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A tutto volume: dall’Haute Couture di Parigi arrivano le pettinature super cotonate

Le pettinatura più cool del prossimo inverno arrivano dall’Alta Moda di Parigi. E più precisamente dalle passerelle delle sfilate Haute Couture A/I 2018-19 delle Maison Valentino, Chanel, Fendi e Giambattista Valli (giusto per citarne alcune), che hanno creato grazie ai loro make hair stylist pettinature che sembrano opere d’arte. Unico comune denominatore il volume, a volte quasi teatrale con maxi acconciature che diventeranno un vero tormentone anche nelle sere d’estate (per chi gioca d’anticipo e non perde una tendenza). Ma vediamole nel dettaglio. Il maxi volume proposto per le acconciture della sfilata di Valentino sono davvero un sogno: massima cotonatura delle radici per ottenere un volume ad alto impatto, opera di Guido Palau, uno dei nomi più blasonati tra gli hair-stylist nel backstage delle sfilate. Molto interessante anche la versione dei capelli cotonati fermati da maxi fascia di seta proposta da Giambattista Valli. Sam McKnight, mago delle teste, per Chanel ha invece realizzato un ciuffo voluminoso che si avvicina molto al mood Rockabilly, quello dell’estetica anni Cinquanta. Per chi invece ha un’anima molto romantica la versione xxl dello chignon perbene viene da Fendi: chic e di grande impatto

 

Fonte: Repubblica.it

Valentino Haute Couture: standing ovation per Pierpaolo Piccioli

Il teatro degli Champs-Elysées dista poco più di un chilometro dall’Hotel Salomon De Rothschild, il palazzo che ha ospitato la collezione invernale dell’haute couture di Valentino. Nel primo, precisamente alla stessa ora dello stesso giorno, il Tanztheater Wuppertal metteva in scena lo spettacolo Néfes della grande e scomparsa coreografa tedesca Pina Bausch mentre nel secondo Pierpaolo Piccoli orchestrava l’atto finale della sfilata che chiude la quattro giorno di alta moda a Parigi. I due mondi, molto più lontani del chilometro che li separa, hanno in realtà un punto in comune: lo spettacolo travolgente, emozionale e senza filtri che regala chi impara a coniugare ispirazione, movimento e modernità sotto l’estro della libertà d’espressione di sé.

La modella Adut Akech in Valentino Haute Couture
Con uno show che ha scatenato una standing ovation (l’unica vista nella kermesse della couture a Parigi), Piccioli ha compiuto sulla passerella della moda quello che Bausch ha fatto col balletto contemporaneo: le ha dato un’espressività e una forza così umane e simboliche da lasciare tutti senza fiato. Come la coreografa, ha stravolto i movimenti, le perfezioni e le impostazioni dell’alta moda classica pescando dalla sua memoria, dalla sua tradizione per poi portarle altrove, lontano, in un territorio libero e senza freni.

Kaia Gerber in Valentino Haute Couture
Ogni look è puro teatro, come succede appunto con Pina Bausch: più che di abiti, si tratta di assoli, performance isolate senza un’ispirazione precisa, momenti di teatro che procedono in solitaria scrivendo capitoli diversi dentro un’unica storia. “Per la prima volta ho provato davvero a non pensare”, racconta Piccioli, “ho voluto procedere col cuore senza fissare un tema. Certo, ci sono la mitologia, il Rinascimento, il Settecento, i costumi di Piero Tosi, la Medea di Maria Callas e Pierpaolo Pasolini. Ma sono pezzi, memorie di un assembramento più ampio. A dire il vero, mi ha fatto molto pensare un video che abbiamo girato qualche mese fa in cui una nostra sarta ricordava di aver visto un abito fatto in atelier a una mostra al Victoria&Albert Museum di Londra. Disse che guardarlo era come vedere il padre che era scomparso proprio mentre lo realizzava, qualche anno prima. Ecco, io penso che la materia, soprattutto quella dell’alta moda ma più in generale di tutte le cose belle, assorba in qualche modo le emozioni e che queste in qualche modo la cambiano. La materia diventa così memoria e io mi sono sforzato proprio di ragionare in termini di memoria della couture e della bellezza, di come immaginiamo o ci ricordiamo della bellezza”.

Pierpaolo Piccioli
L’insieme dei circa sessanta look è esattamente così: un tributo alla bellezza della couture storica che non è didascalia o citazione, ma un punto di partenza che porta da tutt’altra parte. Il lavoro d’atelier è sbalorditivo: tutto è volume, delicatezza, colore, preziosità. È un teatro dove la tradizione incontra il glamour, l’invenzione la modernità. È come vedere gli insiemi di ballo di Pina Bausch, performance in cui un movimento qualunque, un gesto quotidiano diventano più potenti e più significativi di una pirouette o di un plié. Le pieghe trattenute, i plissé nascosti che diventano nuvole di seta, le cascate di paillettes color smeraldo, gli alveari di cashmere double, le decine di metri di satin che sembrano leggeri come una folata di vento, non hanno quindi la supponenza della sartoria ma l’inconsistenza dei sogni. Di più: trasformano l’eleganza in gesti naturali, in attitudine contemporanea. Ed è questo, forse, il grande pregio di Piccioli: aver ridato libertà al glamour e alla bellezza della couture senza lasciarla nel passato. Anzi: provando a scrivere nuovi capitoli e nuove direzioni per il suo significato.

 

Fonte: Repubblica.it

Dior Haute Couture: la moda che reagisce alla semplicità dei populismi

“Sia chiaro: questi vestiti in foto non rendono niente”. Non ha mezze misure e non fa certo giri di parole Maria Grazia Chiuri, la stilista italiana a capo di Dior. “Non solo”, continua: “qui a Parigi mi devo spiegare in tre lingue di cui due non sono le mie”. È un fiume in piena e ogni collezione è un’esondazione. La nuova sfilata haute couture, poi, è forse la goccia che ha fatto traboccare il vaso. “Ho fatto una collezione che non si può giudicare dalle immagini e che non vuole essere appariscente, scontata, fotogenica. Al contrario: voglio riportare l’attenzione sui volumi e sulle costruzioni, non sulle superfici o sugli effetti speciali”. Praticamente una dichiarazione di guerra: perché a guardare ogni completo che arriva in passerella, tutto sembra piatto, un filo dèjà-vu, quasi minimalista. Invece è esattamente l’opposto.

