempio il trattamento Clinique Fresh Pressed illuminante della durata di una settimana e anti-inquinamento, con estratti di curcuma e attivi riparatori. In ambito make up, il 2017 ha visto labbra in primo piano, con rossetti e gloss di nuova generazione, dalla consistenza sempre più confortevole e dalla durata sempre più lunga. Una novità speciale anche per lui: l’olio da barba Gucci Absolute Beard Oil che profuma come l’omonima fragranza. Infine, da segnalare i 30 anni di una linea viso iconica: Skin Caviar di La Prairie, che festeggia l’evento con un nuovo prodotto, Skin Caviar Absolute Filler che ridona compattezza al volto.

Continua a Leggere..

Saldi invernali 2018: 5 segreti per non sbagliare un acquisto

a stagione dei saldi invernali 2018 inizia ufficialmente venerdì 5 gennaio 2018 nella maggior parte delle regioni italiane. Il periodo dei ribassi continuerà fino a marzo inoltrato mentre in Campania durerà fino al 2 aprile. Si tratta di circa tre mesi di offerte che vanno calibrate senza farsi prendere da inutili entusiasmi. Più di cosa comprare, infatti, conta come fare gli acquisti. Abbiamo così pensato a una guida breve ed efficace per fornirvi una sorta di bussola, un vademecum per non perderervi tra le molte offerte e soprattutto per non cadere in tentazioni che vi toglieranno tempo e denaro. Per questo, ecco 5 consigli cardine da tenere sempre a mente prima di fare shopping. Con le tendenze invernali che dureranno anche nei prossimi anni e i trend primaveri a cui ispirarvi per fare un acquisto lungimirante.

5 CONSIGLI PER I SALDI INVERNALI 2018
1) Fare shopping da sole
Contariamente a quanto si possa immaginare, durante i saldi è meglio andare da sole a fare acquisti. Il motivo è presto spiegato: nel caos dei ribassi, ci si muoveì con più agilità quando non si deve aspettare nessuno. E in fatto di tempo, poi, se ne risparmia molto quando non si deve attendere amiche, madri o figlie in fila alla cassa o in coda nei camerini. Può sembrare un po’ egoistico, è vero, però funziona.

2) Di moda sì, ma che sia unico
Nelle guide ai saldi, si legge spesso di non acquistare prodotti troppo di tendenza. A nostro parere, la regola è abbastanza sbagliata. Vale infatti la pena di investire su un abito, una borsa o un paio di scarpe figlie della moda del momento soltanto quando questi pezzi sono unici, rispecchiano la personalità di chi li acquista e quindi sono destinati a durare nel tempo. Nell’armadio di una donna o di un uomo, infatti, non ci sono solo articoli classici (sarebbe troppo noioso) ma anche vestiti e accessori che danno carattere e stile proprio grazie alla loro unicità. Qualche esempio di pezzi unici?Le borse decorate dell’autunno/inverno, gli stivali glitter che hanno illuminato tanti red carpet ma anche le paillettes che saranno uno dei materiali più usati nella prossima primavera estate 2018.
Gli stivali più discussi (e desiderati) dell’anno sono questi di Saint Laurent
Gli stivali più discussi (e desiderati) dell’anno sono questi di Saint Laurent
3) Classico? No, continuativo.

 

Segnatevi questo vocabolo: continuativo. È un aggettivo che stilisti, marchi e maison utilizzano per descrivere quelle parti di collezione che troverete sempre nei loro punti vendita. Sono il nuovo classico e rappresentano la migliore reinterpretazione dei capi basici che tutti conosciamo (cappotti, tubini, stiletto, maglioni, T-shirt). Sono da preferire ai capi classici proprio perché hanno tagli, materiali e dettagli più contemporanei. I colori, poi, sono fondamentali: nero, blu (che poi è stato il colore protagonista dell’inverno 2017), grigio, cammello sono da tenere sott’occhio. Ma anche il rosso fuoco non è da sottovalutare: è un tono che praticamente funziona come un basico se accostato a cammello, grigio e blu. Ovviamente fate attenzione alle truffe: spesso si incontrano merci provenienti da anni precedenti e da stagioni passate. Se ritenete di essere state raggirate, non esitate a segnalare la questione al Codacons.
Blu, il colore dell’inverno 2018, tono destinato a durare per sempre. Qui un look di Dior
Blu, il colore dell’inverno 2018, tono destinato a durare per sempre. Qui un look di Dior
4) Mai e poi mai una taglia in meno (forse una in più)
La tentazione è forte: trovare l’oggetto del desiderio al 50% o 70% di sconto ma di una taglia in meno. Il paio di stiletto preferite. La giacca culto. O il cappotto caldissimo e dal grande carattere. Bene, lasciate perdere: le scarpe vi faranno male e gli abiti vi staranno malissimo. Se poi state per intraprendere una dieta e volete perdere una taglia, meglio aspettare di essere dimagrite. Comprate solo e soltanto i pezzi della vostra misura. Al contrario, si può azzardare una taglia in più per giacche e cappotti: l’effetto oversize, come impone l’ormai ricorrente Power-Dressing, continuerà ancora a lungo.

5) La strategia degli ultimi giorni
È vero: i primi giorni di saldi sono i più importanti di tutti, quelli dove si trovano le migliori occasioni della stagione. Allo stesso tempo, però, non vano sottovalutati gli ultimi giorni, quelli del ‘fuori tutto’. In questo lasso di tempo, infatti, i prezzi diventano davvero interessanti e potreste essere fortunate da trovare un capriccio, da togliervi uno sfizio che mai prima avreste potuto concedervi. Ritornare, quindi, nello stesso negozio alla fine dei ribassi è quindi un’abitudine da riprendere o da scoprire.

