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Emporio Armani travolge Milano con una sfilata-evento che lascia il segno

È l’evento voluto da Giorgio Armani per dare nuova linfa alla sua linea più giovane, collezione fondata nel 1981 e oggi in cerca di nuovi significati e di ancor più efficacia dopo un anno di riorganizzazione aziendale e di marchi che ha visto impegnatissimo Re Giorgio e la sua azienda.
L’impulso dato da questo spettacolo senza precedenti (è la prima volta che l’aeroporto di Linate viene aperto a un evento di questo genere) funziona tanto per l’immaginario di Emporio quanto come simbolo dell’impresa privata e di una città, Milano, che quando si uniscono sono in grado di organizzare sinergie così forti da far brillare tutti, dall’industria alle istituzioni.

 

Fonte: Repubblica.it

La bellezza sfila a New York, tra rose, labbra surrealiste e pizzi tattoo

Sento che la moda si è in qualche modo persa un po’ ed è facile per tutti essere travolti da tendenze che hanno perso il contatto con la realtà, con ciò che donne e uomini vogliono indossare”. Con questa frase dello stilista Tom Ford si è aperta la settimana della moda newyorchese, dove le prime tendenze di bellezza per la prossima primavera e estate hanno cominciato a delinearsi e a prendere forma. Una New York a tratti sorprendente, che ha visto trucco e parrucco varcare la soglia della sperimentazione in maniera più prepotente rispetto al solito, dando concretezza al pensiero di Ford. Terreno, quello sperimentale, solitamente appannaggio di Londra che, sempre in ambito make up, regala solitamente poche idee portabili ma ricchi spunti che spesso prenderanno forma più concreta e definita nei mesi successivi. Sorprende che la pragmatica New York stia spostando l’attenzione verso il surreale, l’onirico a volte e spesso verso il gioco manieristico, anche se lo sguardo al reale è sempre fortissimo.

E se durante le scorse stagioni le passerelle sono state spesso teatro di protesta, una sorta di prolungamento di quello che stava accadendo nelle strade, dal movimento #metoo alle proteste anti-Trump, fino al nuovo empowerement femminile e alla protesta anti-armi di Everytown for Gun Safety e quella black di Black Lives Matter, questa volta il New York Magazine segnala che “la famiglia e le culture di accettazione ed esclusione sono state un tema forte in questa stagione” e soprattutto “che la famiglia non è dettata dal sangue e che c’è spazio per ogni individuo nella comunità della moda. Ci vuole una folla per distinguersi… È impossibile essere se stessi senza una comunità. I migliori stilisti della New York Fashion Week in questa stagione sembrano aver dato ascolto a questo consiglio. Ma hanno anche dimostrato che l’età non è necessariamente correlata a uno spirito giovanile; chiunque può averlo, anche Ralph Lauren, che ha 78 anni e ha festeggiato il 50esimo anniversario del suo brand”. Ma anche Jeremy Scott, che con la sua collezione ha voluto celebrare la sua carriera e i suoi ricordi, i riferimenti pop-culturali, l’iconografia di riviste e fumetti, l’incredibile tavolozza di colori, l’infanzia e i centri commerciali americani. Ecco dunque dominare il colore, i cui primi segnali si erano visti la scorsa stagione, una nuova idea di romanticismo ma senza dimenticare il classico, traducibile con trucco nude e smokey eyes, un po’ il marchio di fabbrica delle sfilate newyorchesi e, in generale, quello stile effortless chic fatto di acconciature semplici, naturali, ma solo all’apparenza.