Il punto di vista di Maria Grazia Chiuri
“Stiamo vivendo un’epoca in cui siamo troppo chiusi nel presente, in una successione frenetica di istanti e di immagini fuggenti. Ho pensato questa couture come una reazione a questo atteggiamento. Nella sua interezza, la collezione è pensata innanzitutto per riflettere sul valore della tradizione e sulla necessità di pensare, di sognare il futuro, non solo di vivere di presente. In secondo luogo, questo lavoro vuole essere un interrogativo su quanto è importante il tempo, su quanto tempo ci vuole per fare una cosa bella, per prendersi cura di sé. È ora di riportare l’attenzione dall’apparenza alla sostanza, soprattutto per l’alta moda. E la sostanza, in questo caso, vuol dire grande, grandissimo lavoro sui volumi, sulle costruzioni. Un impegno così grande e minuzioso da sparire, da diventare invisibile. Solo da vicino e solo per gli intenditori, quindi, questi abiti si mostrano in tutta la loro grandezza. È una sorta di didattica, di lezione di cultura e tradizione. E sì, penso che queste domande, questi valori rappresentino uno dei nodi più importanti per la contemporaneità”.
La collezione Dior Haute Couture Autunno/inverno 2018/19
Lo spettacolo silenzioso che si presenta in passerella è forse la collezione più bella e matura orchestrata da Chiuri nel suo percorso da Dior. Non ci sono furbizia, citazioni pretestuose e nemmeno slogan da stampare su una T-shirt. Non c’è decoro, funambolismo o copia/incolla da una corrente artistica o da un movimento contestatorio del passato. Il nuovo show celebra semplicemente e senza cliché la grandezza del lavoro di un atelier couture. Per farlo, cita addirittura un libro, ‘Atelier’ di Elisabetta Orsini, trattazione che rimette al centro il lavoro artistico degli atelier di grandi pittori e scrittori seguendo quanto indicato anche da Virginia Woolf nel piccolo capolavoro “Una stanza tutta per sé”. La prima manciata di look dice tutto: linea pura, tessuti studiati con le migliori aziende del mercato, materie prime piegate all’artigianato in modo da conferire leggerezza dove prima c’era pesantezza e modernità dove c’erano classicismo e spirito rétro.
Dior Haute Couture: la moda che reagisce alla semplicità dei populismi La seta doppia si scioglie prodigiosamente perdendo quella patina lucida che fa tanto antico. Il double di cashmere sembra più fresco e croccante del popeline di cotone. Le linee gloriose di tailleur e cappotto del più grande Dior diventano facili e scattanti come nessuna felpa potrebbe mai essere.
E c’è spazio anche per l’inclusività con una serie di creazioni colore pelle, o meglio nude, che in realtà sono pensate per adattarsi alle mille sfumature razziali di ogni donna che si potrà permettere questi capolavori.
Precisa, con pochi colori sapientemente calibrati al ribasso e soprattutto affilata come un coltello, la nuova collezione couture di Dior sferza un fendente alla moda furba, stilizzata, funambolica che spumeggia in superficie mentre muore e si inaridisce nella profondità del suo essere, ovvero nel ri-pensare volumi e costruzioni quindi abitudini e destinazioni d’uso. Al primo vero giorno di haute couture di Parigi è insieme una grande conquista e un monito a tornare a investire in complessità in un momento in cui anche lo stile si fa troppo facile e forse un filo populista.

 

Fonte: Repubblica.it

Guida remise en forme: i consigli giusti per dimagrire, sgonfiarsi, combattere la cellulite e ritrovare le energie

OBIETTIVO 1: SGONFIARE
Cibi ricchi di fibre per la flora batterica
Mai come quando ci si prepara ad indossare il costume per il mare ci rendiamo conto che – al di là dei chili di troppo – siamo gonfie. Come mai? E soprattutto come rimediare? “Spesso il gonfiore è causato da un cattivo stato di salute della nostra flora batterica intestinale – spiega Nadia Gulluni, etnobotanica e biologa nutrizionista. Ecco perché è corretto anche consumare cibi ricchi di fibre che nutrono i batteri buoni della flora intestinale. Tra questi alimenti ci sono carciofi, cavoli e carote; tra la frutta, mele, pere e kiwi; legumi come ceci, lenticchie e piselli, e il topinambur

 

Cibi anti-gonfiore
Per sgonfiare pancia e gambe, poi, scegliamo finocchi, verdure a foglia verde, asparagi, cetrioli, insalata, pomodoro e barbabietola, mele, ananas e mirtilli. “La frutta – avverte Gulluni – è sempre bene mangiarla agli spuntini e non dopo i pasti proprio per evitare fenomeni di fermentazione intestinale che provocano gonfiore. Pesce magro come merluzzo, meglio cotto a vapore e carni bianche cotte sulla piastra o senza grassi aggiunti”. Tra i cereali prediligere l’orzo che facilita il transito intestinale evitando la formazione di processi fermentativi e conseguente gonfiore.

Gli alimenti da cui stare alla larga
Non è solo questione di cibi giusti da portare in tavola. Per evitare gonfiori ci sono anche alcuni
alimenti da evitare: “I dolcificanti come xilitolo, presenti in gomme da masticare e spesso causa di gonfiore addominale, ma anche di aumento del senso di fame, fritti e pasti troppo elaborati o con soffritti, difficili da digerire e che per questo rallentano il transito intestinale provocando gonfiore” spiega l’esperta. E i legumi? “Se non siamo abituati a consumarli è meglio iniziare a mangiare lenticchie arancioni che sono decorticate, quindi prive di quella pellicina responsabile del gonfiore. Oppure passarli al passaverdura”. Evitare anche acqua e bibite gassate, pane con la mollica o poco cotto e carboidrati troppo raffinati.

Tisane al finocchio
Molto utili poi, sono le tisane a base di frutti di finocchio, meglio ancora se abbinati a cumino, anice verde e carvi. “Hanno un’azione antifermentativa intestinale e antimeteorismo molto importante – spiega l’esperta. Si beve dopo i pasti e si possono aggiungere anche delle foglie di menta per renderla più dissetante e rinfrescante, soprattutto d’estate. Si può bere anche fredda”.
Per preparare questa tisana antifermentativa servono: 20 g di semi di finocchio; 10 g di semi di anice verde; 10 g di semi di cumino e 10 g di semi di carvi. In 250 ml di acqua fredda si aggiunge 1 cucchiaio di tisana, si copre e si porta a bollore per 2 minuti, si spegne il fuoco e si lascia sempre coperto, in infusione per 10 minuti. Si filtra e si beve, si possono aggiungere anche delle foglie di menta fresca per renderla più rinfrescante.