 

Fonte: Repubblica.it

Hangover, rimedi beauty post-party

Si può seguire l’esempio di Kate Moss che, per riprendersi dalle nottate insonni, ha rivelato che segue un metodo appreso da Joan Crawford nel film Mammina cara: riempire il lavandino di acqua, ghiaccio e cetrioli e immergervi il viso. Pelle più tonica e luminosa e viso sgonfio in un attimo! E soprattutto sensazione di spossatezza e sonno spariti d’un tratto. Certo, occorre una buona dose di coraggio, ma pare che il boost energetico sia garantito. D’altronde se il suggerimento arriva dalla regina del clubbing notturno, non ci resta che darle credito. In alternativa, se proprio pensate di non farcela, c’è invece il metodo più soft della modella Miranda Kerr: «Prima mi faccio una doccia, poi mi spruzzo un po’ di Calming Lavender Mist di Kora Organics (brand beauty organico da lei fondato) su tutto il corpo e mi metto due fette di cetriolo fresco sugli occhi», ha spiegato a Vogue Australia. «Anche una nuotata nell’oceano o un bagno turco con olio di eucalipto possono davvero fare miracoli». Se non si avesse a disposizione l’oceano, anche una piscina vicino casa potrebbe bastare.

OBIETTIVO: SOPRAVVIVERE
Perché l’obiettivo è uno solo: rimediare a una nottata insonne e a base di sregolatezze, come può essere l’ultima notte dell’anno, presumibilmente ad alto tasso alcolico. Hangover, la chiamano gli inglesi, ovvero “stato poco vigile” cui occorre porre rimedio. Ricordate Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany quando si sveglia il mattino dopo la festa nel suo appartamento, con mascherina sugli occhi e distesa sul letto incapace di sollevarsi? Ecco, l’1 gennaio potreste ritrovarvi così, con tanto di nausea, mal di testa, spossatezza generale accompagnate da pelle secca e disidratata, occhiaie e borse, rossori e grigiori sul viso che necessitano di rimedi su più fronti, a cominciare da una buona idratazione, da dentro e da fuori.

IDRATARE
Si può cominciare la giornata con un bicchiere di acqua e limone, per ristabilire l’equilibrio alcalino dell’organismo. E continuare durante il giorno bevendo molta acqua e succhi ricchi di vitamine e principi attivi reidratanti. Per la pelle secca, arrossata, utilizzare creme e maschere a base di ingredienti e principi attivi in grado di trattenere l’acqua sulla superficie della pelle, come acido ialuronico, squalene, glicerina. Il dermatologo Joshua Zeichner afferma: «Mentre la pelle è normalmente in grado di auto-ripararsi, la mancanza di sonno e il consumo di alcol ne favoriscono invece la disidratazione con conseguente secchezza, infiammazione e desquamazione con prurito». Da qui l’esigenza di prodotti lenitivi e riparatori, oltre che anti-ossidanti.
Riparare e proteggere
Un’altra conseguenza dell’eccessivo consumo di alcol infatti è la perdita da parte dell’epidermide delle sostanze in grado di proteggerla dai radicali liberi. Sì dunque a creme, sieri e maschere anti-ossidanti a base di vitamina C e ceramidi. Sempre il dott. Joshua Zeichner consiglia: «Gli antiossidanti contenuti nell’acqua di cocco hanno dimostrato di contribuire a migliorare i sintomi da hangover, mentre i probiotici aiutano la pelle infiammata calmandola e riportandola uno stato più ottimale».

SGONFIARE E DRENARE
L’alcool poi, si sa, è causa di ritenzione di liquidi e gonfiori. A parte il corpo, che smaltisce i liquidi in eccesso quando si beve molto, soprattutto succhi detox e drenanti, gli occhi subiranno le peggiori conseguenze con borse e occhiaie, frutto anche di una cattiva circolazione. Armatevi dunque di prodotti a base di caffeina drenante e, possibilmente, con punta roll on in metallo, decongestionante. In alternativa, fate degli impacchi con fondi di caffè. Da evitare invece la caffeina per tutto il giorno, per non sovraccaricare ulteriormente il fegato, già impegnato nello smaltimento delle scorie della sera precedente. E poi maschere da tenere sul viso durante il giorno, detossinanti, idratanti e decongestionanti e sleep pack per la notte, per essere sicure di ritrovarvi, il mattino successivo con la pelle a posto. E poi spray energizzanti da spruzzare sul volto durante il giorno, a base di acqua termale. Senza dimenticare una pulizia profonda, che quasi sicuramente avete omesso di effettuare la sera precedente, con acqua micellare bifasica o spazzole detergenti ultrasoniche. Se ne avete, passate sul viso uno di quei device high tech in grado di stimolare la circolazione e ridare una carica energetica alla pelle.

RIMEDI “ALTERNATIVI”
Alcuni studi effettuati dall’Australia’s Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (CSIRO) suggeriscono che bere succo di pera asiatica prima di una notte fuori può alleviare i sintomi da eccesso di alcol poiché alcuni componenti della pera sono enzimi chiave nel buon funzionamento del corpo aiutandolo a metabolizzare l’alcol più velocemente. Solo, dovete berlo prima. Ma tra i rimedi più strani c’è anche il cerotto anti-hangover, come il Bytox, in vendita in Inghilterra, da applicare sulla pelle circa 45 minuti prima che la festa abbia inizio e in grado di alleviare i sintomi. E poi ci sono bevande che riequilibrano le sostanze perse durante la sbronza e aiutano l’organismo a disintossicarsi dall’alcol, se bevute durante o subito dopo. Non si sa quanto efficaci. Ma, nel caso, potete sempre riempire il lavandino di acqua gelata e immergervi la faccia, come Kate Moss.

 

Fonte: Repubblica.it