NEW ROMANTIC
Femminile ma non stucchevole, intensa. Così è la visione romantica alla New York Fashion Week. Con il rosa che domina in soluzioni innovative, il golden rose utilizzato per le labbra metalliche di Jeremy Scott, gli chignon slim della sfilata Brock Collection, ispirati a una diciassettenne Liv Tyler protagonista del film del 1996, Stealing Beauty e le bocche delle modelle di Ulla Johnson, colorate di un rosa magenta brillante ma con finish smudge, come appena morsicate. Ad alzare l’asticella del new romantic, però, sono le teste “fiorite” viste da Rodarte, l’hair look del quale si è forse più parlato. Creato dall’hair stylist Odile Gilbert, è stato ispirato da un roseto e pensato per sembrare “romantico e sfatto nello stesso tempo, decadente”, ha spiegato Gilbert. Che ha creato un’acconciatura diversa per ogni modella, quindi onde lunghe e sottili con rose intrecciate, updo di ogni forma e perfino chiome afro, ma sempre accessoriate da fiori e accessori vari, tra i quali anche uccelli in metallo ispirati all’Art Déco. Delicatezza, invece, ispiravano i tattoo in pizzo apparsi sulla pelle delle modelle di Dionne Lee, così reali all’apparenza da confondersi con i pizzi veri del tessuto degli abiti, dai quali la make up artist Erin Parsons ha preso spunto.

SPERIMENTAL LIPS
Le labbra sono state oggetto di vera sperimentazione, con soluzioni forse non portabili se non in occasioni speciali, ma di sicuro e forte impatto. A cominciare dai glitter foil per le golden rose lips di Jeremy Scott, ovvero bocche metallizzate oro-rosa dettate dai ricordi anni ’80 dello stilista, il quale ha raccontato di essersi ispirato all’atmosfera anni ’80 del NYC Club Kid e del clubbing newyorchese in generale. “Ho preso ispirazione dalle vecchie Polaroid che ho realizzato dal 1996, sperimentando il trucco e le acconciature che ho creato su me stesso prima di portarle in passerella. C’è qualcosa in quell’effetto glamour del labbro che mi ricorda la mia gioventù selvaggia”. Effetto glamour che la make up artist Kabuki ha realizzato utilizzando dei fogli in lamina color oro-rosa da applicare sulle labbra con una speciale colla per ciglia. Lo stesso finish, ha spiegato la truccatrice, lo si può ottenere premendo dei glitter sul rossetto. Stesso mood sperimentale le marble lips di Eckhaus Latta, ovvero un effetto marmorizzato che la make up artist Kanako Takase ha “rubato” al trucco che i bambini amano farsi, multicolor e iper-lustry come “un acquerello”. Un trend che sicuramente catturerà la fantasia delle giovani instagrammer.

LO SMOKEY EYES NON TRAMONTA MAI
Di sicuro effetto se l’obiettivo è un look sofisticato, lo smokey eyes viene proposto a ogni stagione e spesso oggetto di sperimentazioni varie. A New York non è passato inosservato quello proposto dalla make up artist Diane Kendall per Tom Ford, intenso, una variazione sul tema dei toni beige, marrone e taupe con qualche riflesso d’oro che soddisfa in pieno il ritorno alle atmosfere seventies portate in passerella dallo stilista che lo ha definito come “il look più sensuale da diversi anni”. Una sorta di “cubo di Rubik” secondo la truccatrice, ricco di numerose sfumature e ottenuto grazie all’utilizzo di non meno di dieci prodotti, tra i quali ombretti in crema e in polvere, definiti da una linea di eyeliner lungo la rima ciliare e con un leggero effetto bagnato conferito dall’utilizzo di un balsamo per labbra al centro della palpebra e sfumato con un pennellino. “Questo trucco funziona meglio con l’eyeliner piuttosto che con l’ombretto, poiché è più pigmentato e più difficile da fondere da solo”, ha spiegato la Kendall.
WELCOME COLORS!
Il colore, che si è fatto strada nelle ultime due stagioni, ha trovato il modo per esplodere in tutta la sua ricchezza cromatica, tale da trasformare il viso in una tela pop ma anche in grado di stupire con la sua semplicità. Si passa dunque dalle labbra blu-nero di Christian Cowan ai tratti iper-grafici e glitterati che sembrano arrivare da un’altra galassia di Tadashi Shoji, nei toni argento, blu, rosso. Da Anna Sui, invece, Path McGrath ha utilizzato il colore con un effetto soft, sugli occhi ma anche sulle tempie e sulla fronte delle modelle, come un pastiche ad acquerello tra il giallo, il fucsia e l’arancione. La make up artist Bobbi Brown, invece, ha dato vita a un mood giocoso, con ciglia rivestite da uno spesso strato di mascara rosa, mentre le labbra avevano solo un tocco di colore al centro, come se le modelle avessero appena mangiato un ghiacciolo. I colori dei ritratti di Picasso sono stati invece l’ispirazione del make up Rodarte definito “grafico e delicatamente geometrico”, opera di James Kaliardos e ispirato da una visita alla mostra Picasso 1932 – Love, Fame, Tragedy, presso la Tate Modern. Ispirato dunque ai ritratti dell’artista spagnolo, il trucco vede impiegati tre colori, rosa, giallo e blu: “Non volevo che fosse effetto block o con bordi o linee nette, volevo un effetto saturo, una morbida geometria sul viso. Una forma rettangolare di colore ma che non assomigliasse a un ombretto Instagram”, ha spiegato Kaliardos. E mentre le rose nei capelli e i colori degli occhi variavano da modella a modella, tutte indossavano lo stesso colore di rossetto, un rosso scelto perché “sembra piuttosto grafico, come un dipinto di Salvador Dalí, che funziona su tutti”.