OBIETTIVO 2: DIMAGRIRE

Alimenti integrali per saziarsi prima
Se, invece, il problema non è solo il gonfiore ma proprio un eccesso di peso, allora bisogna mettere a punto un piano alimentare più completo. “Un aiuto importante nella perdita di peso ci arriva dagli alimenti integrali che favoriscono un maggior senso di sazietà, ma con un apporto calorico minore rispetto ai corrispettivi alimenti raffinati” spiega Gulluni. È il caso di pasta, pane e riso. Nella versione integrale, la presenza della fibra ci permette di consumare questi alimenti anche quotidianamente anche se siamo a dieta. “La fibra infatti, assorbe una parte degli zuccheri e grassi presenti normalmente negli alimenti e nei piatti che abbiamo preparato, zuccheri e grassi che verranno poi rilasciati gradualmente nell’arco della giornata, prolungando così il nostro senso di sazietà”.

Insalate di pasta integrale
Portiamo in tavola, quindi, pasta, pane e riso integrali e visto che è estate prediligiamone il consumo in insalate di pasta, riso o patate. In questo modo l’indice glicemico (il contenuto in zuccheri) di questi alimenti è più resistente alla digestione e quindi meno facilmente assimilabile. “Questo significa – precisa la nutrizionista – che riusciamo a tenere sotto controllo l’indice glicemico non solo di questi alimenti, ma anche dell’intero pasto. Tenere sotto controllo l’indice glicemico di un pasto è il primo passo per riuscire a perdere peso con maggiore facilità”. Tra i cereali prediligiamo quelli in chicco in versione integrale come orzo, farro o pseudocereali come quinoa e grano saraceno. È importante avere una buona massa magra (che fa dimagrire) e per questo possiamo consumare pesce, carni magre e in particolare carni bianche, uova, semi oleosi (mandorle, noci e nocciole), formaggi magri, tofu e legumi. I legumi sono un’ottima fonte proteica e di carboidrati, ma anche di fibre, ecco perché sono degli ottimi alleati nelle diete dimagranti.

Verdure crude come antipasto e frutta con la buccia
Per questo motivo è anche sempre bene iniziare il pasto con una porzione di verdure crude come finocchi, sedano (ricchi di fibre), ma anche rucola, carciofi, radicchio rosso e carote. “La frutta – prosegue Gulluni – è bene consumarla preferibilmente con la buccia (fonte di fibre) e in particolare pere, fragole, nespole, albicocche, ma anche kiwi per il loro elevato contenuto di acqua e basso apporto calorico”. Da limitare, invece, il consumo di frutta particolarmente zuccherina come fichi, uva e banane.

La ‘tisana saziante’ per gestire gli attacchi di fame
Spesso quando ci si mette a dieta, possiamo avere degli attacchi di fame nervosa e incontrollabile. Come uscirne senza fare danni e perdere i sacrifici fatti? Nel libro “Erbe da bere” (Editore Tecniche Nuove), la nostra esperta propone una tisana saziante con melissa e malva. “Lo scopo di questa tisana – ci spiega – non e? ovviamente quello di voler sostituire un pasto, ma di aiutare a tenere a bada la fame nervosa che spesso porta a mangiare in continuazione, senza nemmeno rendersene conto. Ha una funzione puramente meccanica, prolunga il senso di sazieta? perche? le mucillagini a contatto con l’acqua si gonfiano aumentando di volume e distendono le pareti dello stomaco come se fosse pieno di cibo (stimolo meccanico), prolungando cosi? il senso di sazieta?”. Servono 40 g di fiori e foglie di malva e 10 g di foglie di melissa che vanno miscelati insieme. Poi si prepara un infuso, mettendo 20 g (3 cucchiai abbondanti) di questo mix in 1 litro di acqua bollente. Si copre e si lascia in infusione per 20 minuti. Trascorso il tempo si filtra, non si dolcifica e si beve nell’arco della giornata tra un pasto e l’altro o piu? in generale lontano dai pasti. “Per renderla un po’ più estiva si può aggiungere la scorza di limone e servirla fredda con del ghiaccio” conclude Gulluni.

OBIETTIVO 3: CELLULITE SOTTO ATTACCO

Meno sale, più spezie
La cellulite è causata da diversi fattori, alcuni definiti primari come stress, squilibri ormonali ed ereditarietà e altri definiti secondari come un’eccessiva sedentarietà e una scorretta alimentazione, spesso troppo ricca in grassi e sale responsabili di ritenzione idrica e di accumulo di cuscinetti adiposi proprio su fianchi, cosce e sedere. “È importante innanzitutto ridurre il quantitativo di sale che introduciamo nella nostra alimentazione sia con gli alimenti che quello che utilizziamo per cucinare, in modo da ridurre la ritenzione idrica. Per cui prediligiamo l’uso di erbe e spezie per insaporire i nostri piatti al posto del sale e del classico dado da cucina” suggerisce Gulluni. Tra le erbe aromatiche possiamo utilizzare basilico, alloro, timo, maggiorana e rosmarino, mentre tra le spezie zenzero, curcuma e curry. Prediligere verdure iposodiche (ovvero verdure con un basso contenuto di sodio che favoriscono la diuresi): peperoni, pomodori, asparagi, bietole, verdure amare come cicoria, tarassaco, indivia e melanzane e radicchio.

Frutta e verdure ricche di potassio
È importante anche mantenere un buono stato di idratazione non solo bevendo acqua, ma anche consumando frutta ricca di acqua come angurie, meloni, fragole, nespole, ma anche ortaggi come cetrioli e zucchine. “Preferire alimenti ricchi di potassio che ci aiutano sempre a contrastare la ritenzione idrica: spinaci, albicocche, kiwi, legumi e in particolare i fagioli, banane e patate” prosegue la nutrizionista.