Capelli: le 5 tendenze dell’autunno e inverno, tra vintage mood, raccolti easy, onde e trecce
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CAPELLI: SEMPLICITÀ “OUT OF BED” ED EFFETTI WET
Se il messaggio degli hair styling della scorsa stagione, a New York, è stato “semplice ma non noioso”, questa volta i capelli si prendono una rivincita con hairdo più elaborati e scenografici, ispirati agli anni ’80, che convivono comunque con hair look simply chic in versione naturale. In passerella, dunque, si è visto di tutto: dai bun raffinati alle vivaci e colorate parrucche, fino a raccolti effetto beehive, sfidanti la forza di gravità. Il look naturale, poco costruito, si materializza nelle acconciature “Inwoke up like this” create dall’hair stylist Kien Hoang per Nicole Miller, con onde e ricci non strutturati, come per evidenziare il fatto che ci si trova nella “città che non dorme mai”. Effortless chic il mood visto da Milly by Michelle Smith, dove Odile Gilbert ha utilizzato un ferro arricciacapelli per dare ai capelli “una texture naturale”, quindi ha lavorato le onde con le punte delle dita per il perfetto look “out of bed”. Tutta americana, invece, l’allure delle modelle di Brandon Maxwell messe a punto da James Pecis, mentre l’effetto wet, tipicamente estivo, ha trovato piena realizzazione da Calvin Klein, dove la parola d’ordine è stata “clean” tradotta in teste bagnate, dalla doccia o dal mare, realizzate da Guido Palau, l’hair stylist per il quale nei backstage nulla è dato per scontato e che per realizzare le sue visioni non esita a tagliare e colorare chiome seduta stante. L’ispirazione è stata al film Jaws e le acconciature prevedevano capelli asciutti e vaporosi in cima e gocciolanti sulle punte. Su alcune modelle, le scollature sono state truccate con dei prodotti lucidi per dare la sensazione di umido, come se fossero appena uscite dall’oceano, all’insegna del ricercato realismo. Semi-wet invece l’hair look di Prabal Gurung, con un raccolto destrutturato effetto legermente web dal mood sporty chic.