I nemici della culotte de cheval
Oltre al sale, ai dadi e ai vari insaporitori per alimenti (spesso ricchi di sale), vanno evitati anche la salsa di soia, ma anche carni e pesce in scatola o affumicati, insaccati e formaggi stagionati sempre per il loro eccessivo contenuto di sale. “Anche i prodotti da forno come crackers, grissini, brioches sono fonti nascoste di sale e grassi, soprattutto grassi trans più difficili da smaltire per il nostro organismo” ribadisce Gulluni. Evitare anche alcolici e superalcolici, così come succhi di frutta (è sempre meglio preferire frutta fresca) e dolci con creme per l’elevato contenuto di zuccheri, fritti e burro perché fonti di grassi saturi e come i grassi trans più difficili da smaltire.

Fango drenante all’equiseto
Molto utili in caso di cellulite sono sicuramente le tisane drenanti, ma c’è una ricetta casalinga che possa migliorare l’aspetto della nostra pelle donandogli un aspetto più compatto ed elastico? “Si possono usare dei fanghi preparati con argilla verde ed equiseto in polvere ricco di silicio che conferisce una maggiore elasticità alla nostra pelle – suggerisce Gulluni. A questi fanghi si può anche aggiungere una tintura madre o ancor meglio dell’olio essenziale di betulla per aggiungere anche un’azione drenante”. Si prepara miscelando 2 cucchiai di equiseto in polvere con 2 cucchiai di argilla verde. Aggiungere l’olio di sesamo, circa 2 cucchiai, amalgamare e poi aggiungere dell’acqua, circa 100 ml e 5 gocce di olio essenziale di betulla, 5 gocce di olio essenziale di limone e 5 gocce di olio essenziale di ginepro. “L’argilla favorisce l’eliminazione di scorie e tossine dalla pelle aumentando l’azione drenante, mentre gli oli essenziali hanno la funzione di favorire la circolazione e aumentare la diuresi. Miscelare il tutto, fino ad ottenere una pasta di consistenza cremosa facilmente spalmabile sulla pelle” suggerisce l’esperta. Distendere l’impasto ottenuto direttamente con le mani sulla pelle (se l’impasto risultasse troppo duro aggiungere dell’altro olio di mandorle dolci o sesamo) dalle caviglie fino ai glutei. Si avvolgono le gambe con la pellicola fino ai glutei e si lascia così in posa 20 minuti. A questo punto, ci si mette in doccia e con l’acqua si inizia a togliere i fanghi utilizzando però una spugna e praticando un massaggio circolare dalle caviglie fino ai glutei. Il massaggio deve esercitare una certa pressione in modo da stimolare l’effetto drenante.

OBIETTIVO 4: RECUPERARE ENERGIE

A caccia di Sali minerali
Spesso una scarsa idratazione accompagnata da un’eccesiva perdita di sali minerali (d’estate con il caldo sudiamo di più e perdiamo più sali minerali) ci può far sentire più stanchi e meno energici, così come anche un maggior accumulo di scorie metaboliche (prodotti di scarto normalmente prodotti dal nostro organismo), dovuto ad una lentezza da parte del nostro fegato nello smaltirle. “In questi casi – spiega Gulluni – può essere utile un’alimentazione che ci permetta il corretto reintegro di sali minerali come magnesio, potassio, calcio e ferro, ma anche che aiuti il nostro fegato a smaltire più facilmente le scorie metaboliche accumulate. Assolutamente sì, quindi a frutta e verdura in generale, per il loro elevato contenuto di acqua e sali minerali, in particolare carote, ciliegie, rucola, agretti, cavolo rosso, agrumi, ravanelli (questi esercitano un’importante azione depurativa sul nostro fegato) e barbabietole che proprio per il loro elevato contenuto in sali minerali (calcio, ferro, potassio, magnesio) ci aiutano a sentirci meno stanchi e più energici”.

Semi di zucca, pistacchi e banane
Sì anche a semi di zucca, girasole e sesamo per l’elevato contenuto di magnesio così come albicocche secche, datteri e fichi. Tra le proteine preferire carni bianche in particolare pollo, e legumi. “Importanti poi, sono gli alimenti ricchi di vitamine del gruppo B, vitamine importanti nel combattere la stanchezza: riso integrale, quinoa, germe di grano, pappa reale, pistacchi, verdure a foglia verde, yogurt, banane (ricche anche di potassio), pesce come il salmone, uova e yogurt” prosegue l’esperta.

L’estratto remineralizzante
Per fare il pieno di energia con vitamine e sali minerali il modo migliore è sicuramente il consumo di frutta e verdura fresca, ma se vogliamo abbinare anche un’azione depurativa e vogliamo essere sicuri di estrarre tutte le vitamine e sali minerali presenti in questi alimenti, l’estratto è un’ottima soluzione. “Inoltre – aggiunge l’esperta – l’estratto ci permette anche di consumare alimenti dal sapore più pungente, ma non da tutti apprezzato come quello dei ravanelli importanti per disintossicare il fegato”. Un estratto o una centrifuga remineralizzante e depurativa si prepara con 1 barbabietola, 2 ravanelli, 1 fettina di circa 1 cm di zenzero e 3 carote a cui aggiungere alla fine semi di zucca e girasole. Da bere a colazione oppure a metà mattina come spuntino.

Il debutto di Meghan Markle ad Ascot a fianco del principe Harry e della Regina

La duchessa di Sussex fa il suo debutto ad Ascot, dove arriva a bordo di una carrozza assieme al principe Harry, suo marito, e ai duchi di Wessex, ovvero il principe Edoardo e sua moglie Sophie.
Un battesimo importante per Meghan Markle perché quello all’ippodromo della cittadina del Berkshire è uno degli eventi più importanti dell’anno, nel Regno Unito, competizione sportiva ma anche di stile, poiché a tutte le signore presenti è richiesto di indossare un cappello (come vi raccontiamo nella nostra gallery sul tema). E i reali sono come sempre gli ospiti più attesi.
Per una tale occasione, ancora una volta Meghan sceglie un abito di Givenchy, maison francese guidata dalla fashion designer inglese Clare Waight Keller, cui già era stato affidato l’abito da sposa. Il vestito scelto per Ascot è bianco e molto castigato, abbinato a un copricapo di Philip Tracy, l’haute couturier di cappelli più amato da reali e nobili di tutto il mondo.
La carrozza su cui hanno viaggiato Meghan e Harry ha seguito quella della Regina, elegantissima in giallo accanto alla principessa Anna, ma al corteo hanno partecipato anche Carlo e Camilla e le principesse Eugenia e Beatrice, queste ultime con outfit degni dell’occasione: abito Osman, cappello Emily London e scarpe Valentino per la prima, e abito Claire Mischevani e cappellino di Juliette Botterill per Beatrice.
Grandi assenti sono il principe William, in visita ufficiale presso la James Place Foundation, e Kate Middleton, in congedo maternità.