Capelli: le 5 tendenze dell’autunno e inverno, tra vintage mood, raccolti easy, onde e trecce

Il blow-dry è tornato”, ha dichiarato l’hairstylist Anthony Turner dai backstage di New York. Ma non solo messe in piega e look definiti, perché le tendenze capelli emerse dalle passerelle autunno e inverno 2018-19 parlano anche di occhiate lanciate al passato, in ordine sparso e con punte di rivisitazione che toccano anche eccessi, come volumi extra e chiome grunge e ribelli, nonché il recupero di accessori che pensavamo ormai dimenticati, approcci minimali che danno nuova definizione al naturale e raccolti che prediligono chignon effetto beehive e top knot, ma anche le intramontabili ponytail. Queste, in sintesi, le “teste” che vedremo la prossima stagione, secondo quanto emerso dai backstage delle sfilate.

APPROCCIO MINIMALE EFFORTLESS CHIC
Non tramonta lo stile naturale, quello che necessita di pochi interventi di styling e che si caratterizza con onde e chiome naturalmente mosse. Ispirato a una perfetta french girl, ad esempio, è l’hair look di Chloé opera dell’hair stylist Paul Hanlon, che ha voluto richiamare lo spirito seventies con onde morbide e frange, mosse e micro. Anche se il massimo dell’effortless chic appartiene a Valentino e alle sue ragazze “sofisticate e femminili”, come le ha definite Guido Palau, che in collaborazione con Pierpaolo Piccioli ha creato due eleganti acconciature, perfette anche per il mondo reale: una coda bassa, indossata dalla maggior parte delle modelle, con leggero effetto messy conferito da ciuffi che scendevano lungo il volto, per rendere il raccolto meno severo e chiome sciolte ricoperte in parte da sontuose sciarpe e foulard. In alternativa, onde super-lisce che seguivano i movimenti del corpo e con texture naturali come da Isabel Marant.

RACCOLTI, TRA TRECCE E TOP KNOT
Da quello alto a quello tradizionale, ritorto o elegante, gli chignon continuano ad essere presenti sulle passerelle. Dal top knot, che dopo aver dominato i raccolti d’estate è riproposto anche in inverno, insieme a knot e raccolti più discreti. Tra i look più interessanti, quello leggermente messy visto in passerella da Chanel, top bun leggermente spettinati e come improvvisati, secondo il volere dell’hair stylist Sam McKnight. Anche le ponytail e le trecce restano una scelta diffusa, dalle code basse ed eleganti di Valentino a quelle effetto undone di Paul Costelloe. Per le trecce, invece, si passa dallo stile minimale messo a punto da Eugene Souleiman per Jil Sander, con trecce che si libravano letteralmente nell’aria, sospese e lucide, come se fossero state investite da una folata improvvisa di vento, a quelle “fetish” di Alexander McQueen, subito definite “dominatrix braid”. Lunghe trecce iper-lucide e precise, messe a punto dall’hair stylist Guido Palau nell’intento di riprodurre un frustino sado-maso e che così ha descritto: “Penso sempre che i capelli così lunghi di una donna richiamino una certa idea di perversione”.
VINTAGE E VOLUME XL
Chiome beehive e look very ladylike. Come da Miu Miu, che riporta in passerella lo chignon iper-voluminoso e da Moschino, che ha fatto sfilare replicanti di Jackie Kennedy, con tanto di bob bouffant e che riportano in primo piano le acconciature bon ton anni ’60 e che, secondo il pensiero dello stilista Jeremy Scott, volevano simboleggiare la sublimazione del fake portata ai massimi livelli nell’era Trump: “Trump ci sta sommergendo con teorie cospirative e notizie false, quindi sto riportando alla madre di tutte le teorie cospirazionali: la morte di Marilyn e JFK più la credenza che il presidente abbia condiviso il segreto governativo dell’esistenza degli alieni con la star”. Il volume, invece, è stato riproposto in versione esasperata da Guido Palau per la sfilata haute couture Fendi, con chiome lunghissime supportate da parrucche iper-cotonate alle radici. Sempre volume, ma più contenuto ed effetto crespo per le teste eighteen di Sonya Rikyel, che propongono il ritorno agli anni ’80. “I capelli anni ‘80 stanno vivendo un vero ritorno”, spiega Zoe Irwin, ghd UK ambassdor, che per il look di Lulu Guinness si è ispirata alla Madonna di Cercasi Susan disperatamente, con un riccio pieno, morbido e voluminoso.