 

Fonte: Repubblica.it

30, 40, 50, 60 anni: combatti la cellulite in base alla tua età

LA CELLULITE A 30 ANNI
Molto dipende dall’età d’esordio (che, per le influenze ormonali, spesso coincide con l’adolescenza), ma la cellulite di una trentenne non di rado è ancora relativamente “giovane”, ossia di primo stadio (edematosa), caratterizzata dalla tipica buccia d’arancia e da leggere increspature. Più spesso, però, è di tipo adiposo, ovvero una cellulite calda al tatto, compatta e associata al sovrappeso, anche lieve, che si manifesta con la tipica pelle “a materasso” su cosce, glutei, addome, fianchi. Il lato positivo: a livello biologico, la cute di una trentenne è ancora soda e, di conseguenza, capace di attenuare per un effetto ottico/contenitivo la buccia d’arancio.

La medicina estetica
Funzionano i trattamenti soft come l’Endospheres o microvibrazione compressiva, uno speciale e potente massaggio meccanico eseguito da un apparecchio con un manipolo dotato di sfere di gel di silicone rotanti, che viene fatto scorrere più volte dai piedi all’inguine. Le microvibrazioni riattivano non solo il microcircolo venoso e linfatico, ma anche la matrice connettivale, riducendo così il pannicolo adiposo e la linfa stagnante e tonificando la pelle. Occorrono almeno dieci sedute, da circa 80 euro l’una (www.endospheres.com).
Per la cellulite con componente adiposa prevalente, ma anche per la culotte de cheval e per il grasso localizzato su cosce e glutei, è indicata la criolipolisi: un freddo intenso (fino a -13 gradi), somministrato da speciali manipoli, innesca in modo totalmente indolore il processo di lipolisi, ovvero la distruzione delle cellule adipose (che vengono poi eliminate fisiologicamente dal corpo), senza danneggiare i tessuti circostanti e i vasi sanguigni. Tra le varie tecnologie oggi disponibili c’è Coolpro, che permette di ottenere una riduzione di grasso e cellulite del 20-30% dopo un solo trattamento. Può essere associato ad altre terapie, come le onde acustiche o la radiofrequenza, a seconda della problematica prevalente (tipo di cellulite, tessuti più o meno tonici). 3 sedute in media da circa 600 euro l’una.
Gli integratori
Per contrastare la buccia d’arancia della cellulite edematosa sono utili gli estratti botanici che drenano e stimolano il microcircolo, come ananas, ippocastano, ginkgo biloba, semi d’uva, corteccia di pino, ribes o altri frutti di bosco. Per la cellulite a prevalenza adiposa sono indicati, invece, i supplementi con estratti liporiducenti come il CLA (acido linoleico coniugato), che modula il deposito dei lipidi, ma anche il guaranà e il tè verde, che aumentano la termogenesi e favoriscono la lipolisi. In entrambi i casi il ciclo consigliato è di 2-3 mesi consecutivi.

Il fitness
Ideali tutte le attività aerobiche a basso impatto, in particolare la bicicletta o la cyclette reclinata (per 40 minuti), le camminate a ritmo intenso e la corsa leggera di almeno un’ora, 2-3 volte la settimana. Efficaci anche pattinaggio in-line, nuoto, acquagym.

LA CELLULITE A 40 ANNI
Dai 40 anni in su la cellulite, soprattutto se non trattata adeguatamente in età più giovane, può facilmente essere di tipo fibroso, uno stadio avanzato caratterizzato da piccoli granuli sottocutanei e indurimento dei tessuti e da cute fredda che duole al tatto. L’aspetto è una pelle a materasso con nodulini ben visibili su cosce, addome, fianchi e spesso anche sulle braccia. A evidenziare ancor di più l’inestetismo contribuisce anche il fisiologico calo ormonale (che influisce sulla genesi e sulla progressione della cellulite) e il cronoinvecchiamento, in particolare il rallentamento dell’attività dei fibroblasti che producono collagene, fibre elastiche e acido ialuronico: mancando l’effetto tensore e “contenitivo” della pelle, i “buchetti” dei tessuti fibrosi risultano ancor più evidenti.

La medicina estetica
Per modellare, tonificare e snellire i cuscinetti di grasso e attenuare visibilmente la cellulite più avanzata (fibrosa) sono utili le tecnologie che sfruttano l’energia delle onde acustiche per “distruggere” i piccoli e grandi accumuli adiposi e i setti fibrosi, tipici della pelle a materasso. Ciclo di 8-10 sedute da circa 115 euro l’una.
Altra tecnica utile è CELLU M6® ALLIANCE by LPG, che sfrutta la sinergia rullo/aletta motorizzati e l’aspirazione sequenziale per eliminare grasso e stimolare neocollagene, elastina e acido ialuronico, con un effetto rassodante e levigante della pelle che attenua la buccia d’arancia (da 10 a 40 minuti da 25 a 90 euro; www.endermologie.com/it/).
Per rimodellare le braccia, efficace e rodata è la carbossiterapia: microiniezioni di anidride carbonica che drenano, ricompattano e sciolgono le cellule di grasso più superficiali (da 10-15 sedute; circa 100 euro l’una, www.carbossiterapia.it) da associare, se la pelle è molto rilassata, alla radiofrequenza monopolare che, grazie al calore controllato, accorcia le fibre della pelle e stimola il neocollagene (4-5 sedute da 150 euro circa l’una).
Gli integratori
La risposta rimodellante “in pillole” arriva da integratori che, oltre a contenere principi attivi drenanti e destoccanti dei grassi, ricompattino la pelle e che, in più, apportino sostanze antinfiammatorie, come gli Omega 3 e 6. Il collagene puro e la vitamina C, invece, aiutano a rassodare e a rinforzare le strutture di sostegno della pelle, così come l’acido alfalipoico, che neutralizza l’azione distruttiva dei radicali liberi su collagene ed elastina (cicli di 2-3 mesi).