 

Fonte: Repubblica.it

21 anni dalla morte di Lady D: c’è anche Meghan Markle alle celebrazioni private con Harry, William e Kate

steranno chiusi i cancelli di Buckingham Palace, il 31 agosto, così anche quelli di Kensington Palace dove risiedono i figli di Lady D – William e Harry – con le loro famiglie. Lasciato alle spalle il ventennale della morte, caduto il 31 agosto 2017, la famiglia quest’anno ricorderà il giorno della morte di Diana in privato: secondo le rivelazioni di un portavoce di Kensington Palace “Il Duca e la Duchessa di Cambridge e il Duca e la Duchessa di Sussex non prenderanno parte ad alcuna uscita istituzionale”. Sì perché accanto ai principi, che all’epoca della scomparsa della madre avevano solo 15 e 13 anni, ci sono oggi le due nuore che lei non ha mai conosciuto, Kate Middleton e Meghan Markle, impegnate assieme a loro nel tenere sempre vivo il ricordo di quella donna speciale che la regina Elisabetta avrebbe forse voluto vedere scomparire nell’oblio.

 

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Shorts: 20 pantaloncini per tutte le taglie

In fatto di shorts, oggi è praticamente inutile parlare di stagione perché si indossano tutto l’anno. In fatto di modelli, invece, vi consigliamo di puntare su un taglio preciso: con tasche ampie, cintura grande a fiocco e vita un po’ alta: sta bene davvero a tutte le donne. Ecco 20 modelli di pantaloncini su cui puntare. Per gli abbinamenti, invece, consigliamo sempre scarpe basse: più chic e disinvolte del tacco alto.

 

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7 cambi di look per una performance storica: Jennifer Lopez conquista i VMA

Un medley con 11 hit planetarie, un corpo di ballo che si è scatenato con lei sul palco, e 7 cambi di look (5 in scena) tutti firmati dall’amica Donatella Versace, e decisamente degni di una Regina: Jennifer Lopez aveva promesso di sbancare tutto alla notte degli VMA, gli MTV Music Video Awards che si sono svolti al Radio City Music Hall di New York, e ha mantenuto la promessa. Di più, si è superata con uno show che ha travolto il pubblico di colleghi pronti a ballare e intonare le sue canzoni. È proprio un periodo magico per la cantante e attrice, che dopo la vacanza romantica in Italia con Alex Rodiguez, che dal palco ha ringraziato definendolo “La mia anima gemella”, è venuta a ritirare due award, per la migliore collaborazione e il prestigioso Michael Jackson Vanguard Award, dimostrando dal palco che a 49 anni (li ha festeggiati il 24 luglio) è sempre una delle più grandi performer. Arrivata in scena con il primo look Versace, un caftano a stampa foulard, Jennifer lo ha poi lasciato cadere rivelando un body dorato con calze cosparse di brillantini e tronchetti stringati dorati. Una tenuta perfetta per ballare assieme a un gruppo di giovani ballerini a torso nudo. Il body è poi stato accompagnato da pantaloni sporty sempre dorati e da un bomber con cappellino e da un paio di polacchini glitterati. E poi ancora una lunga pelliccia bianca con strascico e un incredibile abito da sera in piume nei toni della notte. Sul red carpet, Jennifer ha scelto un abito argento fasciante dal profondissimo spacco, che le stava talmente bene da spingere Alex Rodriguez a trasformarsi in paparazzo per scattarle foto sul red carpet. Infine al grande party post evento Jennifer è arrivata con una aderentissima di Versace interamente a stampa foulard che finiva in un paio di stivali dal tacco altissimo. Insomma un vero campionario di look indimenticabili che l’hanno fatta eleggere la meglio vestita della serata. Ma il premio più ambito per Jennifer sono stati i baci che i gemelli di 10 anni, Emme e Max, seduti in prima fila, le hanno regalato a fine performance. “Due angeli sono entrati nella mia vita e tutto è cambiato. Dovevo essere migliore, più forte, e quell’amore incondizionato mi ha fatto arrivare qui più forte che mai. Sono sicura che il futuro è più luminoso che mai, grazie a voi” ha detto ai figli dal palco la diva.