Il fitness
Anche per la cellulite delle over 40 le attività sportive più mirate per contrastare la cellulite, soprattutto su fianchi e cosce, sono la corsa, lo step, il running, insieme agli esercizi aerobici di media-lunga durata che, oltre a drenare, inducono il corpo a utilizzare il metabolismo lipidico, aumentando il dispendio energetico e contrastando il deposito dei grassi. Un allenamento tipo è eseguire 5-6 esercizi intensi intervallati: ad esempio 1 minuto di cyclette o corsa veloce alternato a un minuto lento. Oppure saltare la corda mantenendo una frequenza elevata senza interruzioni.

LA CELLULITE A 50 – 60 ANNI
Dopo la menopausa, la buccia d’arancia tende a trasformarsi nella cosiddetta “cellulite da lassità”, dove l’inestetismo tende ad esacerbarsi visibilmente a causa dello slittamento dei tessuti cutanei e sottocutanei verso il basso e del marcato assottigliamento e perdita di elasticità dei tessuti. Un processo che si aggrava se i muscoli sono poco sviluppati e lasciano spazio alle cellule di grasso, infiltrate d’acqua, di costruire “il loro nido”.

La medicina estetica
Per un effetto lifting e una discreta riduzione della cellulite adiposa su braccia e pancia sono utili gli ultrasuoni focalizzati, che raggiungono il derma e il tessuto connettivo per approdare infine al grasso e al muscolo. L’effetto è duplice: stimolano il neocollagene, tonificando visibilmente la pelle, e hanno una leggera azione liporiducente. Da 3 sedute da 400 euro l’una.
Se la lassità dei tessuti è molto accentuata e la pelle a materasso decisamente evidente, gli ultrasuoni possono essere alternati alla radiofrequenza frazionata a microaghi d’oro. Consiste nell’applicazione, in più passaggi, di uno speciale manipolo dotato di una placca monouso su cui sono posti dei piccolissimi aghi d’oro. In sostanza, questa metodica sfrutta il calore della radiofrequenza e l’azione meccanica dei microaghi per stimolare la produzione di collagene, elastina e acido ialuronico, con un effetto ricompattante e liftante della zona trattata. Da 4 a 6 sedute o più; da circa 300 euro l’una.
Altra tecnica utile per la cellulite in età matura è l’Endo Light Lift: 2-3 sedute con un laser a diodi che, inserito sottocute in anestesia locale, attraverso una microfibra sottilissima crea una leggera lipolisi e stimola la retrazione dei tessuti, con un effetto snellente e rassodante. Circa 800 euro la seduta.

Gli integratori
Accanto ai mix di vitamine e minerali antiossidanti, sono utili i supplementi a base di aminoacidi come la carnosina, un dipeptide tonificante, antiage e antiglicante, o con centella asiatica, che controlla la formazione delle fibre cutanee e favorisce l’eliminazione dei liquidi e delle tossine. Da valutare insieme al medico anche l’assunzione di supplementi con soia o trifoglio rosso e echinacea, ricche di fitoestrogeni ad azione ricompattante ed elasticizzante.

Il fitness
Per tonificare e drenare: camminata sostenuta (minimo 30 minuti al giorno) ed esercizi a carico naturale come quelli di aerobica sia a basso che ad alto impatto, che stimolano la circolazione e allenano i grandi gruppi muscolari della parte inferiore del corpo (quadricipiti, abduttori, adduttori, glutei e ischiocrurali). Affiancare esercizi cardio e potenziamento per zona addominale, mentre per le braccia sono utili il body building con pesi leggeri e la waterboxing (tecnica fusion di acquagym e pugilato senza contatto). E poi il nuoto, il canottaggio o il vogatore domestico.

 

Fonte: Repubblica.it

L’obiettivo del 2018 è imparare a star bene con se stessa

ç’anno nuovo, si sa, porta con sé tanti buoni propositi. Per le persone che si sono lasciate da poco, o per le persone che sentono di essere dipendenti dal proprio partner, l’obiettivo del 2018 potrebbe essere imparare a stare da soli o, per dirla in modo migliore, imparare a star bene con se stessi. Un passo sicuramente non semplice ma che, con il giusto impegno e la giusta determinazione, può essere alla portata di tutti. Ne abbiamo parlato con Maria Elettra Cugini, psicoterapeuta di lunga data e autrice, tra gli altri, dei libri “Single con gioia. L’arte di star bene con se stessi” e “Trovare la giusta direzione nella propria vita”.

Perché stare da soli ci fa ancora paura?
La solitudine, di per sé, non è né una cosa positiva né negativa. Si tinge dei colori della propria personalità. In inglese esistono due termini: alone (solo) e lonely (sentirsi solo). Nella lingua italiana questa differenziazione non c’è. Tutto dipende da come noi viviamo questa solitudine.

Quali sono i fattori che rendono più difficile lo stare da soli?
Principalmente si tratta di tre fattori. In primo luogo un cattivo rapporto con se stessi, scarsa autostima e scarsa autonomia. Questo genera dipendenza affettiva, perché il non saper contare su se stesse rende le persone dipendenti dalle altre e, se queste vengono a mancare, fa star male. In questi casi si può avere anche la tendenza a considerare indispensabile la compagnia e il supporto degli altri e a non riuscire ad apprezzare la compagnia di se stessi, ad esempio leggendo, dedicandosi alle proprie passioni e a quello che può rendere piacevole la propria vita. In secondo luogo un cattivo rapporto con gli altri. Spesso succede perché non si ha la capacità di costruire rapporti maturi che arricchiscano la nostra esistenza senza creare dipendenze. In terzo luogo un cattivo rapporto con la propria vita, ossia la difficoltà di trovarle un significato, anche mutevole. Il significato chiaramente cambia da quando si è adolescenti, a quando si è maturi, fino a quando si è anziani. È necessario adeguarsi e accettare il cambiamento, trovando sempre un senso diverso alla propria esistenza.

Come si fa a creare rapporti con gli altri che non siano di dipendenza?
Il primo passo è probabilmente dare un significato alla propria vita. Il fatto di riuscire a trovare una giusta direzione aiuta anche a stare da soli e a non cercare negli altri la risposta al senso della propria esistenza. Attenzione però: l’altro è e deve rimanere importante nella nostra vita, ma non deve essre indispensabile. Solo noi siamo indispensabili a noi stesse. Se una persona ha un buon rapporto con se stessa, una buona autostima, se conosce le proprie capacità e tendenze diventa autonoma e non più dipendente dall’altro.