 

Fonte: Repubblica.it

Cosa ci piace questa settimana: il colore purple

ai voglia di colore? Continua il successo di Ultra violet dopo che Pantone lo ha decretato colore dell’anno 2018. Moda, bellezza, arredamento hanno prontamente raccolto la sfida e declinato questa tinta in tutte le sfumature da quelle più intense a quelle più delicate. Ora che è estate e abbiamo il corpo bello abbronzato ci piace declinarlo nella sua tonalità più strong: il purple. Una sfumatura bella anche come colore per i capelli. Su instagram guarda l’hastag #purplehair troverai tutte le sfumature del viola più cool del momento.

Total look nei toni del viola, Emanuel Ungaro
Inutile storcere il naso il marsupio è tornato, ma per essere in pieno mood 2018 sceglilo con una tinta così glam. Puoi indossarlo legato in vita su abiti o gonne molto chic, o trasversale sul petto come usano fare le vip. Guarda altri suggerimenti per come indossarlo su instagram seguendo l’hastag #fannypack .

Profumo alla Lavanda, L’Erbolario
Lavanda e violetta hanno un sapore di casa, di pulito… di coccole. Perfetto quando fa tanto caldo e si vuole una sensazione di freschezza .

Fonte: Repubblica.it

L’abito da sposa di Chiara Ferragni: lungo, ricamato, color pastello. Ecco i look che potrebbero ispirarla

Man mano che la data del 1 settembre si avvicina, cresce la curiosità sull’abito da sposa di Chiara Ferragni. Ammettiamolo sarà questo il dettaglio principe di The social Wedding, la cerimonia tra l’imprenditrice-influencer di moda e il rapper Fedez, che si svolgerà il 1 settembre a Noto con una copertura social senza precedenti (tutti i dettagli li trovi qui). E così le illazioni circolano a ritmo serrato: se una delle poche cose certe è che non vestirà Dolce&Gabbana (tra gli stilisti e Chiara i rapporti sono glaciali), lei ha dichiarato in passato di sognare per il suo giorno più bello “un abito lungo fino a terra, ma semplice, con il corpetto ricamato”. Inoltre ha anche ammesso che il bianco non è la sua prima scelta, prediligendo i colori pastello, rosa in primis. E in fondo visto che Chiara e Fedez si sposeranno in comune con rito civile (location probabile Palazzo Ducezio), la sposa è davvero libera di scegliere la mise preferita, magari con una mini o con tante trasparenze come è nel suo stile. Altri indizi: la passione per lo stilista Giambattista Valli che sfila a Parigi e che con i suoi abiti vaporosi in colori incredibili, piace molto alle spose vip. Non a caso Chiara ha indossato e postato sul suo profilo due modelli rosa che sarebbero perfetti. E ancora il legame fortissimo con Alberta Ferretti, che spesso la veste per i red carpet importanti, e l’amore per Dior (ricordate le t-shirt Dior Addicted che indossava Chiara?) e che recentemente ha fornito alcuni degli abiti più belli tra quelli indossati dall’influencer. Infine mesi fa Chiara ha posato per un servizio fotografico con Pronovias, uno dei marchi più importanti del mondo bridal. Ma non finisce qui perché dopo la cerimonia Chiara e Fedez avrebbero organizzato una festa di tre giorni in stile Coachella. Un party non stop che dovrebbe svolgersi alla masseria Dimora delle Balze, secondo i rumors, e durante il quale Chiara sicuramente sfoggerà più di un abito, lei che ama i modelli scintillanti da festa. E allora abbiamo indagato tra il suo profilo Instagram e le immagini dei red carpet più importanti per vedere quali dei look scelti in passato da Chiara potrebbe darci gli indizi giusti per il suo abito da sposa e per quelli da ricevimento. Scopriamoli insieme.

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Beauty in viaggio: monodose, mini-size e travel kit

Ricordate ancora il beauty case da viaggio? Quella “scatola” con manico, spesso pesantissima e, nelle versioni più chic, coordinata al set di valigie o al borsone da viaggio? Archeologia per le più giovani, che probabilmente non ne hanno mai visto uno. Un oggetto rapidamente entrato a far parte della categoria “modernariato”, messo fuori gioco dalle norme aeroportuali entrate in vigore una quindicina di anni fa e diventate sempre più restrittive nel corso degli anni. Dal sito Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), infatti, apprendiamo le regole vigenti per il trasporto dei liquidi da portare in cabina e nel bagaglio a mano in generale: i liquidi devono stare in contenitori di capacità non superiore a 100 ml o equivalente, inseriti in un sacchetto di plastica trasparente e richiudibile di capacità non superiore ad un litro.

LA BELLEZZA NON VA MAI IN VACANZA
Norme abbastanza restrittive, tano che viaggiare per lunghi periodi, attualmente, costringe a escogitare soluzioni di sofisticato pensiero e spesso di astuzia machiavellica, se non si vuole rinunciare, anche lontani da casa, all’abituale routine di bellezza e al personalissimo armamentario di creme, lozioni, shampoo e profumi. Perché questo è il tasto dolente: le norme di sicurezza sugli aerei (sacrosante, per carità!), paiono essere fatte apposta per svilire l’immagine di sé, per mettere alla prova anche le meno beauty addicted, le frequentatrici meno accanite di profumerie e affini. E soprattutto pare non tenere conto del fatto incontrovertibile che “la bellezza non va mai in vacanza!”. “Aiuto, cosa metto in valigia. E nel beauty case? Quali e quante cose posso portare?”. Sono infatti solo alcune delle domande che tutti ci poniamo prima di un viaggio, più o meno lungo che sia, condizionati dalle restrizioni dovute ai mezzi di trasporto (vedi l’aereo) o dall’ansia di dover portare tutto, anche quello che solitamente non utilizziamo semplicemente perché “magari mi potrebbe servire…”, il che evidentemente rende la preparazione del necessaire alquanto complicata. Anche perché, soprattutto se si viaggia in aereo, è d’obbligo alleggerirsi il più possibile, ottimizzando spazi e pesi, a razionalizzare e a portare il meno possibile, l’indispensabile e magari in formato mignon. Il che non è sempre facile, soprattutto per quelle di noi abituate a una certa routine e poco disposte a scendere a compromessi. O, ancora più difficile trovare una mediazione per coloro che invece fanno proprio fatica a “viaggiare leggero”.

BELLEZZA IN VIAGGIO
È proprio per venire incontro a queste esigenze (che spesso tolgono il sonno alle più precise), che sempre più aziende cosmetiche si stanno adattando offrendo comodi e pratici formati travel kit completi di tutto l’occorrente per la cura del viso e del corpo, per l’abbronzatura, per l’igiene personale. Oppure lavorano sui formati, riducendoli sempre più fino a farne dei mignon. Per non parlare dei monodose, soprattutto per quel che riguarda, ultimamente, le maschere di bellezza, le tanto cool sheet mask, perfette anche in sostituzione dell’abituale crema, quando si è in viaggio: sono monodose, piatte in comode bustine e invisibili nel peso. Si possono utilizzare non solo per il viso, ma anche per idratare o dare sollievo ai piedi e per le mani. Un’altra valida soluzione sono i flaconcini vuoti nei quali travasare la crema, lo shampoo, il profumo, il bagnoschiuma preferiti (Sephora è maestra nel genere). E poi palette per il trucco complete di tutto, la lacche per capelli formato mignon, kit per i denti e per le lenti a contatto, gel e salviettine igieniche e struccanti, mini-trousse con tutti i solari indispensabili e addirittura quelle con il necessaire per un perfetto bucato fuori casa, la mini-spazzola, le capsule monodose della crema preferita da portare contate, il mini phon e la piastra e… addirittura il mini-ferro da stiro, Nuvola di Imetec. Insomma innumerevoli soluzioni dalle più basic alle più sofisticate ed eleganti che sicuramente facilitano la vita della viaggiatrice che non vuole rinunciare alla bellezza.