Cosa può succedere quando non si punta su noi stessi?
Spesso vengono da me signore di una certa età che hanno puntato tutto sui figli e sul marito. Arriva però un momento in cui tutto questo può sciogliersi: i figli vanno via di casa, ci si separa o si perde il compagno. A questo punto queste donne si sentono perse, perché non hanno mai puntato su loro stesse, ma hanno sempre vissuto in funzione degli altri. È inevitabile che a quel punto si sentano sole e disperate.

A questo punto devono fare uno sforzo maggiore per uscire da questa situazione…
Esatto. Riscoprire se stessi può essere un compito difficile se non lo si è mai svolto. Molte persone vivono per forza di inerzia, si fidanzano e mettono al mondo figli senza chiedersi cosa amano davvero. Cercano affannosamente l’altro, senza il quale stanno male. La carenza di interessi rende aridi e infelici. Una donna, arrivata a questo punto, deve riscoprire cosa le piace, cosa la diverte, questo porta a stare bene da soli.

Come dicevamo prima, la solitudine di per sé non è negativa
La solitudine può appagare un bisogno grande che c’è in ognuno di noi, un bisogno di libertà. Diverse ricerche sottolineano che molte donne, soprattutto dopo i 45, sono assolutamente soddisfatte del loro status di single . Il bisogno di libertà però non deve essere portato all’estremo, perché poi si può arrivare a non voler mai stare con gli altri perché non si è in grado di relazionarsi con loro.

Altro che zitelle: le donne single sono felici, soprattutto dopo i 45 anni
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Chi soffre maggiormente nell’essere single?
Sicuramente le persone che hanno sempre vissuto in coppia. A un certo punto sono costrette a riscoprire la capacità di muoversi autonomamente. Quando per la prima volta sono entrata in un cinema da sola mi sono quasi sentita una persona di serie b, poi però mi sono resa conto che il film lo vedevo benissimo anche da sola e che mi piaceva. Un’altra volta ero in vacanza con una mia amica e nel ristorante dell’hotel c’erano solo coppie. Finita la vacanza abbiamo scoperto che ci avevano soprannominato “quelle contente”, perché negli altri tavoli le coppie neppure si parlavano. Spesso semplicemente si è vittime degli stereotipi, si pensa che una donna che non ha una relazione sentimentale non sia né realizzata né serena. A volte però chi è single è molto più felice e gratificato di chi sta in coppia. È il modo di porsi con se stessi a fare la differenza. Chi sta da solo spesso è più padrone della sua vita e non deve sempre conciliare le sue esigenze con quelle degli altri.

Allo stesso tempo, nella nostra società c’è un eccesso di egocentrismo
Sì è così. E questo rende difficile l’adattamento a un’altra persona. Oggi si tende a restare da soli pur di non affrontare lo sforzo di sintonizzarsi con l’altro, c’è la paura dell’altro. Neanche questo è positivo.

In ogni caso, la società si aspetta che tutti si sposino
Sì, è ancora prevalentemente così. A una single viene spesso chiesto quando troverà un compagno e si sposerà, come se questo epilogo fosse una cosa scontata. Bisogna uscire dalla ricerca della felicità in senso assoluto e cercare interessi, cose che facciano stare bene e che non si trovino necessariamente in un partner. Ci vuole fortuna ad incontrare qualcuno che ci rispecchi, non è facile. La propria realizzazione va cercata in ogni caso dentro se stessi, mai al di fuori. È importante non farsi condizionare dal giudizio degli altri e sapersi auto-valutare, sapersi dire “io sto bene così”.

La dipendenza dal giudizio degli altri è deleteria
Facciamo spesso l’errore di dare troppo potere al parere degli altri e di farci condizionare. È fondamentale capire che non andremo mai bene a tutti. C’è una celebre storiella che racconta di un anziano, un bambino e un asinello. All’inizio sull’asinello è seduto solo il bambino e, al loro passaggio, un gruppo di persone si lamenta perché l’anziano sta camminando a piedi mentre il bambino, che è più giovane, è sull’asinello; l’anziano fa scendere il bambino e sale sull’asinello, passano davanti a un altro gruppetto di persone che si lamenta dell’egoismo del nonno; il nonno allora mette il bambino sull’asino davanti a sé e passando davanti a un altro gruppetto vengono accusati di sfiancare l’asinello; i due scendono entrambi e, passando davanti a un altro gruppetto, di persone sentono dire “guarda quei due che fessi, hanno un asinello e vanno entrambi a piedi”. Se si punta sull’avere l’approvazione di tutti, li scontenteremo sempre. Il suggerimento è tapparsi le orecchie e andare avanti per la propria strada. Si deve capire da soli come si vuole camminare, dove si deve andare e non comportarsi in un determinato modo solo per compiacere gli altri: in quel modo ci si adegua alle aspettative degli altri e si perde se stessi.

Quali sono i suoi consigli per imparare a star bene da soli?
La cosa fondamentale è conoscere se stessi. Se uno non sa cosa gli piace e che significato vuole dare alla sua vita non può raggiungere la serenità. Deve guardare dentro se stesso, anche perché non sempre negli altri ci si può riconoscere. La maturità in fondo è questa: conoscersi e andare avanti per la propria strada. Un ottimo modo per vincere la frustrazione dello stare da soli è rendersi utili agli altri, perché ciò può dare un senso positivo alla nostra esistenza, facendoci sentire realizzati. Lo sanno bene i tanti volontari che oggi contribuiscono significativamente al benessere della nostra società nei campi più disparati, ma anche coloro che cercano semplicemente di guardarsi intorno per essere d’aiuto a chi ha bisogno di cure, di ascolto o di un po’ d’attenzione, anche nella propria famiglia. La solitudine infatti non deve diventare sinonimo di egocentrica ed arida chiusura al prossimo, o ci renderà necessariamente infelici.