 

Fonte: Repubblica.it

Jennifer Lopez compie 49 anni: l’incredibile metamorfosi della bomba latina in star mondiale. I look ieri e oggi

Jenny from the block non abita più qui. Almeno a un primo sguardo. L’incredibile metarmofosi estetica e stilistica di Jennifer Lopez raggiunge il suo apice alla soglia dei 50 anni: la diva ne compie 49 (il 24 luglio) e va giustamente orgogliosa della sua vita, della sua carriera e della sua bellezza. Tutte costruite con una infaticabile caparbietà che dal 1990 a oggi ha visto JLo conquistare il mondo. Eppure le carte che aveva in mano alla nascita a New York non erano delle migliori: cresciuta in una famiglia portoricana di umili origini, in un quartiere difficile, Jennifer poteva fermarsi lì. Ma fin da bambina è determinata a uscire dai confini ristretti della sua comunità, anche se non la rinnegherà mai. Fin da piccola segue lezioni di danza e recitazione e quando, compiuti i 18 anni, se ne va di casa è decisa a sfondare. E ci riesce: prima partecipando a qualche video, poi in sit-com popolarissime come Living Color. E continuerà a dividersi tra musica e cinema diventando una delle personalità latino americane più influenti al mondo. Al grandissimo successo JLo affianca un fiuto da imprenditrice: fonda una casa cinematografica, ristoranti, una linea di moda, si lancia nel settore cosmetico, sempre tutto da sola. Gli uomini e i mariti sfilano al suo fianco ma non sono mai determinanti per la sua affermazione. Anzi, come nel caso di Puff Daddy o Ben Affleck, possono nuocerle: il primo la coinvolge in una sparatoria che rischia di mettere uno stop alla sua carriera mentre il secondo la convince a girare un film insieme, Gigli, che si trasforma in un flop catastrofico. Ma Jennifer si è sempre rialzata continuando la sua inesorabile marcia. Un esempio è l’abito iconico verde di Versace indossato proprio per un red carpet con Puff Daddy, agli MTV del 2000: l’abito in voile è uno dei più sexy di sempre ma soprattutto ha segnato uno spartiacque digitale. Nel 2000 Google pubblica la foto e la gente inizia a cliccare per cercare e ricercare l’immagine. I tipi di Google fiutano il successo e decidono di lanciare Google Images per facilitare la ricerca di questa foto. Una rivoluzione culturale che ha fatto entrare JLo nella storia digitale. Al successo di Jennifer si accompagna una vita sentimentale ricca ma meno felice. Nel febbraio 1997 Jennifer si sposa una prima volta con il cameriere cubano Ojani Noa, ma divorziano un anno dopo. Il 29 settembre 2001 sposa il ballerino Cris Judd, da cui divorzia ufficialmente nel giugno 2002. Tra i due ha vissuto la storia con Puff Daddy, mentre dopo il secondo divorzio inizia la relazione con Ben Affleck, che si chiude nel 2004, anno in cui la coppia si sarebbe dovuta sposare. In seguito Jennifer si avvicina all’amico d’infanzia Marc Anthony, stella della musica latina, che sposa nel giugno 2004. La coppia ha avuto due gemelli, Maximilian David e Emme Maribel, nati il 22 febbraio 2008, ma si separa nel luglio 2011 e divorzia ufficialmente nel giugno 2014. Poi si lega al ballerino Casper Smart, al cantante Drake e infine nel 2017 all’ex giocatore di baseball Alexander Rodriguez.