A livello pratico, da dove si può partire?
Ci si deve chiedere: “Come posso vivere bene la mia vita? Cosa voglio ottenere? Quali sono le mie fonti di svago?”. Spesso le persone senza un compagno vengono viste come frustrate, ma la frustrazione è dentro di noi. Per questa ragione il consiglio è centrarsi su se stessi, sui propri interessi, sulle proprie capacità di realizzazione. Ad esempio si può iniziare andando a vedere da soli un film al cinema, a prendersi un caffè, a fare una passeggiata da soli senza meta. In questo modo ci si coccola e ci si prende cura di se stessi. Quando una persona non è autonoma il rischio è che si accontenti del primo che passa. Stare da soli permette di acquisire la capacità di scelta. E questo discorso dovrebbe continuare a farlo anche chi è in coppia.

 

Fonte: Repubblica.it

Saldi invernali 2018: 5 segreti per non sbagliare un acquisto

La stagione dei saldi invernali 2018 inizia ufficialmente venerdì 5 gennaio 2018 nella maggior parte delle regioni italiane. Il periodo dei ribassi continuerà fino a marzo inoltrato mentre in Campania durerà fino al 2 aprile. Si tratta di circa tre mesi di offerte che vanno calibrate senza farsi prendere da inutili entusiasmi. Più di cosa comprare, infatti, conta come fare gli acquisti. Abbiamo così pensato a una guida breve ed efficace per fornirvi una sorta di bussola, un vademecum per non perderervi tra le molte offerte e soprattutto per non cadere in tentazioni che vi toglieranno tempo e denaro. Per questo, ecco 5 consigli cardine da tenere sempre a mente prima di fare shopping. Con le tendenze invernali che dureranno anche nei prossimi anni e i trend primaveri a cui ispirarvi per fare un acquisto lungimirante.

1) Fare shopping da sole
Contariamente a quanto si possa immaginare, durante i saldi è meglio andare da sole a fare acquisti. Il motivo è presto spiegato: nel caos dei ribassi, ci si muove con più agilità quando non si deve aspettare nessuno. E in fatto di tempo, poi, se ne risparmia molto quando non si deve attendere amiche, madri o figlie in fila alla cassa o in coda nei camerini. Può sembrare un po’ egoistico, è vero, però funziona.
Cindy Crawford e lo shopping in solitaria
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2) Di moda sì, ma che sia unico
Nelle guide ai saldi, si legge spesso di non acquistare prodotti troppo di tendenza. A nostro parere, la regola è abbastanza sbagliata. Vale infatti la pena di investire su un abito, una borsa o un paio di scarpe figlie della moda del momento soltanto quando questi pezzi sono unici, rispecchiano la personalità di chi li acquista e quindi sono destinati a durare nel tempo.

Nell’armadio di una donna o di un uomo, infatti, non ci sono solo articoli classici (sarebbe troppo noioso) ma anche vestiti e accessori che danno carattere e stile proprio grazie alla loro unicità. Qualche esempio di pezzi unici?Le borse decorate dell’autunno/inverno, gli stivali glitter che hanno illuminato tanti red carpet ma anche le paillettes che saranno uno dei materiali più usati nella prossima primavera estate 2018.
Gli stivali più discussi (e desiderati) dell’anno sono questi di Saint Laurent
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3) Classico? No, continuativo.

 

Segnatevi questo vocabolo: continuativo. È un aggettivo che stilisti, marchi e maison utilizzano per descrivere quelle parti di collezione che troverete sempre nei loro punti vendita. Sono il nuovo classico e rappresentano la migliore reinterpretazione dei capi basici che tutti conosciamo (cappotti, tubini, stiletto, maglioni, T-shirt). Sono da preferire ai capi classici proprio perché hanno tagli, materiali e dettagli più contemporanei. I colori, poi, sono fondamentali: nero, blu (che poi è stato il colore protagonista dell’inverno 2017), grigio, cammello sono da tenere sott’occhio. Ma anche il rosso fuoco non è da sottovalutare: è un tono che praticamente funziona come un basico se accostato a cammello, grigio e blu. Ovviamente fate attenzione alle truffe: spesso si incontrano merci provenienti da anni precedenti e da stagioni passate. Se ritenete di essere state raggirate, non esitate a segnalare la questione al Codacons.
Blu, il colore dell’inverno 2018, tono destinato a durare per sempre. Qui un look di Dior
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4) Mai e poi mai una taglia in meno (forse una in più)
La tentazione è forte: trovare l’oggetto del desiderio al 50% o 70% di sconto ma di una taglia in meno. Il paio di stiletto preferite. La giacca culto. O il cappotto caldissimo e dal grande carattere. Bene, lasciate perdere: le scarpe vi faranno male e gli abiti vi staranno malissimo. Se poi state per intraprendere una dieta e volete perdere una taglia, meglio aspettare di essere dimagrite. Comprate solo e soltanto i pezzi della vostra misura. Al contrario, si può azzardare una taglia in più per giacche e cappotti: l’effetto oversize, come impone l’ormai ricorrente Power-Dressing, continuerà ancora a lungo.

5) La strategia degli ultimi giorni
È vero: i primi giorni di saldi sono i più importanti di tutti, quelli dove si trovano le migliori occasioni della stagione. Allo stesso tempo, però, non vano sottovalutati gli ultimi giorni, quelli del ‘fuori tutto’. In questo lasso di tempo, infatti, i prezzi diventano davvero interessanti e potreste essere fortunate da trovare un capriccio, da togliervi uno sfizio che mai prima avreste potuto concedervi. Ritornare, quindi, nello stesso negozio alla fine dei ribassi è quindi un’abitudine da riprendere o da scoprire.

 

Fonte: Repubblica.it

Golden Globe: l’anno del nero e delle scollature. La vera protesta è la sensualità

Nero e scollature. Ovvero: un gesto di protesta e uno di rivendicazione. Una contraddizione in termini? No, al contrario: una dichiarazione d’intenti. Ovvero: puoi essere sensuale, bella e anche piuttosto nuda ma non per questo disponibile. Ciò che infatti più stupisce e deve far riflettere dell’abbigliamento scuro scelto dalle dive ai Golden Globe non è tanto il colore ma l’audacia delle scollature, dei décolleté drappeggiati e dei tagli asimmetrici sulle spalle nude. Come dire: possiamo essere fatali senza diventare sinonimo di preda sessuale. È il nuovo femminismo di Hollywood, o meglio, un nuovo femminile che non cerca più di vestirsi da uomo per rivendicare la propria forza o la parità dei sessi (come avvenuto in passato) ma sceglie di riscoprire forme, caratteristiche e simboli della femminilità che non possono più essere considerati come prima. Continua a Leggere..